Populismo Scandinavo?

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Il bastione della società multiculturale, il paese dall’accoglienza, la roccaforte progressista, la nazione europea con più rifugiati pro-capite. Tutto questo per la Svezia potrebbe finire in una notte. Il 9 Settembre infatti ci saranno le elezioni legislative nello stato scandinavo, una tornata elettorale che potrebbe cambiare l’anima riformista della nazione. I due principali poli politici, quello di estrazione socialdemocratica al governo e quello conservatore all’opposizione, negli ultimi mesi hanno subito un enorme calo di consensi. A beneficiarne in parte è stata la sinistra radicale, ma il maggiore ricavato potrebbe ottenerlo un altro partito: quello dei Democratici Svedesi. La formazione nazional-populista Continua a leggere

AIUTARLI ( PER DAVVERO) A CASA LORO

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Come tutti ben sanno, il recente vertice del Consiglio Europeo ha avuto l’immigrazione come argomento centrale.

Non poteva essere altrimenti, verrebbe da dire: le crisi migratorie  interessano l’Europa ininterrottamente da 3 anni. E nonostante l’accordo con la Turchia abbia chiuso la rotta balcanica, i paesi del Mediterraneo, in primis l’Italia Continua a leggere

MASSIMO LIVI BACCI PER SPAZIO POLITICO

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Abbiamo avuto l’occasione di intervistare il demografo e statistico Massimo Livi Bacci su alcuni temi di grande attualità nazionale ed internazionale. Ringraziamo il professor Livi Bacci per il Suo interesse verso il nostro progetto.

1)    Da molti anni in Europa si parla con molta preoccupazione di
un’ipotetica “Eurabia”, a causa alla giovane età e dell’alta fecondità
degli immigrati  musulmani, unita ad un lungo inverno
demografico per le popolazioni europee: fattori che fanno presupporre che
un giorno i musulmani diventino maggioranza. Secondo Lei quali sono le
prospettive in tal senso? Dobbiamo davvero avere paura oppure sono timori
inflazionati?
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Si, importiamo criminali

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Il nuovo governo “del cambiamento” ha esordito presentandosi, nelle parole del premier Conte, come baluardo dei diritti sociali dopo stagioni di macelleria messicana a danni di essi. Era l’ora. In tutto questo, la nuova opposizione ha riparato sui clichè: “è finita la campagna elettorale, facile parlare, adesso tocca a voi, ora vedremo”.

Fare opposizione è più facile, indubbiamente, ma farla bene lo è già un po’ di meno ed ovviamente il nostro centrosinistra ha debuttato malissimo pure in questa veste. Per esempio ha fatto spallucce quando, dal florilegio di uscite diversamente diplomatiche del neo Ministro dell’Interno, Salvini ha asserito come sia giusto che i più ricchi paghino meno tasse. Che noia ancora questa sinistra che difende le classi subalterne e i lavoratori come se fossimo ancora nel ventesimo secolo, eh? Continua a leggere

L’ITALIA TRA IUS SOLI, SBARCHI E PENSIONI

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Lo Ius Soli cambierà il volto dell’Italia? Come gestire l’emergenza degli sbarchi? Perché andiamo in pensione sempre più tardi?

Su tutti questi argomenti,  Andrea Marrocchesi ha intervistato il professor Gustavo de Santis, ordinario di demografia presso l’Università di Firenze, nonché membro del think tank di studi demografici e statistici “Neodemos”. Ringraziamo il professor De Santis per l’interesse verso il nostro progetto. Continua a leggere

Anni 2000, il requiem delle sinistre europee?

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Gli anni che stiamo vivendo saranno i testimoni del grande declino della Sinistra europea? Ad oggi questa tesi sembrerebbe confermata: il Movimento Socialista Panellenico (PASOK) ormai estinto in Grecia, la Gauche francese fuori dalla corsa per l’Eliseo (secondo i sondaggi), il PD e le sue numerose scissioni. Le forze socialdemocratiche vivono una crisi di consensi mai vista prima. Lo confermano le numerose “debacle” elettorali in tutti i paesi Ue. Ma come sono arrivati a questo momento inglorioso? Per i media una prima risposta si può trovare analizzando le politiche intraprese in ambito socio-economico dai governi “leftist” (vedi la “Loi travail” di Hollande, o il Jobs Act di Renzi). I progressisti europei sembrerebbero essere incapaci di differenziarsi dai conservatori, proponendo una politica di “Destra economica, Sinistra dei diritti civili”. Tagli, Stato minimo e apertura indiscriminata delle frontiere, questo sembra essere il mantra della nuova Sinistra europea del XXI secolo, quella che ha visto nei dettami di Tony Blair e di Schröder l’unica via percorribile. Dopo la caduta del Muro ogni parvenza di identità socialista o post-comunista è stata subordinata alle logiche del capitalismo e della globalizzazione. Le segreterie dei partiti sono diventate colonie di politici clintoniani che fanno orecchie da mercante verso le istanze dei vecchi e nuovi proletari.

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L’UE e la lotta contro l’euroscetticismo

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Alzi la mano chi prima del 2008 aveva mai sentito parlare di euroscetticismo. Non sarete tanti, anche perché fino ad allora la conoscenza circa l’Unione Europea verteva sulla sua esistenza, sull’euro e sulla partecipazione o meno di alcuni paesi. L’Italia, attualmente uno dei paesi più euroscettici d’Europa, addirittura si fregia del titolo di membro fondatore, evidenziando appunto una frattura che è nata successivamente e che oggi è pane quotidiano per molti partiti nazionali. La crisi finanziaria globale del 2008 ha fatto scricchiolare l’UE e gli Stati Membri con le economie più fragili, incapaci dal 2002 di stampare moneta a proprio piacimento, hanno sofferto e soffrono la recessione. Non trovano quel sollievo appellandosi ad un Unione, sì proprio Europea, che dovrebbe difendere i propri e quindi anche i loro interessi. Sul panorama europeo si sono profilati nuovi problemi, dal possibile default greco al “Fiscal Compact”, passando per lo “spread”, vero e proprio protagonista sulla scena internazionale. I debiti dei paesi europei sono cresciuti e scongiurata, almeno in parte, la paura dell’insolvenza del debito per molti stati UE, tra cui l’Italia, ad oggi una domanda ricorrente sul territorio europeo è se questa moneta condivisa abbia dei reali benefici sulle economie interne. Ma questa è solo uno Continua a leggere