Europee 2019, il nostro commento: “Salvini lancia un’opa sul contratto di governo”

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Trionfo della Lega, clamorosa debacle del Movimento 5 Stelle, bene Meloni, cresce il Pd e male Forza Italia. La giornata di ieri verrà ricordata un po’ da tutti, 51 milioni di italiani sono stati chiamati al voto e il 56% di questi ha voluto premiare il Carroccio. Una vittoria clamorosa quella che vissuta in Via Bellerio e in tutta la penisola. “Numeri totalmente capovolti rispetto ad un anno fa – ha sottolineato il nostro Andrea Marrocchesi, stamani ospite a Radio Siena Tv -. Questa è anche la conclusione di un percorso iniziato da Salvini nel 2014, quando la Lega alle scorse Europee prese poco più del 6%. Adesso è il primo partito grazie ai voti del Nord Italia”. Tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, che ottiene il peggior risultato nella sua storia a livello nazionale e paga la scarsa affluenza al Sud Italia, tradizionale bacino di voti, adesso i rapporti di forza sono opposti rispetto ad un anno fa. “Salvini è pronto a lanciare un’opa sul contratto del governo del cambiamento – ha detto il nostro Lorenzo Marretti, anche lui ospite nel programma Buongiorno Siena di Radio Siena Tv”.

La Redazione

 

I punti fondamentali delle elezioni europee, paese per paese

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Dal 23 al 26 maggio tutti i cittadini degli Stati che compongono l’Unione Europea saranno chiamati a votare per rinnovare i membri del Parlamento Europeo. Se da un lato ci si interroga su quali saranno i prossimi equilibri dentro l’europarlamento, dall’altro queste elezioni servono per chiarire quali sono i rapporti di forza tra i  partiti all’interno dei vari paesi. In Italia si discute sulla possibilità che la Lega di Salvini superi la soglia del 30% e sugli effetti che questo potrebbe avere per le dinamiche dell’attuale Governo giallo-verde. Ma quali sono i temi rilevanti a cui prestare attenzione nei paesi più importanti dell’UE? Continua a leggere

Si, importiamo criminali

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Il nuovo governo “del cambiamento” ha esordito presentandosi, nelle parole del premier Conte, come baluardo dei diritti sociali dopo stagioni di macelleria messicana a danni di essi. Era l’ora. In tutto questo, la nuova opposizione ha riparato sui clichè: “è finita la campagna elettorale, facile parlare, adesso tocca a voi, ora vedremo”.

Fare opposizione è più facile, indubbiamente, ma farla bene lo è già un po’ di meno ed ovviamente il nostro centrosinistra ha debuttato malissimo pure in questa veste. Per esempio ha fatto spallucce quando, dal florilegio di uscite diversamente diplomatiche del neo Ministro dell’Interno, Salvini ha asserito come sia giusto che i più ricchi paghino meno tasse. Che noia ancora questa sinistra che difende le classi subalterne e i lavoratori come se fossimo ancora nel ventesimo secolo, eh? Continua a leggere

Quello che la sinistra non ha capito

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Fascisti, populisti, pericolosi, forcaioli, reazionari, antidemocratici ed eurofobici. Mentre il governo Lega-M5S ottiene la fiducia in Parlamento, i suoi detrattori appartenenti alla sinistra politica e culturale non si sono risparmiati. Subito si sono alzate le barricate contro l’alleanza Di Maio-Salvini. Dal perenne Ur-fascismo al classico ritorno al Medioevo  sono piovute piogge di accuse nei confronti dei “giallo-verdi”: dal segretario del Pd Martina a Vittorio Zucconi passando da Scalfari e Orfini tutti hanno espresso il loro sdegno nei confronti del nuovo esecutivo. Questo governo rappresenta per loro la peggiore disgrazia accaduta agli italiani in 70 anni di Repubblica. L’invettiva sul fascismo eterno non manca mai ed è ancora perenne nella dialettica di questa ala politica del paese che ormai da anni ci etichetta in maniera frettolosa e sbrigativa movimenti democratici che hanno idee diverse giudicate sgradite.
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Massimo Fini per Spazio Politico

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Ho avuto l’occasione di intervistare Massimo Fini, giornalista e scrittore il giorno prima della domenica che ha visto il fallimento del primo incarico a Giuseppe Conte . Queste le sue idee sulla globalizzazione, sul diritto dei popoli, sul suo Manifesto, sul nome di Paolo Savona e soprattutto sull’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Continua a leggere

Daniele Scalea per Spazio Politico

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Dopo quasi tre mesi di consultazioni alla fine, proprio il giorno prima della Festa della Repubblica, un nuovo governo ha giurato al Quirinale. Il nuovo premier, Giuseppe Conte, è sostenuto da una maggioranza ibrida, formata da i due poli del populismo italiano: Lega e M5S. Uno dei protagonisti assoluti di queste giornate è stato Matteo Salvini. Nei giorni delle trattative il leader del Carroccio infatti non è solamente riuscito a fare partecipare il suo partito alla formazione della nuova alleanza di governo ma è riuscito anche a prendere saldamente il timone della coalizione di Centrodestra. La nuova maggioranza “giallo-verde”e il realismo del segretario leghista sono stati alcuni tra gli argomenti della mia intervista con Daniele Scalea, membro del  think thankCentro Studi Machiavelli.

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