Il tradimento della sinistra

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Qualche giorno fa, nelle consuete scaramucce pre-elezioni, Matteo Renzi ha risposto piccato all’intenzione, anzi alla promessa, di Berlusconi di abolire il Jobs Act, posizione manifestata ormai da settimane dal leader di Forza Italia; Renzi, dopo aver lanciato una frecciata alla gestione economica e occupazionale dei governi dell’avversario, ha testualmente replicato: “Sarà contento il nordest, il mondo produttivo, vorrei vedere che ne pensano gli imprenditori di tornare al mondo del lavoro del passato”. Premesso che correre alle elezioni politiche e, in piena campagna elettorale, attribuire alla sola area del nord est italiano la qualifica di “mondo produttivo” suona come un’autorete degna di Mai Dire Gol, quello che troppo è passato in sordina è come Matteo Renzi, leader della principale forza (nominalmente) di sinistra, abbia, a proposito di una legge diritticida verso lavoratori, precari, giovani in cerca di occupazione, posto l’accento sul gradimento degli imprenditori. Un’affermazione del genere è la deriva irreversibile di qualsiasi velleità di centrosinistra in Italia. Continua a leggere

AAA Socialdemocrazia Cercasi! 

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Di primo acchito il titolo può sembrare polemico, anche se molti oggi nel Mondo del 2017 sono alla disperata ricerca di quei valori e di quei principi che i partiti socialdemocratici di ogni dove sembrano aver perso. Sembra impossibile che una delle ideologie più progressiste e lungimiranti della storia abbia smarrito quella freschezza dottrinale e quella capacità di anticipare, cavalcandola e comprendendola, la dialettica della storia. Lo spartiacque nella vicenda di tale evoluzione o involuzione che dir si voglia, è senza dubbio il 1989. La caduta del muro di Berlino ed il successivo crollo dell’Unione Sovietica hanno rappresentato un evento geo-politico fondamentale che ha lasciato profonde cicatrici soprattutto al di fuori della grande Russia. E’ proprio durante la contrapposizione sistemica, nel vecchio continente soprattutto, che nasce e si sviluppa un nuovo tipo di socialismo, adatto alle società occidentali, con riferimenti politici e culturali diversi rispetto a quelli ai quali si ispirava l’ Urss e che aveva come interlocutori partitici non le rappresentanze comuniste ma bensì le forze laiche e cristiano-popolari. E’ successo ad esempio durante la formazione per l’amministrazione comunale della città di Berlino nel 1949. Quell’anno le elezioni videro il 40% dei voti ai socialisti di Willy Brandt, il 20% ai Continua a leggere