Fabrizio Maronta per Spazio Politico

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L’ accordo M5S-Lega porterà dei cambiamenti nel ruolo geopolitico italiano? La Siria continua a bruciare e nella Terra Santa è viva la minaccia di una nuova Intifada. Come sta il Medio-Oriente? Dopo i recenti fatti di Parigi quanto è viva la minaccia dello Stato islamico? Ho avuto l’opportunità di parlare soprattutto di questi temi con Fabrizio Maronta, responsabile delle relazioni internazionali della rivista italiana di geopolitica Limes

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IL MITO DEL CALIFFATO. LE RADICI INDIANE DELL’ISIS

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Nel seguente articolo riportiamo una nostra recensione del libro “Il mito del Califfato. Le radici indiane dell’Isis”, scritto da Giovanni Bensi e pubblicato dalla Sandro Teti Editore. L’autore, scomparso a marzo del 2016, è stato un esperto di questioni politico-religiose nella realtà sovietica e post-sovietica dell’Asia centrale, specialmente riguardo all’Islam, nonché corrispondente di Radio Svoboda, emittente in lingua russa finanziata dagli Usa. Noi ragazzi di Spazio Politico vorremmo inoltre ringraziare la Sandro Teti Editore per averci offerto l’opportunità di questa collaborazione. Continua a leggere

LA SCONFITTA DELL’ISIS?

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La guerra nei confronti dello Stato Islamico (o Isis, o anche Daesh in lingua araba), iniziata ormai 3 anni fa, non è mai stata così vicina ad un punto di svolta decisivo come quello attuale: il sedicente “Califfato” è stato infatti sconfitto a Mosul, seconda città dell’Iraq, dopo mesi di sanguinosi combattimenti, ed a breve potrebbe subire la stessa sorte anche a Raqqa, in Siria, considerata fino a poco tempo fa come la capitale dell’Isis. A ciò si aggiunge la notizia, diffusasi pochi giorni fa attraverso media iracheni, della morte di Abu Bakr al-Baghdadi, il “califfo” a capo di Daesh fin dal giugno 2014; oltre ad al-Baghdadi, numerosi altri leader dell’Isis sono stati uccisi negli ultimi anni, e la propaganda dell’organizzazione non è più efficace come prima. Eppure, nonostante le molteplici sconfitti che l’Isis ha dovuto incassare su più fronti, la sua fine potrebbe non essere vicina come spera la coalizione internazionale a guida statunitense. Continua a leggere

STATI UNITI E TERRORISMO ISLAMISTA SONO INTIMI NEMICI?

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Gli Usa hanno sempre avuto un’ingerenza ingombrante nel Medio Oriente cercando di giustificare le loro azioni nel mondo arabo come più che legittime, di interesse quasi globale, la cui doverosità non doveva e non poteva essere messa in discussione. È capitato di valutare certe azioni ed alcuni interventi degli “amici a stelle e strisce” in paesi cosiddetti islamici come doverosi, inquadrando la questione terroristica come una “normale” disputa semplificata in un quasi infantile “noi (buoni) contro loro (cattivi)”. Ci si può accorgere, analizzando la storiografia in merito, che questa concezione della tematica in questione è scadente e non completa, almeno finchè gli Stati Uniti non ammetteranno di voler mantenere  nel Vicino Oriente degli interessi importanti. Gli stessi sono però lontani geograficamente e gioco-forza devono dotarsi di avamposti radicati sul territorio capaci di ottemperare le richieste di Washington: Israele  è uno di questi ed è espressamente dichiarato. Contemporaneamente però convive con altri “alleati” non per forza notificati al grande pubblico. È stata la politica americana del containment il primo approccio al mondo arabo, i Fratelli Mussulmani in Egitto o i terroristi Jamaat-e-Islami in Pakistan sono due esempi pratici di transenne al comunismo nelle masse arabe. Tuttavia è

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L’ISIS SENZA CONFINI: VIAGGIO IN UZBEKISTAN

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Sentendo nominare la città di Samarcanda, inevitabilmente il pensiero di molti andrà all’indimenticabile canzone di Roberto Vecchioni del 1984, la quale ancora oggi ci delizia con il suo straordinario contenuto e la sua lirica. Tuttavia, in pochi sapranno dove si colloca questa città. Samarcanda si trova  nella Repubblica dell’Uzbekistan che si trova nel cuore dell’Asia Centrale.L’Uzbekistan ha un territorio di quasi mezzo milione di chilometri quadrati, che si estende dalle sponde del lago d’Aral fino al massiccio montuoso dell’Alaj. Fin da tempi molto antichi, questa terra ha rappresentato una meta imprescindibile per i mercanti della Via della Seta. La sua terra è popolata da pastori i quali portavano a pascolare i loro greggi nelle sterminate praterie dell’Asia centrale. Tuttavia, ormai da alcuni anni, queste pianure sterminate sono abitate da una bestia particolarmente efferata, che da diversi anni anche noi occidentali conosciamo molto bene: la jihad islamica. Ma andiamo con ordine. La popolazione uzbeka, circa trenta milioni di persone in tutto (peraltro molto giovane) si appresta ad affrontare un’importante sfida, che si ripercuoterà anche sul panorama geopolitico internazionale. La morte di Islam Karimov (1938-2016) che aveva governato ininterrottamente il paese fin dal 1991 ha aperto una Continua a leggere