Bolsonaro, Salvini, il caso Battisti: prove di un nuovo asse

Standard

E’ notizia di cronaca l’arresto di Cesare Battisti sul suolo boliviano. Il personaggio è ormai noto per il suo passato: ex membro dei “Proletari Armati per il Comunismo” (PAC) è conosciuto ai più per i quattro omicidi commessi e per la fuga dal carcere di Frosinone negli anni ’80. Continua a leggere

Il sogno di un “Esercito Europeo”

Standard

Quanto è suggestiva l’idea di un Esercito Europeo?

Non scorre lungo le vostre schiene un piccolo brivido (di piacere o di dispiacere, questo è soggettivo) nel sapere che Italiani, Francesi, Polacchi, Tedeschi, Croati, Bulgari, Spagnoli possano combattere fianco a fianco con uniformi europee, difendendo principi e valori comuni od operando in teatri vitali in giro per il mondo? A me personalmente si, se si pensa che 70 anni fa buona parte degli eserciti dei singoli Stati Europei marciava l’uno contro l’altro per il predominio del suolo del Vecchio Continente. In 70 anni ne son successe di tutti i colori. La Germania divisa è stata denazificata, la Francia occupata ha assunto il ruolo di vincitrice, con un colpo intelligente propagandistico del Generale De Gaulle, l’Italia si è inserita nel blocco occidentale e più di tutte, assieme alla fondazione del sogno europeo che oggi chiamiamo Unione, è caduta l’Unione Sovietica. Voler ripercorrere 70 anni di storia globale e tracciarne un profilo esaustivo è pressoché impossibile, ma oggigiorno è fondamentale ricordare che l’Europa Occidentale, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è entrata a tutti gli effetti in quel mondo liberal democratico che noi chiamiamo Occidente. Continua a leggere

Il valore della memoria

Standard

Uomini semplici, del popolo partiti per il Piave e per il Grappa pronti a versare ogni goccia di sangue per difendere l’Italia. In questi giorni è opportuno celebrare questi eroi. Il 4 novembre del 1918 dopo il trionfo di # Vittorio Veneto venne firmato l’armistizio di Villa Giusti che sanciva la vittoria dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Al di là del pensiero che si può avere, bisogna commemorare tutti quei connazionali che partiti per il fronte, qualcuno anche giovanissimo come i ragazzi del 1899, hanno sacrificato la loro vita per la patria ed il compimento dell’unità nazionale

 

La Terza repubblica degli indecisi??

Standard

Seguiteci su Twitter: @spaziopolitico

Mettete il vostro Like su Facebook: @spaziopoliticoredazione

La nuova politica internazionale dell’Italia

Standard

Charlevoix, 2018. Giuseppe Conte, nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri viene accolto da Justin Trudeau che fa gli onori di casa. Inizia la passerella con il bacia mano alla consorte, per poi muoversi al tavolo delle trattative, nel quale lo stesso Premier va a sedersi tra Juncker, Presidente della Commissione Europea, e Shinzo Abe.
E’ stato probabilmente il G7 più conflittuale di sempre, nel quale i partner europei hanno fatto muro nei confronti di Donald Trump, sempre più deciso verso la linea protezionistica non solo sull’acciaio ed alluminio, ma anche in futuro su altri beni di consumo. Il conflitto pare inevitabile.
In tutto questo, però, è proprio l’Italia che torna a giocare un ruolo saggio e “furbo”. Ai più attenti non sarà passato inosservato ciò che ha pronunciato Conte durante le varie dichiarazioni rilasciate alla stampa durante i giorni del Summit.
Vi è necessità di non solo reintrodurre la Russia nell’incontro dei potenti, ma di innovare l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), nella quale la Cina è entrata anni fa a titolo di paese emergente e nella quale, oggi, ricopre invece un ruolo decisamente più importante.

Continua a leggere

Daniele Scalea per Spazio Politico

Standard

Dopo quasi tre mesi di consultazioni alla fine, proprio il giorno prima della Festa della Repubblica, un nuovo governo ha giurato al Quirinale. Il nuovo premier, Giuseppe Conte, è sostenuto da una maggioranza ibrida, formata da i due poli del populismo italiano: Lega e M5S. Uno dei protagonisti assoluti di queste giornate è stato Matteo Salvini. Nei giorni delle trattative il leader del Carroccio infatti non è solamente riuscito a fare partecipare il suo partito alla formazione della nuova alleanza di governo ma è riuscito anche a prendere saldamente il timone della coalizione di Centrodestra. La nuova maggioranza “giallo-verde”e il realismo del segretario leghista sono stati alcuni tra gli argomenti della mia intervista con Daniele Scalea, membro del  think thankCentro Studi Machiavelli.

Continua a leggere

UN SOTTILE CONFINE

Standard

Diciamolo subito: Mattarella può farlo. Citando l’articolo 92 della legge fondamentale italiana è il Presidente della Repubblica che nomina i ministri; vien da sé che, se non lo fa, il ministro in questione non va a capo di nessun dicastero. Ma in questi giorni gli articoli della Costituzione tirati in ballo si sprecano, al pari dei costituzionalisti. Oltre al 54, il 95, il 90, il 10, l’11 ed il 47 infatti, il più ricordato è ovviamente il primo, l’articolo numero 1, che al secondo comma dice che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”. Ecco dove nasce il conflitto, ecco dove nascono le grida al “colpo di Stato” e alla “morte della Democrazia” che, leggendo le carte, suonano stavolta molto più giustificate di quanto non lo siano mai state in passato per altre situazioni. Ma quindi chi ha ragione? Gli #iostoconMattarella o i #MattarellaDimettiti? Sembra piuttosto che stavolta il confine tra il potere del Capo di Stato e il potere (dal gr. kratos) del popolo (dèmos) sia invece molto sottile.

Con ordine: se è vero che è il Presidente della Repubblica a nominare Presidente del Consiglio e ministri è altresì vero che, nel farlo, dovrà tenere per forza conto del voto democratico espresso dal popolo italiano. Se più del 50% degli italiani ha votato per Continua a leggere