Aspiranti giornalisti in trappola: il triangolo web-informazione-utenti.

Standard

Scrive Enrico Mentana sulla sua pagina Facebook: “Noi della generazione degli anni ‘50 e ‘60 abbiamo potuto realizzare il nostro sogno di fare i giornalisti, quel che è ormai precluso anche ai più bravi tra i giovani di oggi”. Perché tutto questo accade?

Quando espressi il desiderio di diventare giornalista, la lingua italiana la conoscevo a mala pena. Ciononostante, mi convinsi fin da subito dello straordinario potere delle parole e tutto ciò che desideravo fare era utilizzarle al massimo del loro potenziale in modo da far riflettere le altre persone e, perché no: anche persuaderle a modificare i loro pensieriQuando mio zio venne a conoscenza delle mie intenzioni mi comprò un giornale, mi disse di sottolineare ciò che mi interessava di più: “solo le cose più importanti”  in un periodo in cui i telefoni venivano utilizzati solo per “le cose più importanti” (ovvero le telefonate e, occasionalmente, qualche breve “SMS”). Molti anni più tardi iniziai l’università e scelsi di studiare scienze politiche. Scienze politiche perché mi pareva ciò che più di tutti avrebbe potuto darmi delle risposte a quelle continue domande riguardo il mondo che mi circondava, che iniziavo a capire sempre meno, ma che mi attirava a sé sempre di più. Ero convinta che per renderlo un posto migliore fosse enormemente importante convincere quante più persone possibili a parteciparvi attivamente, piuttosto che subirne passivamente gli effetti. 

Continua a leggere

La legge del più fesso

Standard

La legge del più fesso, tra giovani, informazione e politica

Diciannovesimo secolo. Due scelte: vita o morte. Darwin aveva ben chiaro il concetto di sopravvivenza, e secondo la sua teoria una e una sola specie poteva, a conti fatti, rimanere in piedi evitando di sopperire: quella (biologicamente) più forte. Ventunesimo secolo. Stesse scelte, ma la teoria del famoso scienziato Charles Darwin potrebbe essere rivisitata in chiave moderna. Volendola attualizzare alla realtà che ci circonda, potremmo intitolare la nuova teoria contemporanea dell’evoluzione “la legge del più fesso”, dalla sconfinata idiozia in cui il mondo sta precipitando.

Vuoi vivere bene? IGNORA!

“La felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che io conosca.”. Così sentenziava Ernest Hemingway e il motivo sembra essere il seguente: stando alle esperienze di molti, le persone intelligenti (o minimamente dotate di materia grigia) tendono a non vivere bene la propria vita: troppo consapevoli del mondo che li circonda, preferiscono riflettere, contemplare l’esistente e questo provoca in loro una sconfinata, scoraggiante malinconia. Tutte cose che le persone più ignoranti (nel senso letterale del termine e che, cioè, rimangono avulsi rispetto a ciò che li circonda), trascurano insomma. E trascorrono la vita non curandosi di quello che accade al di là del proprio naso, coscientemente o meno. Questa ampia introduzione e speculazione, però, non vuol rimanere una critica buttata in modo casuale, ma ha un senso soprattutto nei  mesi pre elettorali. Il momento del voto popolare, infatti, è una delle tante dimostrazioni di ignoranza (popolare) volte a sostenere la legge del più fesso. Perché?

Continua a leggere

ENRICO MENTANA: L’INFORMAZIONE SI FA POP

Standard

Enrico_Mentana_-_IJF_2012_-_photo_Daniela_MarchiSi è conclusa questa notte la maratona del TG La7 sul voto per le amministrative, l’ultima fatica dell’instancabile direttore Enrico Mentana. #maratonamentana, assieme ad #ElezioniAmministrative, sono stati alcuni dei trend topic su twitter, dimostrando ancora una volta la popolarità di un format che sembra ormai essersi radicato nel settore dell’informazione pubblica, catturando l’interesse di giovani e non.

Il direttore Mentana ha fatto dell’informazione libera il suo cavallo di battaglia. Famoso, da questo punto di vista, lo strappo con Mediaset nel 2009 a causa della mancata messa in onda di uno speciale di Matrix sulla morte di Eluana Englaro. Canale 5 preferì trasmettere il Grande Fratello, perdendo così uno dei volti più celebri del giornalismo italiano oltre che l’ex direttore del telegiornale della rete. Dal 2010 a La7, il Direttore ha rivoluzionato il modo di fare informazione nello stivale, plasmando la programmazione del canale di proprietà di Urbano Cairo secondo la necessità di divulgare notizie. Infatti, Mentana ha trovato a La7 il paradiso terrestre dell’informazione libera: un canale dal palinsesto ricco di talk show e programmi di approfondimento fra cui spiccano Otto e Mezzo di Lilli Gruber, Piazza Pulita di Corrado Formigli e Dimartedì di Giovanni Floris. Continua a leggere

Libertà di (s)parlare

Standard

 

Per l’Oxford English Dictionary, la parola dell’anno 2016 sarebbe “post-verità”. In effetti, in Italia, questo termine è stato uno dei più discussi e chiacchierati, in seguito alla polemica sulle fake-news e a causa di alcune ardite dichiarazioni durante le compagne elettorali e referendarie dello scorso anno.

Il termine non è nuovo. Fu coniato negli Stati Uniti nell’era Bush per riferirsi ai discorsi alla nazione che il presidente era solito fare per giustificare l’intervento in Iraq, cercando di parlare alla “pancia” delle persone, citando, spesso e volentieri, i fatti dell’11 Settembre. Letteralmente, infatti, la post-verità sarebbe il fenomeno che si sviluppa quando, riguardo ad una notizia, la verità viene considerata di secondaria importanza mentre le emozioni che questa suscita diventano il fattore chiave e più importante.

Dai primi anni duemila ad oggi vi sono stati due grandi cambiamenti in termini politici e sociali: l’avvento dei social network e dei populismi. I primi hanno trasformato radicalmente le nostre abitudini ed hanno esasperato la già esasperata libertà che internet, al momento della sua nascita, aveva offerto. In una democrazia, qualsiasi tipo di diritto dovrebbe essere sacrosanto ma dovremmo anche occuparci della forma che Continua a leggere