LA DESTRA CHE RISORGE IN SVEZIA CONTRO LE SCUOLE CORANICHE E LE NO-GO-AREA

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Sverigedemokraterna (SD) 17,6%.

E’ esattamente questo il risultato che campeggia su tutti i quotidiani, cartacei o online, di tutto il mondo. Questo è il dato che riportano. Il partito dei “Democratici Svedesi” ha raggiunto il 17,6%.

Da un lato e dall’altro il dato viene analizzato sotto lenti differenti. Per gli europeisti è una vittoria, il partito SD non è riuscito a spaccare la fatidica soglia del 20%, per i partiti “populisti” euroscettici il risultato è ottimo, considerando non solo che il consenso elettorale è aumentato di diversi punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale, ma che offre un nuovo alleato solido ed incisivo nello scacchiere comunitario. 

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Thomas Sankara, il rivoluzionario burkinabè

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Se fossero riusciti a realizzare il proprio sogno personaggi come Patrice Lumumba, Samora Machel e Kwane Nkrumah, forse sarebbero stati decisivi per una reale indipendenza politica ed economica dell’Africa. I loro ideali panafricani però, cozzavano con quelli dei grandi potentati economici occidentali e minacciavano lo status quo di un continente che aveva troppe risorse per essere “lasciato in pace”. Così quando si dice “Aiutiamoli a casa loro”, bisognerebbe ricordare che chi lottava per vedere gli stati sotto il Sahara veramente liberi di scegliere un proprio destino, è stato fatto fuori con la complicità delle grandi democrazie atlantiche. Tra chi ha dedicato la propria vita per il riscatto dell’identità africana, forse il più carismatico è stato Thomas Sankara, il Che Guevara africano Continua a leggere

AFD: ANATOMIA DI UN SUCCESSO

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Le elezioni politiche tedesche, svoltesi nella giornata di ieri, hanno fatto raggiungere un record invidiabile ad Angela Merkel. La “Cancelliera di Ferro”, alla guida della Germania ininterrottamente dal settembre 2005, si è infatti aggiudicata un quarto mandato, eguagliando il precedente record stabilito da Helmut Kohl. Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica e l’ultimo successo della Merkel assomiglia molto ad una vittoria mutilata.  Continua a leggere

LA SCONFITTA DELL’ISIS?

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La guerra nei confronti dello Stato Islamico (o Isis, o anche Daesh in lingua araba), iniziata ormai 3 anni fa, non è mai stata così vicina ad un punto di svolta decisivo come quello attuale: il sedicente “Califfato” è stato infatti sconfitto a Mosul, seconda città dell’Iraq, dopo mesi di sanguinosi combattimenti, ed a breve potrebbe subire la stessa sorte anche a Raqqa, in Siria, considerata fino a poco tempo fa come la capitale dell’Isis. A ciò si aggiunge la notizia, diffusasi pochi giorni fa attraverso media iracheni, della morte di Abu Bakr al-Baghdadi, il “califfo” a capo di Daesh fin dal giugno 2014; oltre ad al-Baghdadi, numerosi altri leader dell’Isis sono stati uccisi negli ultimi anni, e la propaganda dell’organizzazione non è più efficace come prima. Eppure, nonostante le molteplici sconfitti che l’Isis ha dovuto incassare su più fronti, la sua fine potrebbe non essere vicina come spera la coalizione internazionale a guida statunitense. Continua a leggere

Da“Ce l’ha duro”a Fava, parabola di Umberto Bossi

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Consapevolezza, questa probabilmente è stata la reazione psicologica di Bossi dopo i fischi ricevuti durante l’ultimo congresso federale della Lega Nord. Matteo Salvini ha nuovamente vinto in modo “bulgaro” le primarie del Carroccio surclassando Gianni Fava il candidato scelto dal Senatùr. L’uomo delle felpe ha definitivamente riconquistato la segreteria del Carroccio, l’uomo delle canotte ha definitivamente perso il suo partito. Non staremo però a disquisire sulle differenze tra questi due segretari che hanno formato due movimenti quasi agli antipodi in così poco tempo. Celebreremo però un novello “Alberto da Giussano” cresciuto nel Varesotto e politicamente nella sinistra che si è invaghito del federalismo e della secessione della Padania. Continua a leggere

OCCIDENTE ED ISLAM: DUE MONDI CHE NON VOGLIONO PARLARSI

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Il rapporto difficile tra il mondo Occidentale e quello Islamico non nasce certamente oggi, così come il dialogo tra essi non è una novità. L’Impero Ottomano per secoli si è affacciato sul Vecchio Continente, giungendo sino alle porte di Vienna, così come l’Europa molto spesso intratteneva rapporti commerciali proficui con esso. Lo scontro e l’incontro sono stati due elementi caratterizzanti di questo lungo rapporto di amore/odio tra questi mondi così distanti, eppure così vicini. Queste due macroculture, con numerose variabili al loro interno, hanno intrapreso, però un percorso diverso nei secoli. Il mondo occidentale, che dall’Europa si è esteso anche all’altra sponda dell’Atlantico, si è avviato verso una fase di secolarizzazione, di laicizzazione delle istituzioni e dei costumi, il mondo islamico, invece è rimasto fortemente ancorato alla commistione tra religione e diritto. Può sembrare una differenza di poco rilievo, in realtà non lo è. Le ripercussioni sono importanti, sono tangibili e constatabili nel mondo quotidiano. Se l’Europa, infatti, ha scisso il concetto di morale soggettiva da quello di diritto oggettivo ed universalmente valido, non si può dire lo stesso per il mondo Islamico dove religione, cultura, morale e diritto costituiscono un rapporto molto intimo. Continua a leggere

USA-URSS: UN MATRIMONIO FALLITO ED IL RIMPIANTO DI MOLTI

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Se apriamo i libri di storia al capitolo seconda Guerra Mondiale e successive conferenze , le foto che saltano ai nostri occhi assomigliano a scatti familiari, sorrisi, compiacimento, soddisfazione. Stati Uniti, Unione Sovietica, Inghilterra (Roosvelt, succeduto da Truman, Stalin, Churchill scalzato poi da Attlee) un trio inarrestabile, i vincitori della Guerra, i potenti della Terra. La struttura del potere mondiale lentamente cambierà. Il Regno Unito entrerà in uno stato subalterno, rispetto alla superpotenza americana, il teatro diventerà estremamente semplice: Stati Uniti contro Unione Sovietica. Questo binomio conflittuale, tra mondo occidentale e mondo comunista, ha condizionato l’intera politica mondiale per circa 50 anni. La storia la conosciamo tutti, il rapporto tra Impero Americano ed Impero Sovietico è stato una love story difficile, fatta di alti e bassi, con picchi critici e momenti decisamente più distesi. Chiamarla “Love Story” può far storcere il naso a molti, ma col senno di poi lo è stato. Per quanto le due Super Potenze si odiassero, si sfidassero, si opponessero l’una contra l’altra si perveniva sempre ad una conclusione, ad una comunione di intenti. La riprova più lampante è che in un mondo così spaccato, così diviso, nonostante i momenti critici vissuti, non si è mai pervenuti ad Continua a leggere