Organizzazioni di Nessuna Utilità – L’Onu

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Per la rubrica Organizzazioni di Nessuna Utilità oggi andremo alla “scoperta” dell’Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite ma anche Organizzazione di Nessuna Utilità.

L’ente nacque con la Conferenza di San Francisco del 25 Aprile 1945 allo scopo di sostituire e prendere le veci della vecchia Società delle Nazioni che valse il Nobel per la Pace all’allora presidente statunitense Woodrow Wilson ma che, com’è noto, fallì miseramente il suo intento di mantenere la pace e prevenire lo scoppio di una eventuale seconda guerra mondiale. La SDN era infatti inserita in uno dei famosi 14 punti discussi alla Conferenza di “pace” di Versailles del 1919. E così, anni dopo, a Roosevelt venne l’idea dei “4 poliziotti” che stavano vincendo la Seconda Guerra Mondiale (che la stessa SDN avrebbe dovuto evitare, ndr) per fondare una nuova organizzazione, con lo stesso obiettivo della predecessora, i cui Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza sarebbero stati gli stessi stati vincitori della guerra: Usa, Regno Unito, Francia e Urss. Stalin, per paura di ricadere nell’orbita di un organizzazione prettamente atlantica, occidentale e filoamericana riuscì ad inserire nello stesso Consiglio di Sicurezza i cugini maoisti della Cina, che all’epoca inglobava ancora Taiwan. Continua a leggere

CON IL PONTE MORANDI CROLLA LA FIDUCIA NELLO STATO

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ponte morandiIl Ponte Morandi negli anni 60 rappresentava il futuro fiorente di una nazione che si lasciava alle spalle gli orrori della guerra per avviarsi verso la modernità ed il benessere. Era il simbolo del boom, di quelle strade che presto sarebbero state percorse da sfreccianti nuovi veicoli, della nuova rete che avrebbe unito la Liguria e l’Italia al resto d’Europa. Il suo crollo rappresenta il crollo della modernità, del sogno di rinnovamento e di progresso, schiacciati sotto il peso del cemento armato e di una politica che ha smesso di sognare e farci sognare.

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LA FRANCIA (E MACRON) CAMPIONE DEL MONDO

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macron esulta.jpgLa finale dei Mondiali di Russia è stata, paradossalmente, la riproposizione calcistica della nuova contrapposizione fra local e global. Da una parte, a contendersi la coppa più importante, vi era la Croazia, beniamina di tutti gli italiani desiderosi di vedere i rivali Blues sconfitti e modello per tutti coloro che criticavano lo schiacciante multiculturalismo francese; dall’altra la Francia, nazionale composta per la maggior parte da giocatori naturalizzati o immigrati di seconda generazione.

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La Terza repubblica degli indecisi??

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AIUTARLI ( PER DAVVERO) A CASA LORO

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Come tutti ben sanno, il recente vertice del Consiglio Europeo ha avuto l’immigrazione come argomento centrale.

Non poteva essere altrimenti, verrebbe da dire: le crisi migratorie  interessano l’Europa ininterrottamente da 3 anni. E nonostante l’accordo con la Turchia abbia chiuso la rotta balcanica, i paesi del Mediterraneo, in primis l’Italia Continua a leggere

La nuova politica internazionale dell’Italia

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Charlevoix, 2018. Giuseppe Conte, nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri viene accolto da Justin Trudeau che fa gli onori di casa. Inizia la passerella con il bacia mano alla consorte, per poi muoversi al tavolo delle trattative, nel quale lo stesso Premier va a sedersi tra Juncker, Presidente della Commissione Europea, e Shinzo Abe.
E’ stato probabilmente il G7 più conflittuale di sempre, nel quale i partner europei hanno fatto muro nei confronti di Donald Trump, sempre più deciso verso la linea protezionistica non solo sull’acciaio ed alluminio, ma anche in futuro su altri beni di consumo. Il conflitto pare inevitabile.
In tutto questo, però, è proprio l’Italia che torna a giocare un ruolo saggio e “furbo”. Ai più attenti non sarà passato inosservato ciò che ha pronunciato Conte durante le varie dichiarazioni rilasciate alla stampa durante i giorni del Summit.
Vi è necessità di non solo reintrodurre la Russia nell’incontro dei potenti, ma di innovare l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nella quale la Cina è entrata anni fa a titolo di paese emergente e nella quale, oggi, ricopre invece un ruolo decisamente più importante.

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MASSIMO LIVI BACCI PER SPAZIO POLITICO

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Abbiamo avuto l’occasione di intervistare il demografo e statistico Massimo Livi Bacci su alcuni temi di grande attualità nazionale ed internazionale. Ringraziamo il professor Livi Bacci per il Suo interesse verso il nostro progetto.

1)    Da molti anni in Europa si parla con molta preoccupazione di
un’ipotetica “Eurabia”, a causa alla giovane età e dell’alta fecondità
degli immigrati  musulmani, unita ad un lungo inverno
demografico per le popolazioni europee: fattori che fanno presupporre che
un giorno i musulmani diventino maggioranza. Secondo Lei quali sono le
prospettive in tal senso? Dobbiamo davvero avere paura oppure sono timori
inflazionati?
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