Massimo Fini per Spazio Politico

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Ho avuto l’occasione di intervistare Massimo Fini, giornalista e scrittore il giorno prima della domenica che ha visto il fallimento del primo incarico a Giuseppe Conte . Queste le sue idee sulla globalizzazione, sul diritto dei popoli, sul suo Manifesto, sul nome di Paolo Savona e soprattutto sull’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Continua a leggere

Di Maio è l’evoluzione moderata dei grillini? 

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Giovedi 23 Settembre 2017 ad Imola Beppe Grillo ha annunciato l’erede suo e di Casaleggio: Luigi Di Maio. Forte dei 30.000 voti su 37.000 degli elettori grillini nella piattaforma Rosseau, il webmaster di Pomigliano d’Arco, diventando il capo politico dei pentastellati, ha raggiunto l’apice di un’esperienza cominciata nel 2007 con la fondazione del MeetUp del suo comune che lo ha reso, all’interno del suo “non-partito” e nel paese, il volto istituzionale del Movimento dell’antipolitica. Continua a leggere

Paolo Villaggio: il politico che non avete mai conosciuto!

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Oggi 3 luglio ’17 tutta l’Italia piange la morte del grande  Paolo Villaggio, per gli amici il ragionier Ugo Fantozzi. Noi di Spazio Politico però piangiamo, oltre alla scomparsa del celebre attore genovese, anche la scomparsa di un politico pop-star. Ebbene si! Non tutti lo sanno, ma Villaggio nei suoi lunghi e intensi 84 anni non è stato solamente un attore cinematografico, ma anche un attivo militante politico. A queste due attività per non farsi mancare nulla, ha affiancato anche il giornalismo. Accanito uomo di sinistra, amico fraterno di Fabrizio De Andrè, Paolo Villaggio è stato un membro del partito comunista italiano e di democrazia proletaria, con quest’ultima candidato al parlamento per le elezioni politiche del 1987. Tutti noi conosciamo la grande storia del partito comunista, dei suoi grandi leader,  Gramsci, Togliatti e Berlinguer. Poche persone però conoscono la storia politica di Democrazia Proletaria. Questo movimento nacque nel 1975 quando le principali cellule della sinistra radicale ed extraparlamentare decisero di partecipare alle elezioni regionali che si tenevano proprio quell’anno.  Continua a leggere

La democrazia degli uomini forti?

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Italia e uomini forti, una relazione che coinvolge da sempre il Belpaese. Il popolo litigioso della Penisola, diviso e legato ai propri campanili, ha storicamente bisogno di un leader con cui condividere il proprio destino. E’ nel nostro dna, ci piacciono quelli che riescono a prevalere sui propri nemici, tifavamo per Giulio Cesare, per Carlo Magno e Cesare Borgia, fino a quando i Savoia non ci hanno unito. Amiamo “il condottiero”, ci piace il suo paternalismo e infatti Mussolini lo abbiamo tenuto al potere per 20 anni. Certamente non siamo stati gli unici a seguire gli “uomini della provvidenza”, anche adesso si stanno affermando in tutto il mondo. La globalizzazione, l’immigrazione non controllata e l’impoverimento generale degli strati sociali più bassi hanno fatto affermare in tutto il mondo leader-guida come la LePen, Geert Wilders, o Rodrigo Duterte, o  uomini radicali nei partiti tradizionali, Hamon nei Socialisti francesi e Trump nei Repubblicani americani. Ma se anche agli Italiani piace tanto l’uomo forte, oggi ne esiste uno nostrano? Continua a leggere

1992-2017: Ritorno al futuro?

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“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”. La saggezza popolare attribuisce questa affermazione ad Albert Einstein. Questo aforisma, forse coniato dal grande scienziato, è una metafora perfetta per descrivere il sistema politico italiano. Il nostro oceano partitico, infatti, curiosamente riesce sempre a trovare un nuovo equilibrio, nonostante le numerose tempeste. Un vero e proprio tsunami per il paese, però, è stato quel 1992. La Prima Repubblica, infatti, conosce la sua fine in quei 12 mesi. Il lancio delle monetine davanti all’Hotel Raphael, il pool di Di Pietro, Colombo e Davigo, Mario Chiesa e il Pio Albergo Trivulzio costituiscono una parte importante della memoria storica dell’Italia. I risultati clamorosi del referendum sul sistema di voto del 1993 e la “discesa in campo” nel gennaio del’94 di Berlusconi danno inizio alla Seconda Repubblica. Non fermiamoci a disquisire su quei tormentosi momenti, sulla delegittimazione politica dei partiti e sul ruolo della magistratura. Vivendo però una fase di transizione simile a quel periodo, dopo il clamoroso risultato del voto referendario del 4 Dicembre, cerchiamo di capire se e come il passato possa influenzare il futuro, analizzando il nostro attuale sistema elettorale.

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La #PoliticaPop

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#PoliticaPOP, foro e palcoscenico, Cicerone e Sandy Marton. L’elezione di Donald Trump segna la definitiva affermazione del #PoliticoPopStar. Viviamo infatti nell’era della politica-social, dei post su Facebook e dei 140 caratteri su Twitter, nell’era della #MaratonaMentana e dei talk-show come palcoscenici. Dalla discesa in campo di Berlusconi ai “Vaffa-Day” di Grillo tutto è raccontato, tutto è descritto è tutti sono bombardati dalle televisioni. E allora, Signori abbandonate le tribune politiche della
Prima Repubblica ed entrate nell’era di Razzi, innamoratevi di Di Battista, come se fosse un teen-idol e discutete tra voi sull’Europa come quando gioca la nazionale. La politica è il più grande spettacolo al mondo, godetevela tutta e vivetela con noi. Perchè la politica
è di tutti.