Thomas Sankara, il rivoluzionario burkinabè

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Se fossero riusciti a realizzare il proprio sogno personaggi come Patrice Lumumba, Samora Machel e Kwane Nkrumah, forse sarebbero stati decisivi per una reale indipendenza politica ed economica dell’Africa. I loro ideali panafricani però, cozzavano con quelli dei grandi potentati economici occidentali e minacciavano lo status quo di un continente che aveva troppe risorse per essere “lasciato in pace”. Così quando si dice “Aiutiamoli a casa loro”, bisognerebbe ricordare che chi lottava per vedere gli stati sotto il Sahara veramente liberi di scegliere un proprio destino, è stato fatto fuori con la complicità delle grandi democrazie atlantiche. Tra chi ha dedicato la propria vita per il riscatto dell’identità africana, forse il più carismatico è stato Thomas Sankara, il Che Guevara africano Continua a leggere

L’indomito Mélenchon

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Le due tornate elettorali francesi, presidenziale e legislativa, sono state segnate dall’ennesimo fallimento elettorale della sinistra europea. I socialisti francesi, in entrambe le elezioni, si sono fermati al 7% del totale dei voti espressi. Un tracollo storico quello della Gauche parlamentare che ha pagato l’estrema impopolarità di Francois Hollande. L’ex-presidente francese è infatti considerato da molti il peggiore della storia della Republique. Un risultato ripetuto, quello del Parti Socialiste, che, alla stregua dei partiti della Sinistra tradizionale occidentale, all’inseguimento delle politiche della Destra, continuano a perdere consensi tra il loro elettorato tradizionale. Nella parte più radicale di quell’area politica bisogna però segnalare una piccola vittoria: quella di Jean Luc-Mélenchon e del suo partito La France Insoumise. Continua a leggere

Pubblica Amministrazione: Work in Regress

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Se avessimo offerto a Teseo, l’eroico figlio del Re ateniese Egeo, di scegliere tra affrontare il mostruoso Minotauro nel labirinto di Creta o mettere mano nella pubblica amministrazione italiana, sono convinto che la mitologia greca avrebbe tranquillamente seguito il corso che tutti conosciamo. Il paragone forse è un po’ azzardato: Il Minotauro dopotutto divorava sette fanciulli e sette fanciulle che il Re Minosse gli mandava ogni nove anni, la nostra pubblica amministrazione invece brucia quotidianamente una quantità infinita di denaro pubblico per restituire servizi scadenti o percepiti tali. Perché? Da dove nasce questo vulnus? Se analizziamo a grandi linee la storia d’Italia possiamo notare facilmente come ci sia stata, per ragioni diverse nel corso degli anni, una concezione disastrosa del decentramento amministrativo e della partecipazione democratica che questo voleva esprimere. L’articolo 5 della costituzione parla chiaro: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”. Detto questo, occorre ricordare cosa è successo in Italia dal 1948 ad oggi per rendersi conto di quanto abbiamo manipolato e Continua a leggere