#Top&Flop: THERESA “MAY” HAVE SOME PROBLEMS

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Il Primo Ministro del Regno Unito Theresa May ad Aprile ha sciolto le Camere con tre anni di anticipo e ha indetto nuove elezioni per l’8 Giugno. Si credeva forte perchè i sondaggi pre-elezioni gli davano ragione e la vedevano in grande vantaggio (quasi 20 punti percentuali) sui laburisti guidati da Jeremy Corbyn. Eppure l’esito del voto alle urne quel giorno lì le si è ritorto contro come un boomerang: ebbene sì, perché voleva accrescere la sua popolarità, il suo potere e i suoi seggi e invece, ha visto tutti questi ridursi. La popolarità è scesa, il potere si è ridimensionato proprio perché i seggi, che erano 330, sono diventati 318 e non sono sufficienti per garantirgli una maggioranza. Una situazione questa che ha portato in Gran Bretagna ad un parlamento in fase di stallo in cui nessuno ha la maggioranza assoluta, hung parliament in gergo. Proprio a quella maggioranza assoluta aspirava la May perché gli sarebbe servita per rafforzare il governo in vista dei negoziati Brexit con l’Unione Europea; non esisteva niente meglio un forte mandato popolare diretto. Proprio quella Brexit che, post dimissioni di Cameron, l’aveva portata ad essere la nuova inquilina di Downing Street.  Continua a leggere

L’indomito Mélenchon

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Le due tornate elettorali francesi, presidenziale e legislativa, sono state segnate dall’ennesimo fallimento elettorale della sinistra europea. I socialisti francesi, in entrambe le elezioni, si sono fermati al 7% del totale dei voti espressi. Un tracollo storico quello della Gauche parlamentare che ha pagato l’estrema impopolarità di Francois Hollande. L’ex-presidente francese è infatti considerato da molti il peggiore della storia della Republique. Un risultato ripetuto, quello del Parti Socialiste, che, alla stregua dei partiti della Sinistra tradizionale occidentale, all’inseguimento delle politiche della Destra, continuano a perdere consensi tra il loro elettorato tradizionale. Nella parte più radicale di quell’area politica bisogna però segnalare una piccola vittoria: quella di Jean Luc-Mélenchon e del suo partito La France Insoumise. Continua a leggere

Perchè donare?

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