C’ERAVAMO TANTO ODIATI

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“Son passate ‘9 settimane e ½’, non so chi tra Salvini e Di Maio fa Kim Basinger e chi Mickey Rourke, ma non è ancora successo niente” sono state la parole di Matteo Renzi questo Martedì su La7 quando, ospite di Giovanni Floris, ha detto la sua in merito alle possibilità della Lega e del Movimento Cinque Stelle di sciogliere lo stallo istituzionale post voto. Aldilà della frizzante ironia che contraddistingue il politico toscano, qui unita alla sua proverbiale e fenomenale abilità di stare in televisione, il bacio poi però, simbolicamente ovviamente, Salvini e Di Maio come i due protagonisti del film, se lo sono dati davvero. L’ex Presidente del Consiglio non lo sapeva ma Berlusconi il giorno dopo si sarebbe fatto da parte e avrebbe dato carta bianca al leader leghista per parlare, di nuovo, con quello pentastellato. Nota: Forza Italia non voterà la fiducia all’eventuale nuovo Governo. Uno spunto per poter fare libera opposizione. Continua a leggere

ROMANZO ELETTORALE

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L’idea fu de Il Cavaliere. Li riunì tutti a casa sua una Domenica per discutere della sua fissazione. C’erano anche Il Padano e La Borgatara. Il Cavaliere gli illustrò la sua idea, quella di unire le rispettive batterie e mettersi in società insieme per dare vita ad “una cosa in grande, un progetto comune”. La “stecca para per tutti” si aggirava intorno al 15%.  Gli disse anche che quello poteva essere il momento per prendersi Roma, e per prendersela ora prima che lo facesse qualcun altro. Ma a Roma in quel tempo aveva governato per un po’ Il Toscanaccio. Continua a leggere

Quo vadis Renzi?

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Dall’essere il “partito della nazione”, all’essere testimone dell’imponente ritorno del forzaleghismo nei collegi veneto-lombardi e dei grillini nel sud-Italia. Dall’essere l’artefice del 40% delle Europee ad essere sceso, secondo gli ultimi sondaggi, sotto la non invidiabile “Quota Bersani”. Dall’essere il “rottamatore” della politica all’essere rottamato, sempre nei sondaggi, persino dal redidivo Berlusconi. Politicamente parlando stiamo assistendo alla fine di Matteo Renzi? Continua a leggere

Previsione del sismografo dei moderati

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L’area centrista della politica italiana può essere paragonata ad un sismografo: come lo strumento registra le scosse telluriche, così “i moderati” sono sensibili alle scosse politiche che modificano gli equilibri del paese. Questa caratteristica  permette agli ex-democristiani di spostarsi, in sede pre-elettorale, da destra verso sinistra o viceversa e riuscire sempre a fare parte della coalizione di governo. La formazione della sedicente “Quarta gamba centrista” del centrodestra pertanto potrebbe essere qualcosa di più di un indizio sul futuro trionfatore delle prossime elezioni. Idea di QuagliarelloNoi con l’Italia di Lupi e Zanetti e l’UDC di Cesa  già si preparano a salire sul carro del futuro vincitore. Continua a leggere

Europa unita o Europa delle nazioni?

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« Vuoi che la Catalogna sia uno Stato indipendente sotto forma di repubblica? »

Dodici semplici parole che però potrebbero cambiare totalmente il futuro del continente europeo. Come il referendum scozzese di tre anni fa, la tornata referendaria che deciderà il destino della Generalitat de Catalunya avrà un impatto enorme sul vecchio continente. E quindi non è un caso che il referendum sull’indipendenza di Barcellona sia stato giudicato incostituzionale e che il premier Rajoy utilizzi il pugno duro per non fare votare i Catalani il 1 Ottobre. Gli arresti dei 14 funzionari e membri del governo della regione hanno reso altissima la tensione nel Regno. Ma la tensione si sente anche nell’ Unione Europea. Il continente che si vuole unire rischia di restare immerso nel mare degli indipendentismi. Continua a leggere

Da“Ce l’ha duro”a Fava, parabola di Umberto Bossi

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Consapevolezza, questa probabilmente è stata la reazione psicologica di Bossi dopo i fischi ricevuti durante l’ultimo congresso federale della Lega Nord. Matteo Salvini ha nuovamente vinto in modo “bulgaro” le primarie del Carroccio surclassando Gianni Fava il candidato scelto dal Senatùr. L’uomo delle felpe ha definitivamente riconquistato la segreteria del Carroccio, l’uomo delle canotte ha definitivamente perso il suo partito. Non staremo però a disquisire sulle differenze tra questi due segretari che hanno formato due movimenti quasi agli antipodi in così poco tempo. Celebreremo però un novello “Alberto da Giussano” cresciuto nel Varesotto e politicamente nella sinistra che si è invaghito del federalismo e della secessione della Padania. Continua a leggere

Libertà di (s)parlare

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Per l’Oxford English Dictionary, la parola dell’anno 2016 sarebbe “post-verità”. In effetti, in Italia, questo termine è stato uno dei più discussi e chiacchierati, in seguito alla polemica sulle fake-news e a causa di alcune ardite dichiarazioni durante le compagne elettorali e referendarie dello scorso anno.

Il termine non è nuovo. Fu coniato negli Stati Uniti nell’era Bush per riferirsi ai discorsi alla nazione che il presidente era solito fare per giustificare l’intervento in Iraq, cercando di parlare alla “pancia” delle persone, citando, spesso e volentieri, i fatti dell’11 Settembre. Letteralmente, infatti, la post-verità sarebbe il fenomeno che si sviluppa quando, riguardo ad una notizia, la verità viene considerata di secondaria importanza mentre le emozioni che questa suscita diventano il fattore chiave e più importante.

Dai primi anni duemila ad oggi vi sono stati due grandi cambiamenti in termini politici e sociali: l’avvento dei social network e dei populismi. I primi hanno trasformato radicalmente le nostre abitudini ed hanno esasperato la già esasperata libertà che internet, al momento della sua nascita, aveva offerto. In una democrazia, qualsiasi tipo di diritto dovrebbe essere sacrosanto ma dovremmo anche occuparci della forma che Continua a leggere