LA DESTRA CHE RISORGE IN SVEZIA CONTRO LE SCUOLE CORANICHE E LE NO-GO-AREA

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Sverigedemokraterna (SD) 17,6%.

E’ esattamente questo il risultato che campeggia su tutti i quotidiani, cartacei o online, di tutto il mondo. Questo è il dato che riportano. Il partito dei “Democratici Svedesi” ha raggiunto il 17,6%.

Da un lato e dall’altro il dato viene analizzato sotto lenti differenti. Per gli europeisti è una vittoria, il partito SD non è riuscito a spaccare la fatidica soglia del 20%, per i partiti “populisti” euroscettici il risultato è ottimo, considerando non solo che il consenso elettorale è aumentato di diversi punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale, ma che offre un nuovo alleato solido ed incisivo nello scacchiere comunitario. 

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L’UE e la lotta contro l’euroscetticismo

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Alzi la mano chi prima del 2008 aveva mai sentito parlare di euroscetticismo. Non sarete tanti, anche perché fino ad allora la conoscenza circa l’Unione Europea verteva sulla sua esistenza, sull’euro e sulla partecipazione o meno di alcuni paesi. L’Italia, attualmente uno dei paesi più euroscettici d’Europa, addirittura si fregia del titolo di membro fondatore, evidenziando appunto una frattura che è nata successivamente e che oggi è pane quotidiano per molti partiti nazionali. La crisi finanziaria globale del 2008 ha fatto scricchiolare l’UE e gli Stati Membri con le economie più fragili, incapaci dal 2002 di stampare moneta a proprio piacimento, hanno sofferto e soffrono la recessione. Non trovano quel sollievo appellandosi ad un Unione, sì proprio Europea, che dovrebbe difendere i propri e quindi anche i loro interessi. Sul panorama europeo si sono profilati nuovi problemi, dal possibile default greco al “Fiscal Compact”, passando per lo “spread”, vero e proprio protagonista sulla scena internazionale. I debiti dei paesi europei sono cresciuti e scongiurata, almeno in parte, la paura dell’insolvenza del debito per molti stati UE, tra cui l’Italia, ad oggi una domanda ricorrente sul territorio europeo è se questa moneta condivisa abbia dei reali benefici sulle economie interne. Ma questa è solo uno Continua a leggere