Non c’è proprio pace per il povero Matteo

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Non c’è proprio pace per lo stomaco del povero Matteo. Dopo gli inevitabili mal di pancia per trovare un accordo con i 5 stelle a Roma anche il gelato milanese deve essergli rimasto un po’ indigesto. Ormai la vicenda sembra diventata un caso di Stato ma tentiamo di ripercorrere l’accaduto per capire quale sia il vero problema sotteso a questa vicenda. Salvini si trova a Milano, nella sua gelateria di “fiducia” o almeno così sembra. Eppure accade l’impensabile: la gelataia (in prova) si rifiuta di servirlo. Chiariamo, la gelataia è figlia di un algerino e un’italiana, nata e cresciuta in Italia. È italiana al 101%. Il padre tra l’altro è un elettore del carroccio e la madre un’affezionata a FI. Da qui si susseguono le storie più fantasiose.  C’ è chi sostiene che la ragazza si sia rifiutata di servire il leader del carroccio perché “razzista”, dipingendola nell’immaginario comune come una maleducata dipendente che alla richiesta di un cliente risponde “io non servo i razzisti”, c’è chi al contrario sostiene che la ragazza si sia elegantemente defilata e abbia lasciato alla collega il compito di servire il cliente pur non nascondendo il proprio disappunto per la sua figura, ma che questo non sia in alcun modo stato percepito da Salvini stesso. Continua a leggere

Quando la pubblicità diventa l’ultima spiaggia della politica

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E così un giorno nacque la pubblicità. Si intenda, non quella su cui il Cavaliere ha fondato il suo impero, ma quella geniale idea che esisteva anche prima di Silvio Berlusconi. Semplice pubblicità. La pubblicità del Carosello, momento di convivio di tempi passati, i cartelloni sulle autostrade che promuovono una qualsiasi locanda turistica, l’annuncio alla publiphono in riviera che ci accompagna mentre la pelle si fa più salata e anticipa l’ultimo tormentone estivo. Certo è che nella lunga storia della pubblicità nessuno fino a qualche tempo fa, avrebbe potuto immaginare che questa sbarcasse anche in politica in modo così netto e nitido. Un tempo, l’unica pubblicità politica da ricordare erano i manifesti con simboli di partito e candidati che fioccavano in vista delle elezioni con frasi minime inneggianti al voto di questo o quel partito. Ma ora le cose sono cambiate, si viaggia sulla rete.  Nonostante ciò, la pubblicità ha subito una evoluzione incredibilmente forte. Dapprima affacciatasi in politica sotto forma di propaganda, nel Terzo Reich Tedesco, tramite il suo Ministro Joseph Goebbels, ha assunto un ruolo crescente. Continua a leggere