The Movement: Steve Bannon alla conquista dell’Europa

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“Adesso c’è bisogno di una internazionale populista”. Così parlava Steve Bannon alcuni mesi fa. L’ex consigliere strategico di Donald Trump ed ex vice presidente della discussa società di dati Cambridge Analytica, che oggi sappiamo esser stata determinante per la strategia digitale che ha portato il Tycoon newyorkese alla Casa Bianca, non ha mai fatto segreto di avere in simpatia i partiti populisti e di estrema destra che negli ultimi mesi hanno conquistato una buona parte dell’elettorato europeo. Cacciato dalla sua carica di consulente dallo stesso Trump perché da egli stesso definito troppo estremista (l’ironia abbonda!), non è restato con le mani in mano ed ha cercato in questi mesi di costruire una casa comune per tutti quei leader, partiti e movimenti politici che si riconoscono nei valori del nazionalismo e del populismo. Continua a leggere

ROMANZO ELETTORALE

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L’idea fu de Il Cavaliere. Li riunì tutti a casa sua una Domenica per discutere della sua fissazione. C’erano anche Il Padano e La Borgatara. Il Cavaliere gli illustrò la sua idea, quella di unire le rispettive batterie e mettersi in società insieme per dare vita ad “una cosa in grande, un progetto comune”. La “stecca para per tutti” si aggirava intorno al 15%.  Gli disse anche che quello poteva essere il momento per prendersi Roma, e per prendersela ora prima che lo facesse qualcun altro. Ma a Roma in quel tempo aveva governato per un po’ Il Toscanaccio. Continua a leggere

#Top&Flop: Berlusconi TopStar.  

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C’è una barzelletta che più di altre, a parer mio, descrive meglio l’indole del personaggio Berlusconi. Si tratta di quella in cui lui, resosi ormai conto della sua veneranda età, incarica i suoi più stretti e fidati collaboratori di cercare una tomba che sia all’altezza di una grande personalità come la sua. I suoi uomini dopo mesi e mesi di estenuanti ricerche, finalmente ne trovano una: magnificente, bellissima, lussuosa da far invidia ad un Sultano. Berlusconi, entusiasta dell’ottimo lavoro dei suoi, chiede: “Quanto costa?” Loro un po intimiditi rispondono: “ 250 milioni di euro Presidente!” Silvio prontamente ribatte: “ Ragazzi ho capito che deve essere bella ma per soli tre giorni il prezzo è un po’ esoso!”. Già, “il terzo giorno è resuscitato”. Il famoso passo evangelico riferito a Gesù di Nazareth ben si confà alla personalità del leader maximo di Forza Italia. Sì perché di “terzi giorni” politicamente parlando, il Cavaliere, Sua Emittenza e chi più ne ha più ne metta, ne ha avuti moltissimi. Decine di volte lo hanno dato per spacciato ma lui in barba a sondaggisti, avversari, alleati, intellettuali e giornalisti è sempre riuscito nel grande ribaltone, è sempre riuscito a procrastinare l’alba del suo tramonto. Cerchiamo di non fare confusione e partiamo dalle origini come in ogni storia che si rispetti. Continua a leggere

LA MARIANNA: LA LEOPOLDA DI GIOVANNI NEGRI

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Correva l’anno 2010 e in quel di Firenze si iniziava a scrivere il primo importante capitolo della mitografia Renziana. Fu proprio in quella annata che vide la luce la prima edizione della Leopolda. Prima che il Rottamatore entrasse nel vorticoso mondo della politica nazionale, la Leopolda era semplicemente una vecchia stazione in disuso a Firenze, mentre adesso a tale termine si associa subito quel maestoso meeting che ha trasformato l’ex sindaco della capitale del Rinascimento nel politico più chic del Bel Paese. Nel corso di questi sette anni la Leopolda ha conquistato tutto: mente e cuore degli Italiani, la segreteria del PD e Palazzo Chigi. Per tutto questo tempo non abbiamo sentito parlare d’altro, come se non esistessero altre iniziative degne di essere raccontate dallo story-telling giornalistico italiano. Ma è davvero così? Ovviamente No! Scuriosando un po’ tra le varie iniziative che nel nostro paese nascono e si sviluppano lontano dai riflettori dei talkshow e dei Telegiornali, si possono scoprire tantissime realtà politiche e culturali che vale la pena conoscere. Nell’ultimo periodo ho scoperto La Marianna. Cos’è? Un progetto ambizioso ideato da Giovanni Negri, imprenditore,giornalista, beniamino di Continua a leggere

MOVIMENTO ROOSEVELT: IL PRIMO META-PARTITO ITALIANO

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Nella città di Perugia, il 21 marzo 2015, è nata una realtà politica molto interessante e assai singolare per i tradizionali canoni della vita pubblica italiana che ha suscitato in me una forte curiosità. Di cosa si tratta? Del Movimento Roosevelt (MR), il primo meta-partito Italiano. E’ proprio così che i soci rooseveltiani chiamano la loro forza politica: movimento meta-partitico. Ora, i movimenti nel Bel Paese da quando Grillo è salito in politica non sono più una novità, ma “ meta- partito” esattamente cosa significa? Frugando sul sito del MR mi sono fatto una cultura al riguardo e devo dire che sono rimasto sinceramente colpito dall’originalità di questo progetto.  Secondo l’analisi politica dei fondatori di tale movimento, fra cui spiccano il noto massone Gioele Magaldi che ricopre la carica di Presidente e l’economista Nino Galloni che è Vice-Presidente e supervisore economico, i partiti italiani si sono trasformati ormai da tempo in etichette e slogan incapaci di distinguersi per idee e proposte, con riferimenti culturali confusi o falciati via dalla storia. E’ in questo quadro grigio e spoglio che prende vita e si sviluppa il Movimento Roosevelt, in una forma radicalmente nuova fondata su valori laici, progressisti, liberal-socialisti e libertari. Sempre sul sito web si legge che tale movimento Continua a leggere

Pubblica Amministrazione: Work in Regress

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Se avessimo offerto a Teseo, l’eroico figlio del Re ateniese Egeo, di scegliere tra affrontare il mostruoso Minotauro nel labirinto di Creta o mettere mano nella pubblica amministrazione italiana, sono convinto che la mitologia greca avrebbe tranquillamente seguito il corso che tutti conosciamo. Il paragone forse è un po’ azzardato: Il Minotauro dopotutto divorava sette fanciulli e sette fanciulle che il Re Minosse gli mandava ogni nove anni, la nostra pubblica amministrazione invece brucia quotidianamente una quantità infinita di denaro pubblico per restituire servizi scadenti o percepiti tali. Perché? Da dove nasce questo vulnus? Se analizziamo a grandi linee la storia d’Italia possiamo notare facilmente come ci sia stata, per ragioni diverse nel corso degli anni, una concezione disastrosa del decentramento amministrativo e della partecipazione democratica che questo voleva esprimere. L’articolo 5 della costituzione parla chiaro: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”. Detto questo, occorre ricordare cosa è successo in Italia dal 1948 ad oggi per rendersi conto di quanto abbiamo manipolato e Continua a leggere