La nuova politica internazionale dell’Italia

Standard

Charlevoix, 2018. Giuseppe Conte, nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri viene accolto da Justin Trudeau che fa gli onori di casa. Inizia la passerella con il bacia mano alla consorte, per poi muoversi al tavolo delle trattative, nel quale lo stesso Premier va a sedersi tra Juncker, Presidente della Commissione Europea, e Shinzo Abe.
E’ stato probabilmente il G7 più conflittuale di sempre, nel quale i partner europei hanno fatto muro nei confronti di Donald Trump, sempre più deciso verso la linea protezionistica non solo sull’acciaio ed alluminio, ma anche in futuro su altri beni di consumo. Il conflitto pare inevitabile.
In tutto questo, però, è proprio l’Italia che torna a giocare un ruolo saggio e “furbo”. Ai più attenti non sarà passato inosservato ciò che ha pronunciato Conte durante le varie dichiarazioni rilasciate alla stampa durante i giorni del Summit.
Vi è necessità di non solo reintrodurre la Russia nell’incontro dei potenti, ma di innovare l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nella quale la Cina è entrata anni fa a titolo di paese emergente e nella quale, oggi, ricopre invece un ruolo decisamente più importante.

Continua a leggere

Daniele Scalea per Spazio Politico

Standard

Dopo quasi tre mesi di consultazioni alla fine, proprio il giorno prima della Festa della Repubblica, un nuovo governo ha giurato al Quirinale. Il nuovo premier, Giuseppe Conte, è sostenuto da una maggioranza ibrida, formata da i due poli del populismo italiano: Lega e M5S. Uno dei protagonisti assoluti di queste giornate è stato Matteo Salvini. Nei giorni delle trattative il leader del Carroccio infatti non è solamente riuscito a fare partecipare il suo partito alla formazione della nuova alleanza di governo ma è riuscito anche a prendere saldamente il timone della coalizione di Centrodestra. La nuova maggioranza “giallo-verde”e il realismo del segretario leghista sono stati alcuni tra gli argomenti della mia intervista con Daniele Scalea, membro del  think thankCentro Studi Machiavelli.

Continua a leggere

UN SOTTILE CONFINE

Standard

Diciamolo subito: Mattarella può farlo. Citando l’articolo 92 della legge fondamentale italiana è il Presidente della Repubblica che nomina i ministri; vien da sé che, se non lo fa, il ministro in questione non va a capo di nessun dicastero. Ma in questi giorni gli articoli della Costituzione tirati in ballo si sprecano, al pari dei costituzionalisti. Oltre al 54, il 95, il 90, il 10, l’11 ed il 47 infatti, il più ricordato è ovviamente il primo, l’articolo numero 1, che al secondo comma dice che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”. Ecco dove nasce il conflitto, ecco dove nascono le grida al “colpo di Stato” e alla “morte della Democrazia” che, leggendo le carte, suonano stavolta molto più giustificate di quanto non lo siano mai state in passato per altre situazioni. Ma quindi chi ha ragione? Gli #iostoconMattarella o i #MattarellaDimettiti? Sembra piuttosto che stavolta il confine tra il potere del Capo di Stato e il potere (dal gr. kratos) del popolo (dèmos) sia invece molto sottile.

Con ordine: se è vero che è il Presidente della Repubblica a nominare Presidente del Consiglio e ministri è altresì vero che, nel farlo, dovrà tenere per forza conto del voto democratico espresso dal popolo italiano. Se più del 50% degli italiani ha votato per Continua a leggere

Fabrizio Maronta per Spazio Politico

Standard

L’ accordo M5S-Lega porterà dei cambiamenti nel ruolo geopolitico italiano? La Siria continua a bruciare e nella Terra Santa è viva la minaccia di una nuova Intifada. Come sta il Medio-Oriente? Dopo i recenti fatti di Parigi quanto è viva la minaccia dello Stato islamico? Ho avuto l’opportunità di parlare soprattutto di questi temi con Fabrizio Maronta, responsabile delle relazioni internazionali della rivista italiana di geopolitica Limes

Continua a leggere

Quando la pubblicità diventa l’ultima spiaggia della politica

Standard

E così un giorno nacque la pubblicità. Si intenda, non quella su cui il Cavaliere ha fondato il suo impero, ma quella geniale idea che esisteva anche prima di Silvio Berlusconi. Semplice pubblicità. La pubblicità del Carosello, momento di convivio di tempi passati, i cartelloni sulle autostrade che promuovono una qualsiasi locanda turistica, l’annuncio alla publiphono in riviera che ci accompagna mentre la pelle si fa più salata e anticipa l’ultimo tormentone estivo. Certo è che nella lunga storia della pubblicità nessuno fino a qualche tempo fa, avrebbe potuto immaginare che questa sbarcasse anche in politica in modo così netto e nitido. Un tempo, l’unica pubblicità politica da ricordare erano i manifesti con simboli di partito e candidati che fioccavano in vista delle elezioni con frasi minime inneggianti al voto di questo o quel partito. Ma ora le cose sono cambiate, si viaggia sulla rete.  Nonostante ciò, la pubblicità ha subito una evoluzione incredibilmente forte. Dapprima affacciatasi in politica sotto forma di propaganda, nel Terzo Reich Tedesco, tramite il suo Ministro Joseph Goebbels, ha assunto un ruolo crescente. Continua a leggere

#GHOSTWRITER

Standard

Poche e semplici righe per lanciare la nuova rubrica di Spazio Politico “Ghost Writer”. La mission di questo progetto? Creare uno spazio di confronto per le migliori energie di questo paese, ovvero i giovani delle scuole superiori e delle università, dove poter contribuire in prima persona alla narrazione politica e sociale che investe l’Italia ed il mondo. Uno spazio dedicato ai giovani quindi? Effettivamente non una grande novità, anche se, come dice Roberto Benigni nel film “La tigre e la neve”, la novità è la cosa più vecchia del mondo. Continua a leggere