La guerra civile in Yemen e le contraddizioni dell’Occidente

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logo ghost writer“Lo Yemen rappresenta innegabilmente e di gran lunga la peggior crisi umanitaria
del mondo”. Pochi giorni fa David Beasley, direttore esecutivo dell’agenzia Onu
World Food Programme (Wfp), ha descritto con queste allarmanti parole la
situazione del paese mediorientale, dilaniato da più di tre anni da una cruenta
guerra civile. Continua a leggere

Alessandro Catto per Spazio Politico

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Blogger, analista politico e scrittore. Dello scorso anno è il suo libro Radical Chic, una vera e propria panoramica sul mutamento della sinistra italiana ed il suo progressivo abbandono della causa dei lavoratori. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi su varie tematiche con Alessandro Catto, gestore della pagina La via culturale, sicuramente una delle più frequentate dell’orizzonte social italiano

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1) Alessandro, La via culturale da semplice pagina di satira contro l’attuale classe politica postcomunista italiana è diventata un vero riferimento di chi non si sente rappresentato dal politicamente corretto, che per una parte della sinistra è diventato un vero e proprio assunto. Come è nata l’idea di creare questa pagina e come si è trasformata?

L’idea è nata notando lo scollamento tra le idee propagate dalla sinistra liberal e le esigenze del popolo italiano, specialmente tra le classi lavoratrici e tra le persone meno abbienti. Una scollatura non solo politica ma anche culturale, esistenziale, filosofica. Vi è una tremenda distanza tra i miti cosmopoliti e le esigenze dei lavoratori nazionali, che giustamente non hanno nessun tipo di interesse a vedersi rappresentare da una sinistra diventata rappresentante dell’europeismo del capitale, dell’abbattimento dei confini, dell’immigrazione senza sosta, della rinuncia alle identità e della conseguente competizione al ribasso su scala globale. La mia volontà è stata quella di controbattere sia con la satira e l’ironia sia con la critica politica a queste istanze, nonché al dileggio che spesso, in ambito lefty notiamo verso chi compie scelte differenti da quelle imposte dal progressismo imperativo per tutti. Continua a leggere

DAVIDE GIACALONE PER SPAZIO POLITICO

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In un mondo secolarizzato, ha ancora senso parlare di laicità come valore aggiunto? Ripercorrere i fondamenti e le radici della laicità, con le sue connotazioni politiche, partendo dalla Prima Repubblica può offrirci un panorama completo delle attuali sfide politiche e dell’attuale situazione che viviamo. 
Su questo argomento, Elena Cavucli per Spazio Politico ha intervistato il giornalista e scrittore italiano Davide Giacalone.

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Allattamento: un business miliardario

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1024px-HK_Sheung_Wan_Ai_Weiwei_艾未未_China_Map_嬰兒配方奶粉_Baby_Milk_Formula_Powder_裝置藝術_Installation_art_May-2013_雪印SmartKid_3È di qualche giorno fa la notizia di una mozione firmata Movimento 5 stelle a sostegno dell’allattamento in luoghi pubblici come diritto della donna. L’iniziativa arriva dopo la disavventura di una madre biellese, cacciata da un ufficio postale per aver allattato il proprio bambino sotto gli occhi di tutti. Questo è soltanto l’ultima di una serie di accadimenti che hanno portato allo svilupparsi di un dibattito su questa pratica che, per colpa di una morale marcia ed una grande ondata di disinformazione, rischia di essere sempre più ostacolata.
La questione dell’allattamento, per quanto possa sembrare un problema di scarsa importanza, quasi un capriccio di qualche movimento femminista, in realtà nasconde al proprio interno importanti temi che spaziano dalla salute alla politica passando per l’economia. È un argomento che riguarda l’occidente come i paesi in via di sviluppo e tocca gli interessi di alcune succursali di multinazionali come Nestlé e Danone.

Allora vi chiederete: come può il latte materno giocare un ruolo così importante? Procedendo per gradi, il primo dato riguarda la salute del nascituro. È scientificamente provato come il latte materno aiuti a sviluppare un sistema immunitario più resistente Continua a leggere

OCCIDENTE ED ISLAM: DUE MONDI CHE NON VOGLIONO PARLARSI

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Il rapporto difficile tra il mondo Occidentale e quello Islamico non nasce certamente oggi, così come il dialogo tra essi non è una novità. L’Impero Ottomano per secoli si è affacciato sul Vecchio Continente, giungendo sino alle porte di Vienna, così come l’Europa molto spesso intratteneva rapporti commerciali proficui con esso. Lo scontro e l’incontro sono stati due elementi caratterizzanti di questo lungo rapporto di amore/odio tra questi mondi così distanti, eppure così vicini. Queste due macroculture, con numerose variabili al loro interno, hanno intrapreso, però un percorso diverso nei secoli. Il mondo occidentale, che dall’Europa si è esteso anche all’altra sponda dell’Atlantico, si è avviato verso una fase di secolarizzazione, di laicizzazione delle istituzioni e dei costumi, il mondo islamico, invece è rimasto fortemente ancorato alla commistione tra religione e diritto. Può sembrare una differenza di poco rilievo, in realtà non lo è. Le ripercussioni sono importanti, sono tangibili e constatabili nel mondo quotidiano. Se l’Europa, infatti, ha scisso il concetto di morale soggettiva da quello di diritto oggettivo ed universalmente valido, non si può dire lo stesso per il mondo Islamico dove religione, cultura, morale e diritto costituiscono un rapporto molto intimo. Continua a leggere

ITALIA E LIBIA, WALZER A TRE CON HAFTAR E Al-SERRAJ

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Roma e Tripoli finalmente giungono ad un accordo. Con la caduta del Governo Gheddafi la Libia è caduta in un caos politico, che non conosceva ormai da tempo, tanto da portare alla frammentazione dell’intero paese. La caduta di Gheddafi e la fine del suo monopolio sulla politica libica ha mostrato il vero volto della Libia, un paese spaccato al suo interno per differenze politiche, culturali, economiche e sociali, uno stato tanto vasto quanto eterogeneo. Ad oggi la situazione non sembra essere migliorata, le differenze e le difficoltà permangono. Lo scacchiere libico è contorto, i “Re”, Al-Serraj ed il generale Haftar, sono deboli e con scarso controllo sul territorio e sempre più debbono essere supportati per sopravvivere, dalle loro “Regine”, le potenze Occidentali per il primo e Russia e Cina per il secondo. Il loro potere coercitivo, che contraddistingue la vera sovranità di uno Stato, è sempre più sbandierato, eppure la realtà ci suggerisce il contrario. Haftar staziona stabilmente a Tobruk, non riconoscendo il governo di Serraj,con sede a Tripoli, città di cui non ha il pieno controllo. Nessuno però cita le milizie islamiche che praticano scorribande sul territorio, né tanto meno si citano le tribù libiche che detengono il vero potere nel sud del Paese. 
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