Cosa sta accadendo in Algeria.

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Dalla fine di febbraio milioni di algerini sono scesi in piazza ogni venerdì per protestare contro l’anziano (ormai ex) Presidente Abdelaziz Bouteflika e tutto il blocco di potere che rappresenta. In Italia alla notizia è stata data una rilevanza relativamente marginale, mentre in Francia occupa stabilmente le prime pagine dei giornali. Continua a leggere

Seawatch e Seaeye: l’Italia vince sui migranti e fa tremare l’Europa.

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Se “il buongiorno si vede dal mattino”, il 2019 si annuncia come un anno molto complesso sul fronte dell’immigrazione. I primi giorni del nuovo anno sono stati infatti all’insegna del braccio di ferro(l’ennesimo) fra il governo italiano e quello di Malta del premier Muscat. Oggetto del dibattito: l’attracco delle due navi Sea Eye e Sea Watch , le quali da diversi giorni girovagano nel Mediterraneo in cerca di un porto,  attracco che sia  La Valletta  che Roma hanno al momento negato. Nonostante come premessa per il nuovo anno non sia il massimo, è doveroso precisa che l’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato molto positivo sul fronte migrazioni. Continua a leggere

Organizzazioni di Nessuna Utilità – L’Onu

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Per la rubrica Organizzazioni di Nessuna Utilità oggi andremo alla “scoperta” dell’Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite ma anche Organizzazione di Nessuna Utilità.

L’ente nacque con la Conferenza di San Francisco del 25 Aprile 1945 allo scopo di sostituire e prendere le veci della vecchia Società delle Nazioni che valse il Nobel per la Pace all’allora presidente statunitense Woodrow Wilson ma che, com’è noto, fallì miseramente il suo intento di mantenere la pace e prevenire lo scoppio di una eventuale seconda guerra mondiale. La SDN era infatti inserita in uno dei famosi 14 punti discussi alla Conferenza di “pace” di Versailles del 1919. E così, anni dopo, a Roosevelt venne l’idea dei “4 poliziotti” che stavano vincendo la Seconda Guerra Mondiale (che la stessa SDN avrebbe dovuto evitare, ndr) per fondare una nuova organizzazione, con lo stesso obiettivo della predecessora, i cui Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza sarebbero stati gli stessi stati vincitori della guerra: Usa, Regno Unito, Francia e Urss. Stalin, per paura di ricadere nell’orbita di un organizzazione prettamente atlantica, occidentale e filoamericana riuscì ad inserire nello stesso Consiglio di Sicurezza i cugini maoisti della Cina, che all’epoca inglobava ancora Taiwan. Continua a leggere

DALLA SIRIA TORNANO VENTI DI GUERRA PER IL MONDO

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Venti di guerra soffiano di nuovo nel mondo. Probabilmente nulla di nuovo, qualcuno potrebbe dire, dato che dalla fine del bipolarismo in poi, il numero di conflitti è aumentato. Eppure, a questo giro di valzer, la questione sembra essere decisamente diversa, più intensa, feroce e sfrontata. Come sempre è la questione siriana a tener banco, una situazione che si prolunga e trascina ormai da troppo tempo tra Bashar Al-Assad ed i ribelli siriani, composti da una moltitudine eterogenea, forse troppo, di varie organizzazioni. Sebbene questa contrapposizione non sia proprio nuova, sta raggiungendo negli ultimi giorni picchi sempre più elevati. Ancora una volta, dopo Afrin, Bashar Al-Assad viene accusato di uso di armi chimiche sui civili, in particolare donne e bambini, scatenando l’ira di USA, Francia e Regno Unito. Dall’altra parte della barricata, invece, si posiziona la Russia che, ferma e convinta alleata del Presidente siriano, lo difende dalle accuse. L’opinione pubblica è spaccata. Da un parte c’è chi sostiene che l’uso delle armi chimiche sia ormai una prova certa, che si debba intervenire e chi invece contesta che il tutto sia una farsa messa in atto dai ribelli per obbligare le potenze occidentali ad un intervento militare fermo sul suolo siriano. Continua a leggere

L’Italia al collasso chiude i porti ai migranti

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Notizia fresca, pervenuta sulle maggiori testate nazionali è quella dell’ultimatum lanciato da Maurizio Massari, Ambasciatore italiano presso l’UE circa la chiusura dei porti a navi che trasportano migranti, non battenti bandiera italiana. Ciò vuol dire che le uniche navi deputate a sbarcare in Italia saranno quelle preposte dal nostro governo al salvataggio dei migranti, quindi per lo più navi militari e pescherecci italiani che rispondono alle richieste di soccorso. E’ un messaggio chiaro: l’Italia non può più reggere i flussi da sola. Nelle ultime 48 ore sono sbarcati circa 12 mila migranti nei porti italiani, gettando nel caos la macchina dell’accoglienza. Sono numeri da capogiro quelli a cui assistiamo, con un incremento in percentuali incredibile, come riportato da Frontex, agenzia europea deputata al supporto della gestione dei confini europei. Prontamente sono pervenute le dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ribadito come la situazione sia insostenibile e che questi numeri non assicurino una buona accoglienza, tanto meno la sicurezza dei cittadini. Il Premier Paolo Gentiloni ha dichiarato che l’Unione Europea e gli Stati Membri non possono lasciare l’Italia sola, non possono voltare la faccia dinanzi ad un problema che coinvolge tutti e che vede ilBel Paese solo come punto d’approdo. Continua a leggere

MACRON-MERKEL: LA POLITICA DI POTENZA SI (RI)FA EUROPEA

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“Make our Planet great again”. Così Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese, ha esordito in risposta al passo indietro dell’amministrazione Trump sull’accordo sul clima, siglato non molti mesi fa proprio a Parigi. E’ stata una risposta forte e provocatoria a seguito dell’incontro del G7 a Taormina, che ha condotto, dopo attente valutazioni, gli Stati Uniti a ritirarsi dagli impegni presi dalla precedente amministrazione Obama. Se qualcuno, però, crede nel grande sostegno dell’attuale Presidente Francese al clima, inevitabilmente si sta sbagliando. Continua a leggere

L’UE accoglie o tradisce i migranti?

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Sembra lontano il 2015. In politica due anni sono un lasso di tempo importante, soprattutto in un mondo come quello attuale, nel quale ogni cosa viaggia su binari temporali sempre più veloci. Eppure proprio nel 2015 Viktor Orban, Presidente dell’Ungheria dichiarò di voler fermare i flussi migratori con un muro. I paesi europei tuonarono contro questa proposta, drastica, eccessiva e quasi “offensiva” agli occhi di chi ammirava ed ammira l’Unione Europea come baluardo di civiltà ed accoglienza. Furono momenti concitati quelli, momenti nei quali i paesi dell’Unione ed i suoi rappresentanti iniziarono una vera e propria campagna denigratoria contro chi aveva avuto il coraggio di ribellarsi ad una politica scellerata e senza alcuna base di raziocinio. Il 2015 è stato l’anno dei grandi annunci, di chi aveva innalzato l’Unione Europea a grande protettrice dei diritti umani, dei rifugiati, di chi fugge dalla guerra. Eppure questa immagine appassisce sempre di più al passare dei mesi. Una politica, infatti, non è tale se propagandata, ma se viene adeguatamente attuata. Questo forse è il grande tasto dolente dell’Unione Europea che, in questi momenti “critici”, mostra tutta la sua forma inter-nazioni, più che di unione di intenti e di scopi. In questi momenti viene fuori la sua natura di somma di interessi Continua a leggere