L’UNIVERSITA’ NON SFORNA FUTURI…

Standard

logo ghost writerUna routine azzerante 

Sveglia, caffè, biblioteca, letto. Sveglia, caffè, lezione, letto. Qualche sigaretta nevrotica fra una cosa e l’altra. Queste sono le due routine di un universitario medio, rispettivamente in sessione e non.  

Dai primi appelli disponibili alla scrittura della tesi, la vita di uno studente universitario si riduce all’istante che intercorre tra un esame e l’altro, e che consiste essenzialmente in uno studio matto che termina con uno schiocco di dita, proprio come il pessimistico concetto di felicità di Leopardiana memoria.  

Continua a leggere

#GHOSTWRITER

Standard

Poche e semplici righe per lanciare la nuova rubrica di Spazio Politico “Ghost Writer”. La mission di questo progetto? Creare uno spazio di confronto per le migliori energie di questo paese, ovvero i giovani delle scuole superiori e delle università, dove poter contribuire in prima persona alla narrazione politica e sociale che investe l’Italia ed il mondo. Uno spazio dedicato ai giovani quindi? Effettivamente non una grande novità, anche se, come dice Roberto Benigni nel film “La tigre e la neve”, la novità è la cosa più vecchia del mondo. Continua a leggere

LA SCUOLA E’ INUTILE

Standard

La scuola non serve. Non serve perché non serve agli studenti, ai giovani. Il guaio è che insegna tante belle cose ma poche utili. Non si fa attualità per esempio. Ma si fa anche troppo poca Storia con programmi spesso tirati via dove a malapena si raggiunge la Seconda Guerra Mondiale. Eppure si parte dal Paleolitico, dagli Assiri e dai Babilonesi; si sa meglio le classi sociali di tremila anni fa che quelle odierne. La scuola è un treno che prendi e che dopo tredici anni ti scende in una città che non conosci. Si è smesso anche di fare Educazione Civica nelle scuole, se vuoi capire come gira il mondo devi essere autodidatta. Se vuoi sapere come è fatto stesso discorso: la Geografia non si fa più. Incredibile. Diritto Pubblico poi dovrebbe essere una materia al pari dell’Italiano nelle scuole, non un esame che trovi in qualche facoltà universitaria, la Costituzione va saputa, non a memoria ma va saputa. Bisognerebbe educare i giovani alla Politica. Non è colpa loro se appena diciottenni non sanno chi votare, come votare, perché votare. Capirai, chi gliel’ha spiegato? E lasciamo da parte la solita retorica infantile del ragazzino che preferisce dormire la mattina e prega i genitori di non svegliarlo. Io sono serio. Continua a leggere

Noi giovani, una generazione a metà.

Standard

“Non siamo capaci di farci ascoltare.”. Questa è la frase che rimbomba nella mia mente quando penso a noi giovani, alla nuova fascia di ragazzi che avanza di cui, più o meno fieramente, faccio parte. Purtroppo è la verità, non siamo capaci di elevare la nostra voce, per pigrizia, per frammentazione, perché non abbiamo coscienza di noi come un tutt’uno e non un singolo atomo che vaga nel mondo. E molti di noi si arrabbiano perché le istituzioni, la generazione dei nostri genitori, il potere ci ignora. Ed a volte mi viene da sorridere quando penso a questo. Il sorriso compare sulle mie labbra in modo naturale perché chi afferma questo, spesso anche io tra loro, non si ferma, non si volta ad ascoltare cosa i coetanei dicono, professano, discutono. Da un lato ascolti ragazzi impegnati, che si danno da fare per rettificare, correggere, protestare contro decisioni assurde, contro strutture marce che felicemente campeggiano sulle nostre teste. Ma basta girare la testa dall’altro lato e l’udito può beatamente collassare. Accese discussioni sui talk show, sui reality. E’ vero, non sappiamo farci ascoltare, ma non basta farlo, bisogna anche curare il contenuto. Perché se le bocche di molti nostri coetanei son piene di queste inutilità, lo affermo fieramente: è meglio non tacere. Continua a leggere

Blue Whale: il sintomo della morte della gioventù

Standard

Mi è bastato sentire qualche informazione a riguardo per sentire i brividi sulla schiena.
Leggere le regole, ancor peggio. E’ un fenomeno che si è diffuso in Russia e sta contagiando l’Europa. E’ fondamentalmente un gioco, una serie di regole da seguire che lentamente conducono alla morte, con pratiche decisamente discutibili. Non voglio entrare nel merito delle regole, ormai si possono ritrovare ovunque, ma sapete cosa emerge da esse? E’ un percorso che crea fiducia e fedeltà da parte di chi si sottopone al gioco e di chi sta seguendo lo stesso stile nei confronti del “manipolatore”. Regole chiare, ben scandite, precise. Istruzioni da applicare nel dettaglio. Sono strutturate in modo da pendere dalle labbra di chi “comanda”, eseguire ciò che viene detto senza batter ciglio. Fino alla tragica fine. Volendo partire da questa mia disamina, questo mette in luce due aspetti: il primo è la grande fragilità dei ragazzi di questa epoca, che tanto facilmente si fanno abbindolare attraverso la rete da presunti “santoni” e da come gli stessi ragazzi ormai si sentano estromessi da qualsiasi tipologia di “collettività” inclusiva. Continua a leggere