La guerra civile in Yemen e le contraddizioni dell’Occidente

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logo ghost writer“Lo Yemen rappresenta innegabilmente e di gran lunga la peggior crisi umanitaria
del mondo”. Pochi giorni fa David Beasley, direttore esecutivo dell’agenzia Onu
World Food Programme (Wfp), ha descritto con queste allarmanti parole la
situazione del paese mediorientale, dilaniato da più di tre anni da una cruenta
guerra civile. Continua a leggere

Organizzazioni di Nessuna Utilità – L’Onu

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Per la rubrica Organizzazioni di Nessuna Utilità oggi andremo alla “scoperta” dell’Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite ma anche Organizzazione di Nessuna Utilità.

L’ente nacque con la Conferenza di San Francisco del 25 Aprile 1945 allo scopo di sostituire e prendere le veci della vecchia Società delle Nazioni che valse il Nobel per la Pace all’allora presidente statunitense Woodrow Wilson ma che, com’è noto, fallì miseramente il suo intento di mantenere la pace e prevenire lo scoppio di una eventuale seconda guerra mondiale. La SDN era infatti inserita in uno dei famosi 14 punti discussi alla Conferenza di “pace” di Versailles del 1919. E così, anni dopo, a Roosevelt venne l’idea dei “4 poliziotti” che stavano vincendo la Seconda Guerra Mondiale (che la stessa SDN avrebbe dovuto evitare, ndr) per fondare una nuova organizzazione, con lo stesso obiettivo della predecessora, i cui Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza sarebbero stati gli stessi stati vincitori della guerra: Usa, Regno Unito, Francia e Urss. Stalin, per paura di ricadere nell’orbita di un organizzazione prettamente atlantica, occidentale e filoamericana riuscì ad inserire nello stesso Consiglio di Sicurezza i cugini maoisti della Cina, che all’epoca inglobava ancora Taiwan. Continua a leggere

Sull’Onu e sull’Unione Europea

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Ruanda, 1994.

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206678318_26df3ba144_b“Le mie truppe proseguivano sommerse fino alle ginocchia da corpi mutilati; circondate da gemiti gutturali di persone morenti, guardando negli occhi di bambini dissanguati, con le ferite bruciate dal sole e invase da vermi e mosche.”

Questa fu la situazione che Roméo Dallaire trovò nei villaggi del Ruanda, dopo appena venti giorni dall’inizio del Genocidio perpetrato dagli Hutu contro i Tutsi. Il 6 Aprile si commemora l’anniversario dall’inizio di questa terribile pagina della storia Africana durata circa 100 giorni ma costata la vita a quasi un milione di persone. Il Ruanda del 1994 sembra ormai lontano sia nello spazio che nel tempo ma può ancora farci riflettere sull’importanza dei diritti umani e sul ruolo che le organizzazioni internazionali esercitano nella loro tutela. Continua a leggere