Quello che la sinistra non ha capito

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Fascisti, populisti, pericolosi, forcaioli, reazionari, antidemocratici ed eurofobici. Mentre il governo Lega-M5S ottiene la fiducia in Parlamento, i suoi detrattori appartenenti alla sinistra politica e culturale non si sono risparmiati. Subito si sono alzate le barricate contro l’alleanza Di Maio-Salvini. Dal perenne Ur-fascismo al classico ritorno al Medioevo  sono piovute piogge di accuse nei confronti dei “giallo-verdi”: dal segretario del Pd Martina a Vittorio Zucconi passando da Scalfari e Orfini tutti hanno espresso il loro sdegno nei confronti del nuovo esecutivo. Questo governo rappresenta per loro la peggiore disgrazia accaduta agli italiani in 70 anni di Repubblica. L’invettiva sul fascismo eterno non manca mai ed è ancora perenne nella dialettica di questa ala politica del paese che ormai da anni ci etichetta in maniera frettolosa e sbrigativa movimenti democratici che hanno idee diverse giudicate sgradite.
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UNA REPUBBLICA FONDATA SUL POPULISMO

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articolo ricca elezioni.jpg“Oggi per noi inizia la Terza Repubblica e la Terza sarà finalmente quella dei cittadini italiani”. Con queste parole, Luigi Di Maio, uno dei grandi vincitori della nuova tornata elettorale, ha aperto quella che sembra una rinnovata stagione politica.

Parevano elezioni stantie che avrebbe consegnato agli elettori la foto di un paese spaccato esattamente in tre parti ma, contro ogni previsioni, i risultati sono stati sorprendenti e hanno spiazzato tutti i commentatori politici. Il primo dato Continua a leggere

Il fascino discreto della campagna elettorale

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Domani entrerà in vigore il silenzio elettorale e sarà proibito fare propaganda. Oggi quindi si conclude la lunga marcia per le elezioni politiche, quell’insieme di attività il cui fine è quello di ottenere la fiducia dei votanti ed il loro voto. Durante queste settimane siamo stati testimoni di tanti eventi che hanno dettato il ritmo giornaliero dei media nostrani. Ma quali sono stati i temi che hanno caratterizzato questa campagna elettorale? Proviamo a mettere ordine.

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ROMANZO ELETTORALE

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L’idea fu de Il Cavaliere. Li riunì tutti a casa sua una Domenica per discutere della sua fissazione. C’erano anche Il Padano e La Borgatara. Il Cavaliere gli illustrò la sua idea, quella di unire le rispettive batterie e mettersi in società insieme per dare vita ad “una cosa in grande, un progetto comune”. La “stecca para per tutti” si aggirava intorno al 15%.  Gli disse anche che quello poteva essere il momento per prendersi Roma, e per prendersela ora prima che lo facesse qualcun altro. Ma a Roma in quel tempo aveva governato per un po’ Il Toscanaccio. Continua a leggere

Salvini e la sua Lega (Nord?)

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Perché un pezzo sulla Lega di Matteo Salvini? Per più di un motivo in realtà. Un po’ perché all’interno di questo blog non ne abbiamo quasi mai parlato, un po’ perché rappresenta una parte molto importante della coalizione di centro-destra che, salvo imprevisti, si accinge a vincere le imminenti elezioni del 4 marzo. Continua a leggere

Quo vadis Renzi?

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Dall’essere il “partito della nazione”, all’essere testimone dell’imponente ritorno del forzaleghismo nei collegi veneto-lombardi e dei grillini nel sud-Italia. Dall’essere l’artefice del 40% delle Europee ad essere sceso, secondo gli ultimi sondaggi, sotto la non invidiabile “Quota Bersani”. Dall’essere il “rottamatore” della politica all’essere rottamato, sempre nei sondaggi, persino dal redidivo Berlusconi. Politicamente parlando stiamo assistendo alla fine di Matteo Renzi? Continua a leggere

Il tradimento della sinistra

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Qualche giorno fa, nelle consuete scaramucce pre-elezioni, Matteo Renzi ha risposto piccato all’intenzione, anzi alla promessa, di Berlusconi di abolire il Jobs Act, posizione manifestata ormai da settimane dal leader di Forza Italia; Renzi, dopo aver lanciato una frecciata alla gestione economica e occupazionale dei governi dell’avversario, ha testualmente replicato: “Sarà contento il nordest, il mondo produttivo, vorrei vedere che ne pensano gli imprenditori di tornare al mondo del lavoro del passato”. Premesso che correre alle elezioni politiche e, in piena campagna elettorale, attribuire alla sola area del nord est italiano la qualifica di “mondo produttivo” suona come un’autorete degna di Mai Dire Gol, quello che troppo è passato in sordina è come Matteo Renzi, leader della principale forza (nominalmente) di sinistra, abbia, a proposito di una legge diritticida verso lavoratori, precari, giovani in cerca di occupazione, posto l’accento sul gradimento degli imprenditori. Un’affermazione del genere è la deriva irreversibile di qualsiasi velleità di centrosinistra in Italia. Continua a leggere