Il fascino discreto della campagna elettorale

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Domani entrerà in vigore il silenzio elettorale e sarà proibito fare propaganda. Oggi quindi si conclude la lunga marcia per le elezioni politiche, quell’insieme di attività il cui fine è quello di ottenere la fiducia dei votanti ed il loro voto. Durante queste settimane siamo stati testimoni di tanti eventi che hanno dettato il ritmo giornaliero dei media nostrani. Ma quali sono stati i temi che hanno caratterizzato questa campagna elettorale? Proviamo a mettere ordine.

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Il tradimento della sinistra

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Qualche giorno fa, nelle consuete scaramucce pre-elezioni, Matteo Renzi ha risposto piccato all’intenzione, anzi alla promessa, di Berlusconi di abolire il Jobs Act, posizione manifestata ormai da settimane dal leader di Forza Italia; Renzi, dopo aver lanciato una frecciata alla gestione economica e occupazionale dei governi dell’avversario, ha testualmente replicato: “Sarà contento il nordest, il mondo produttivo, vorrei vedere che ne pensano gli imprenditori di tornare al mondo del lavoro del passato”. Premesso che correre alle elezioni politiche e, in piena campagna elettorale, attribuire alla sola area del nord est italiano la qualifica di “mondo produttivo” suona come un’autorete degna di Mai Dire Gol, quello che troppo è passato in sordina è come Matteo Renzi, leader della principale forza (nominalmente) di sinistra, abbia, a proposito di una legge diritticida verso lavoratori, precari, giovani in cerca di occupazione, posto l’accento sul gradimento degli imprenditori. Un’affermazione del genere è la deriva irreversibile di qualsiasi velleità di centrosinistra in Italia. Continua a leggere