#GHOSTWRITER

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Poche e semplici righe per lanciare la nuova rubrica di Spazio Politico “Ghost Writer”. La mission di questo progetto? Creare uno spazio di confronto per le migliori energie di questo paese, ovvero i giovani delle scuole superiori e delle università, dove poter contribuire in prima persona alla narrazione politica e sociale che investe l’Italia ed il mondo. Uno spazio dedicato ai giovani quindi? Effettivamente non una grande novità, anche se, come dice Roberto Benigni nel film “La tigre e la neve”, la novità è la cosa più vecchia del mondo. Continua a leggere

Il Grillo di Francia, storia di Coluche

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“E’ meglio votare per un coglione come me che votare per qualcuno che vi prende per un coglione.”

L’anno era il 1980 e la nazione era la Francia. Il presidente Valery Giscard d’Estaing stava affrontando gli ultimi mesi del mandato elettorale. Non era un periodo felice per la Republiquè. Nel paese il numero di disoccupati aveva toccato la quota del milione e mezzo, l’inflazione era aumentata vertiginosamente avvicinandosi al 15% riducendo il salario reale delle persone e la nazione era bloccata da continui scioperi. Non se la passava nemmeno bene l’inquilino del palazzo dell’Eliseo. Il capo dello stato infatti, era stato travolto da un grave scandalo: il “Napoleone d’Africa” Bokassa, feroce tiranno della Repubblica Centrafricana, aveva ricoperto di diamanti Girard d’Estaing. Il “Paese dei Lumi” stava vivendo quindi, una fase molto complicata della sua lunga storia, mentre si stavano avvicinando le elezioni presidenziali. Tanti ambivano a sostituire il presidente uscente e leader del Unione Democratica Francese: i socialisti candidavano Mitterand, i neo-gollisti si presentavano con Chirac. Tra i molti partecipanti alla corsa all’Eliseo c’era anche un comico. Continua a leggere

Da“Ce l’ha duro”a Fava, parabola di Umberto Bossi

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Consapevolezza, questa probabilmente è stata la reazione psicologica di Bossi dopo i fischi ricevuti durante l’ultimo congresso federale della Lega Nord. Matteo Salvini ha nuovamente vinto in modo “bulgaro” le primarie del Carroccio surclassando Gianni Fava il candidato scelto dal Senatùr. L’uomo delle felpe ha definitivamente riconquistato la segreteria del Carroccio, l’uomo delle canotte ha definitivamente perso il suo partito. Non staremo però a disquisire sulle differenze tra questi due segretari che hanno formato due movimenti quasi agli antipodi in così poco tempo. Celebreremo però un novello “Alberto da Giussano” cresciuto nel Varesotto e politicamente nella sinistra che si è invaghito del federalismo e della secessione della Padania. Continua a leggere

Perché Razzi vince

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“Fatti nu poco li cazzi tua”, un semplice intercalare colorito oppure una frase simbolo dell’inizio di un’ epopea politica? In molti ormai associano questa affermazione ad un baffuto senatore originario della provincia di Chieti. Sei anni fa infatti grazie a quelle parole su La7 Antonio Razzi entrò nelle tv di tutti gli italiani. Dal suo “abbandono”dell’Italia dei Valori per salvare il governo Berlusconi l’abruzzese si è guadagnato il premio di essere una delle persone più discusse del paese. Alcuni lo apprezzano poiché dopo tutto le sue gaffe divertono, altri invece al solo pensiero di essere rappresentati dal teatino cresciuto in Svizzera hanno un travaso di bile. Continua a leggere