The Movement: Steve Bannon alla conquista dell’Europa

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“Adesso c’è bisogno di una internazionale populista”. Così parlava Steve Bannon alcuni mesi fa. L’ex consigliere strategico di Donald Trump ed ex vice presidente della discussa società di dati Cambridge Analytica, che oggi sappiamo esser stata determinante per la strategia digitale che ha portato il Tycoon newyorkese alla Casa Bianca, non ha mai fatto segreto di avere in simpatia i partiti populisti e di estrema destra che negli ultimi mesi hanno conquistato una buona parte dell’elettorato europeo. Cacciato dalla sua carica di consulente dallo stesso Trump perché da egli stesso definito troppo estremista (l’ironia abbonda!), non è restato con le mani in mano ed ha cercato in questi mesi di costruire una casa comune per tutti quei leader, partiti e movimenti politici che si riconoscono nei valori del nazionalismo e del populismo. Continua a leggere

Populismo Scandinavo?

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Il bastione della società multiculturale, il paese dall’accoglienza, la roccaforte progressista, la nazione europea con più rifugiati pro-capite. Tutto questo per la Svezia potrebbe finire in una notte. Il 9 Settembre infatti ci saranno le elezioni legislative nello stato scandinavo, una tornata elettorale che potrebbe cambiare l’anima riformista della nazione. I due principali poli politici, quello di estrazione socialdemocratica al governo e quello conservatore all’opposizione, negli ultimi mesi hanno subito un enorme calo di consensi. A beneficiarne in parte è stata la sinistra radicale, ma il maggiore ricavato potrebbe ottenerlo un altro partito: quello dei Democratici Svedesi. La formazione nazional-populista Continua a leggere

Trump di San Paolo

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La storia politica del Brasile degli ultimi anni è stata molto movimentata. A pochi mesi dalle elezioni generali che decreteranno il nuovo presidente della Federazione, la situazione politica non potrebbe essere più incerta. Questa instabilità è dovuta soprattutto all’impatto sulla politica dell’ Operação Lava Jato (Operazione Autolavaggio), la Mani Pulite verdeoro. Continua a leggere

SOCIALISTI D’AMERICA

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alexandria-ocasio-cortezE’ ormai chiaro a tutti che stiamo vivendo tempi politicamente interessanti. Tanto distratti dal governo giallo-verde da dimenticarci di tutto il resto, non abbiamo notato l’incredibile sbarco dei socialisti in America. L’immagine è straniante come quella del primo passo di Armstrong sulla Luna: un uomo spinto al limite delle proprie capacità in un ambiente certamente ostile. Oggi, però, la nostra astronauta si chiama Alexandria Ocasio-Cortez, la Luna è lo stato di New York, roccaforte Democratica e patria della borsa più importante del mondo.

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Daniele Scalea per Spazio Politico

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Dopo quasi tre mesi di consultazioni alla fine, proprio il giorno prima della Festa della Repubblica, un nuovo governo ha giurato al Quirinale. Il nuovo premier, Giuseppe Conte, è sostenuto da una maggioranza ibrida, formata da i due poli del populismo italiano: Lega e M5S. Uno dei protagonisti assoluti di queste giornate è stato Matteo Salvini. Nei giorni delle trattative il leader del Carroccio infatti non è solamente riuscito a fare partecipare il suo partito alla formazione della nuova alleanza di governo ma è riuscito anche a prendere saldamente il timone della coalizione di Centrodestra. La nuova maggioranza “giallo-verde”e il realismo del segretario leghista sono stati alcuni tra gli argomenti della mia intervista con Daniele Scalea, membro del  think thankCentro Studi Machiavelli.

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TUTTI CONTRO CONTE

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Dopo due giorni dal via libera di Mattarella al mandato di Conte possiamo già affermare che il seme del nuovo esecutivo fiorisca sotto il segno della polemica. E’ difficile riuscire a rimanere al passo con la miriade di notizie circolate in giro nelle ultime ore: dallo spread in aumento allo scontro indiretto fra Mattarella e Di Battista, dalla retorica del Presidente non eletto allo “scandalo” del curriculum truccato. Tutte queste, comunque, sono accumunate da un rinato bipolarismo che non vede più al centro la destra e la sinistra come storicamente definite ma una non meglio specificata élite contrapposta al popolo: Populismo ed Elitismo, dunque.
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Il Salvini che nessuno si aspettava

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Sin dal lontano Dicembre del 2013, quando Matteo Salvini venne nominato Segretario Federale della Lega, i suoi detrattori lo hanno sempre accusato di avere fatto la propria fortuna politica sul rapporto tra la “pancia” del paese e l’immigrazione di massa e di essere un politico incapace di assumere la guida della sua coalizione, destinata a essere perennemente trainata da Berlusconi. Continua a leggere