LA FRANCIA (E MACRON) CAMPIONE DEL MONDO

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macron esulta.jpgLa finale dei Mondiali di Russia è stata, paradossalmente, la riproposizione calcistica della nuova contrapposizione fra local e global. Da una parte, a contendersi la coppa più importante, vi era la Croazia, beniamina di tutti gli italiani desiderosi di vedere i rivali Blues sconfitti e modello per tutti coloro che criticavano lo schiacciante multiculturalismo francese; dall’altra la Francia, nazionale composta per la maggior parte da giocatori naturalizzati o immigrati di seconda generazione.

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ORBAN: AMATO,ODIATO, MAI IGNORATO

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Le elezioni di ieri in Ungheria hanno segnato una vittoria schiacciante per il premier in carica Viktor Orban, che ha conquistato il suo quarto mandato alla guida del paese ed il terzo consecutivo dal 2010. Il partito di Orban, Fidesz, ha infatti conquistato il 49% dei voti, ed anche l’affluenza alle urne è stata particolarmente elevata, altro fattore che aumenta la legittimazione ed il prestigio del “Putin ungherese” in patria ed anche all’estero. Continua a leggere

L’UE accoglie o tradisce i migranti?

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Sembra lontano il 2015. In politica due anni sono un lasso di tempo importante, soprattutto in un mondo come quello attuale, nel quale ogni cosa viaggia su binari temporali sempre più veloci. Eppure proprio nel 2015 Viktor Orban, Presidente dell’Ungheria dichiarò di voler fermare i flussi migratori con un muro. I paesi europei tuonarono contro questa proposta, drastica, eccessiva e quasi “offensiva” agli occhi di chi ammirava ed ammira l’Unione Europea come baluardo di civiltà ed accoglienza. Furono momenti concitati quelli, momenti nei quali i paesi dell’Unione ed i suoi rappresentanti iniziarono una vera e propria campagna denigratoria contro chi aveva avuto il coraggio di ribellarsi ad una politica scellerata e senza alcuna base di raziocinio. Il 2015 è stato l’anno dei grandi annunci, di chi aveva innalzato l’Unione Europea a grande protettrice dei diritti umani, dei rifugiati, di chi fugge dalla guerra. Eppure questa immagine appassisce sempre di più al passare dei mesi. Una politica, infatti, non è tale se propagandata, ma se viene adeguatamente attuata. Questo forse è il grande tasto dolente dell’Unione Europea che, in questi momenti “critici”, mostra tutta la sua forma inter-nazioni, più che di unione di intenti e di scopi. In questi momenti viene fuori la sua natura di somma di interessi Continua a leggere

L’UE e la lotta contro l’euroscetticismo

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Alzi la mano chi prima del 2008 aveva mai sentito parlare di euroscetticismo. Non sarete tanti, anche perché fino ad allora la conoscenza circa l’Unione Europea verteva sulla sua esistenza, sull’euro e sulla partecipazione o meno di alcuni paesi. L’Italia, attualmente uno dei paesi più euroscettici d’Europa, addirittura si fregia del titolo di membro fondatore, evidenziando appunto una frattura che è nata successivamente e che oggi è pane quotidiano per molti partiti nazionali. La crisi finanziaria globale del 2008 ha fatto scricchiolare l’UE e gli Stati Membri con le economie più fragili, incapaci dal 2002 di stampare moneta a proprio piacimento, hanno sofferto e soffrono la recessione. Non trovano quel sollievo appellandosi ad un Unione, sì proprio Europea, che dovrebbe difendere i propri e quindi anche i loro interessi. Sul panorama europeo si sono profilati nuovi problemi, dal possibile default greco al “Fiscal Compact”, passando per lo “spread”, vero e proprio protagonista sulla scena internazionale. I debiti dei paesi europei sono cresciuti e scongiurata, almeno in parte, la paura dell’insolvenza del debito per molti stati UE, tra cui l’Italia, ad oggi una domanda ricorrente sul territorio europeo è se questa moneta condivisa abbia dei reali benefici sulle economie interne. Ma questa è solo uno Continua a leggere