UN SOTTILE CONFINE

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Diciamolo subito: Mattarella può farlo. Citando l’articolo 92 della legge fondamentale italiana è il Presidente della Repubblica che nomina i ministri; vien da sé che, se non lo fa, il ministro in questione non va a capo di nessun dicastero. Ma in questi giorni gli articoli della Costituzione tirati in ballo si sprecano, al pari dei costituzionalisti. Oltre al 54, il 95, il 90, il 10, l’11 ed il 47 infatti, il più ricordato è ovviamente il primo, l’articolo numero 1, che al secondo comma dice che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”. Ecco dove nasce il conflitto, ecco dove nascono le grida al “colpo di Stato” e alla “morte della Democrazia” che, leggendo le carte, suonano stavolta molto più giustificate di quanto non lo siano mai state in passato per altre situazioni. Ma quindi chi ha ragione? Gli #iostoconMattarella o i #MattarellaDimettiti? Sembra piuttosto che stavolta il confine tra il potere del Capo di Stato e il potere (dal gr. kratos) del popolo (dèmos) sia invece molto sottile.

Con ordine: se è vero che è il Presidente della Repubblica a nominare Presidente del Consiglio e ministri è altresì vero che, nel farlo, dovrà tenere per forza conto del voto democratico espresso dal popolo italiano. Se più del 50% degli italiani ha votato per Continua a leggere

Europa unita o Europa delle nazioni?

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« Vuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente sotto forma di repubblica? »

Dodici semplici parole che però potrebbero cambiare totalmente il futuro del continente europeo. Come il referendum scozzese di tre anni fa, la tornata referendaria che deciderà il destino della Generalitat de Catalunya avrà un impatto enorme sul vecchio continente. E quindi non è un caso che il referendum sull’indipendenza di Barcellona sia stato giudicato incostituzionale e che il premier Rajoy utilizzi il pugno duro per non fare votare i Catalani il 1 Ottobre. Gli arresti dei 14 funzionari e membri del governo della regione hanno reso altissima la tensione nel Regno. Ma la tensione si sente anche nell’ Unione Europea. Il continente che si vuole unire rischia di restare immerso nel mare degli indipendentismi. Continua a leggere