Si, importiamo criminali

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Il nuovo governo “del cambiamento” ha esordito presentandosi, nelle parole del premier Conte, come baluardo dei diritti sociali dopo stagioni di macelleria messicana a danni di essi. Era l’ora. In tutto questo, la nuova opposizione ha riparato sui clichè: “è finita la campagna elettorale, facile parlare, adesso tocca a voi, ora vedremo”.

Fare opposizione è più facile, indubbiamente, ma farla bene lo è già un po’ di meno ed ovviamente il nostro centrosinistra ha debuttato malissimo pure in questa veste. Per esempio ha fatto spallucce quando, dal florilegio di uscite diversamente diplomatiche del neo Ministro dell’Interno, Salvini ha asserito come sia giusto che i più ricchi paghino meno tasse. Che noia ancora questa sinistra che difende le classi subalterne e i lavoratori come se fossimo ancora nel ventesimo secolo, eh? Continua a leggere

Quello che la sinistra non ha capito

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Fascisti, populisti, pericolosi, forcaioli, reazionari, antidemocratici ed eurofobici. Mentre il governo Lega-M5S ottiene la fiducia in Parlamento, i suoi detrattori appartenenti alla sinistra politica e culturale non si sono risparmiati. Subito si sono alzate le barricate contro l’alleanza Di Maio-Salvini. Dal perenne Ur-fascismo al classico ritorno al Medioevo  sono piovute piogge di accuse nei confronti dei “giallo-verdi”: dal segretario del Pd Martina a Vittorio Zucconi passando da Scalfari e Orfini tutti hanno espresso il loro sdegno nei confronti del nuovo esecutivo. Questo governo rappresenta per loro la peggiore disgrazia accaduta agli italiani in 70 anni di Repubblica. L’invettiva sul fascismo eterno non manca mai ed è ancora perenne nella dialettica di questa ala politica del paese che ormai da anni ci etichetta in maniera frettolosa e sbrigativa movimenti democratici che hanno idee diverse giudicate sgradite.
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Massimo Fini per Spazio Politico

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Ho avuto l’occasione di intervistare Massimo Fini, giornalista e scrittore il giorno prima della domenica che ha visto il fallimento del primo incarico a Giuseppe Conte . Queste le sue idee sulla globalizzazione, sul diritto dei popoli, sul suo Manifesto, sul nome di Paolo Savona e soprattutto sull’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Continua a leggere

Daniele Scalea per Spazio Politico

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Dopo quasi tre mesi di consultazioni alla fine, proprio il giorno prima della Festa della Repubblica, un nuovo governo ha giurato al Quirinale. Il nuovo premier, Giuseppe Conte, è sostenuto da una maggioranza ibrida, formata da i due poli del populismo italiano: Lega e M5S. Uno dei protagonisti assoluti di queste giornate è stato Matteo Salvini. Nei giorni delle trattative il leader del Carroccio infatti non è solamente riuscito a fare partecipare il suo partito alla formazione della nuova alleanza di governo ma è riuscito anche a prendere saldamente il timone della coalizione di Centrodestra. La nuova maggioranza “giallo-verde”e il realismo del segretario leghista sono stati alcuni tra gli argomenti della mia intervista con Daniele Scalea, membro del  think thankCentro Studi Machiavelli.

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TUTTI CONTRO CONTE

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Dopo due giorni dal via libera di Mattarella al mandato di Conte possiamo già affermare che il seme del nuovo esecutivo fiorisca sotto il segno della polemica. E’ difficile riuscire a rimanere al passo con la miriade di notizie circolate in giro nelle ultime ore: dallo spread in aumento allo scontro indiretto fra Mattarella e Di Battista, dalla retorica del Presidente non eletto allo “scandalo” del curriculum truccato. Tutte queste, comunque, sono accumunate da un rinato bipolarismo che non vede più al centro la destra e la sinistra come storicamente definite ma una non meglio specificata élite contrapposta al popolo: Populismo ed Elitismo, dunque.
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Fabrizio Maronta per Spazio Politico

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L’ accordo M5S-Lega porterà dei cambiamenti nel ruolo geopolitico italiano? La Siria continua a bruciare e nella Terra Santa è viva la minaccia di una nuova Intifada. Come sta il Medio-Oriente? Dopo i recenti fatti di Parigi quanto è viva la minaccia dello Stato islamico? Ho avuto l’opportunità di parlare soprattutto di questi temi con Fabrizio Maronta, responsabile delle relazioni internazionali della rivista italiana di geopolitica Limes

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