The Movement: Steve Bannon alla conquista dell’Europa

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“Adesso c’è bisogno di una internazionale populista”. Così parlava Steve Bannon alcuni mesi fa. L’ex consigliere strategico di Donald Trump ed ex vice presidente della discussa società di dati Cambridge Analytica, che oggi sappiamo esser stata determinante per la strategia digitale che ha portato il Tycoon newyorkese alla Casa Bianca, non ha mai fatto segreto di avere in simpatia i partiti populisti e di estrema destra che negli ultimi mesi hanno conquistato una buona parte dell’elettorato europeo. Cacciato dalla sua carica di consulente dallo stesso Trump perché da egli stesso definito troppo estremista (l’ironia abbonda!), non è restato con le mani in mano ed ha cercato in questi mesi di costruire una casa comune per tutti quei leader, partiti e movimenti politici che si riconoscono nei valori del nazionalismo e del populismo. Continua a leggere

LA RINASCI(MENTO)TA DI GIULIO TREMONTI E VITTORIO SGARBI

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Il titolo dell’articolo è senz’altro ingannevole. Si, perché in realtà l’iracondo critico d’arte ed il colto professore, ex ministro dell’economia con Berlusconi, sono attivissimi e vivissimi. La rinascita di cui si parla è quella che i due vorrebbero iniettare nelle vene della nostra povera e malata Italia. Da qualche mese infatti Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti hanno dato vita ad un movimento politico e culturale il cui nome è tutto un programma: Rinascimento. Naturalmente i due fondatori ricoprono all’interno di tale “partito”, due ruoli completamente diversi: Sgarbi fa la parte del megafono televisivo, che da anni ormai si sgola contro capre, grillini, falchi, colombe e animali vari per far capire che non si può progettare nulla nel Bel Paese che non abbia a che fare con l’arte. Sarebbe come se il Governatore delle Maldive ignorasse di essere al mare, è solito ripetere Sgarbi riferendosi al rapporto malsano che la politica italica nel suo complesso, ha con il mondo della cultura.
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Paolo Villaggio: il politico che non avete mai conosciuto!

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Oggi 3 luglio ’17 tutta l’Italia piange la morte del grande  Paolo Villaggio, per gli amici il ragionier Ugo Fantozzi. Noi di Spazio Politico però piangiamo, oltre alla scomparsa del celebre attore genovese, anche la scomparsa di un politico pop-star. Ebbene si! Non tutti lo sanno, ma Villaggio nei suoi lunghi e intensi 84 anni non è stato solamente un attore cinematografico, ma anche un attivo militante politico. A queste due attività per non farsi mancare nulla, ha affiancato anche il giornalismo. Accanito uomo di sinistra, amico fraterno di Fabrizio De Andrè, Paolo Villaggio è stato un membro del partito comunista italiano e di democrazia proletaria, con quest’ultima candidato al parlamento per le elezioni politiche del 1987. Tutti noi conosciamo la grande storia del partito comunista, dei suoi grandi leader,  Gramsci, Togliatti e Berlinguer. Poche persone però conoscono la storia politica di Democrazia Proletaria. Questo movimento nacque nel 1975 quando le principali cellule della sinistra radicale ed extraparlamentare decisero di partecipare alle elezioni regionali che si tenevano proprio quell’anno.  Continua a leggere

MOVIMENTO ROOSEVELT: IL PRIMO META-PARTITO ITALIANO

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Nella città di Perugia, il 21 marzo 2015, è nata una realtà politica molto interessante e assai singolare per i tradizionali canoni della vita pubblica italiana che ha suscitato in me una forte curiosità. Di cosa si tratta? Del Movimento Roosevelt (MR), il primo meta-partito Italiano. E’ proprio così che i soci rooseveltiani chiamano la loro forza politica: movimento meta-partitico. Ora, i movimenti nel Bel Paese da quando Grillo è salito in politica non sono più una novità, ma “ meta- partito” esattamente cosa significa? Frugando sul sito del MR mi sono fatto una cultura al riguardo e devo dire che sono rimasto sinceramente colpito dall’originalità di questo progetto.  Secondo l’analisi politica dei fondatori di tale movimento, fra cui spiccano il noto massone Gioele Magaldi che ricopre la carica di Presidente e l’economista Nino Galloni che è Vice-Presidente e supervisore economico, i partiti italiani si sono trasformati ormai da tempo in etichette e slogan incapaci di distinguersi per idee e proposte, con riferimenti culturali confusi o falciati via dalla storia. E’ in questo quadro grigio e spoglio che prende vita e si sviluppa il Movimento Roosevelt, in una forma radicalmente nuova fondata su valori laici, progressisti, liberal-socialisti e libertari. Sempre sul sito web si legge che tale movimento Continua a leggere