LA DESTRA CHE RISORGE IN SVEZIA CONTRO LE SCUOLE CORANICHE E LE NO-GO-AREA

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Sverigedemokraterna (SD) 17,6%.

E’ esattamente questo il risultato che campeggia su tutti i quotidiani, cartacei o online, di tutto il mondo. Questo è il dato che riportano. Il partito dei “Democratici Svedesi” ha raggiunto il 17,6%.

Da un lato e dall’altro il dato viene analizzato sotto lenti differenti. Per gli europeisti è una vittoria, il partito SD non è riuscito a spaccare la fatidica soglia del 20%, per i partiti “populisti” euroscettici il risultato è ottimo, considerando non solo che il consenso elettorale è aumentato di diversi punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale, ma che offre un nuovo alleato solido ed incisivo nello scacchiere comunitario. 

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Populismo Scandinavo?

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Il bastione della società multiculturale, il paese dall’accoglienza, la roccaforte progressista, la nazione europea con più rifugiati pro-capite. Tutto questo per la Svezia potrebbe finire in una notte. Il 9 Settembre infatti ci saranno le elezioni legislative nello stato scandinavo, una tornata elettorale che potrebbe cambiare l’anima riformista della nazione. I due principali poli politici, quello di estrazione socialdemocratica al governo e quello conservatore all’opposizione, negli ultimi mesi hanno subito un enorme calo di consensi. A beneficiarne in parte è stata la sinistra radicale, ma il maggiore ricavato potrebbe ottenerlo un altro partito: quello dei Democratici Svedesi. La formazione nazional-populista Continua a leggere

AAA Socialdemocrazia Cercasi! 

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Di primo acchito il titolo può sembrare polemico, anche se molti oggi nel Mondo del 2017 sono alla disperata ricerca di quei valori e di quei principi che i partiti socialdemocratici di ogni dove sembrano aver perso. Sembra impossibile che una delle ideologie più progressiste e lungimiranti della storia abbia smarrito quella freschezza dottrinale e quella capacità di anticipare, cavalcandola e comprendendola, la dialettica della storia. Lo spartiacque nella vicenda di tale evoluzione o involuzione che dir si voglia, è senza dubbio il 1989. La caduta del muro di Berlino ed il successivo crollo dell’Unione Sovietica hanno rappresentato un evento geo-politico fondamentale che ha lasciato profonde cicatrici soprattutto al di fuori della grande Russia. E’ proprio durante la contrapposizione sistemica, nel vecchio continente soprattutto, che nasce e si sviluppa un nuovo tipo di socialismo, adatto alle società occidentali, con riferimenti politici e culturali diversi rispetto a quelli ai quali si ispirava l’ Urss e che aveva come interlocutori partitici non le rappresentanze comuniste ma bensì le forze laiche e cristiano-popolari. E’ successo ad esempio durante la formazione per l’amministrazione comunale della città di Berlino nel 1949. Quell’anno le elezioni videro il 40% dei voti ai socialisti di Willy Brandt, il 20% ai Continua a leggere