Salvini e la sua Lega (Nord?)

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Perché un pezzo sulla Lega di Matteo Salvini? Per più di un motivo in realtà. Un po’ perché all’interno di questo blog non ne abbiamo quasi mai parlato, un po’ perché rappresenta una parte molto importante della coalizione di centro-destra che, salvo imprevisti, si accinge a vincere le imminenti elezioni del 4 marzo. Continua a leggere

Un Nuovo Ordine Mondiale?

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In seguito al referendum sulla Brexit ed alla vittoria di Donald Trump, i media planetari hanno iniziato a fornire le loro interpretazioni su entrambi gli eventi, giungendo alla conclusione di come essi rappresentino un più ampio fenomeno di reazione negativa alla globalizzazione. Seppur accattivante, si tratta di una decodifica ingannevole. Invero, nel Regno Unito e negli Usa la popolazione (o almeno, una parte significativa di essa) è alla ricerca di una semplificazione categoriale della complessità. Desiderano, ovvero, che i propri Stati tornino a perseguire il proprio interesse, principio che non costituisce intrinsecamente una violazione dei postulati del libero mercato globale post Guerra Fredda. Nella logica della “realpolitik”, l’interesse nazionale costituisce la base fondante della vita di un paese nel contesto internazionale; questo interesse, se ovviamente gestito adeguatamente, garantisce prosperità ed equilibrio, in quanto i limiti di ciascuno risultano manifesti. Per effettuare una contestualizzazione storica propedeutica a ciò, può essere citato l’esempio del Congresso di Vienna, quando le grandi potenze mondiali si sedettero intorno ad un tavolo per definire le regole della prima, vera governance globale. I nove membri del Congresso di Vienna diedero vita ad un equilibrio di poteri basato sugli interessi nazionali, il quale garantì all’Europa circa un secolo di pace, inframezzato sporadicamente da alcuni conflitti di entità circoscritta, ed una crescita economica e tecnologica poderosa. A tal proposito, ricordiamo la ratifica dell’accordo Cobden- Chevallier successivo a Vienna, a seguito del quale Inghilterra e Francia aprirono reciprocamente i propri mercati. 

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