Quello che alle donne non dicono

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Il filmato dell’adolescente di Lucca che “bullizza” il professore ha fatto il giro dei media ed è rimbalzato sulla bocca praticamente di tutti negli ultimi giorni, dando modo a chiunque di improvvisarsi detentore della soluzione a una presunta escalation di violenza e maleducazione civica dei più giovani. Continua a leggere

LA SCUOLA E’ INUTILE

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La scuola non serve. Non serve perché non serve agli studenti, ai giovani. Il guaio è che insegna tante belle cose ma poche utili. Non si fa attualità per esempio. Ma si fa anche troppo poca Storia con programmi spesso tirati via dove a malapena si raggiunge la Seconda Guerra Mondiale. Eppure si parte dal Paleolitico, dagli Assiri e dai Babilonesi; si sa meglio le classi sociali di tremila anni fa che quelle odierne. La scuola è un treno che prendi e che dopo tredici anni ti scende in una città che non conosci. Si è smesso anche di fare Educazione Civica nelle scuole, se vuoi capire come gira il mondo devi essere autodidatta. Se vuoi sapere come è fatto stesso discorso: la Geografia non si fa più. Incredibile. Diritto Pubblico poi dovrebbe essere una materia al pari dell’Italiano nelle scuole, non un esame che trovi in qualche facoltà universitaria, la Costituzione va saputa, non a memoria ma va saputa. Bisognerebbe educare i giovani alla Politica. Non è colpa loro se appena diciottenni non sanno chi votare, come votare, perché votare. Capirai, chi gliel’ha spiegato? E lasciamo da parte la solita retorica infantile del ragazzino che preferisce dormire la mattina e prega i genitori di non svegliarlo. Io sono serio. Continua a leggere

GENOVA, LUGLIO 2001: QUANDO L’ITALIA RINNEGO’ LA DEMOCRAZIA 

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Il pensiero va a quelli che oggi sono padri di famiglia ma che nel 2001 erano ragazzi e decisero di passare un weekend a Genova per protestare  contro il G8, il summit tenutosi proprio nel capoluogo ligure nel quale i capi di stato degli otto paesi più industrializzati del mondo si ritrovarono per discutere strategie politiche ed economiche. Chi dissentiva da questa “oligarchia” che avrebbe deciso alcune delle sorti del pianeta si riunì in associazioni pacifiste e movimenti no-global e scese in strada. A questi si aggiunse anche un gruppo di anarchici, molto meno pacifisti, profondamente radicali, che esasperarono la protesta con veri e propri danni materiali alla città, come l’incendio di auto o cassonetti, la devastazione di bancomat e banche, oltre all’accanimento alle strutture urbane della città, con mattoni, pietre, cartelli e ringhiere sradicate e utilizzate come armi: i famosi black bloc. Continua a leggere