IL CANTIERE DELLE IDEE

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Il contesto in cui ci muoviamo è quello da bollettino di guerra, culturale s’intende.Il termine università ( dal latino universitas) designa un preciso modello d’istruzione originatosi nelle chiese e nei conventi europei; questo modello rimasto intonso per secoli (l’Università di Siena nasce nel 1240) sta a fatica resistendo contro chi nei giovani ormai non crede più. I finanziamenti pubblici alla ricerca sono in costante diminuzione e il timore è che anche la ricerca diventi solo a sfondo privato con le conseguenze che ne derivano. Il Fondo del Finanziamento Ordinario (FFO) sta con il tempo scemando e sempre maggiori sono i vincoli di spesa predisposti nella Legge di Bilancio tale da imbavagliare il raggio d’azione delle singole università. Eppure, proprio i giovani possono rappresentare il volano del cambiamento! Parliamo proprio di quegli stessi giovani che all’estero scappano, forse perchè stanchi di un sistema Italia non più meritocratico o forse speranzosi di un cambiamento negli occhi di chi guarda alla cultura, alla formazione, alla competenza e alle idee, ultimamente assente nel nostro paese. Continua a leggere

UNA REPUBBLICA FONDATA SUL POPULISMO

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articolo ricca elezioni.jpg“Oggi per noi inizia la Terza Repubblica e la Terza sarà finalmente quella dei cittadini italiani”. Con queste parole, Luigi Di Maio, uno dei grandi vincitori della nuova tornata elettorale, ha aperto quella che sembra una rinnovata stagione politica.

Parevano elezioni stantie che avrebbe consegnato agli elettori la foto di un paese spaccato esattamente in tre parti ma, contro ogni previsioni, i risultati sono stati sorprendenti e hanno spiazzato tutti i commentatori politici. Il primo dato Continua a leggere

OCCIDENTE ED ISLAM: DUE MONDI CHE NON VOGLIONO PARLARSI

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Il rapporto difficile tra il mondo Occidentale e quello Islamico non nasce certamente oggi, così come il dialogo tra essi non è una novità. L’Impero Ottomano per secoli si è affacciato sul Vecchio Continente, giungendo sino alle porte di Vienna, così come l’Europa molto spesso intratteneva rapporti commerciali proficui con esso. Lo scontro e l’incontro sono stati due elementi caratterizzanti di questo lungo rapporto di amore/odio tra questi mondi così distanti, eppure così vicini. Queste due macroculture, con numerose variabili al loro interno, hanno intrapreso, però un percorso diverso nei secoli. Il mondo occidentale, che dall’Europa si è esteso anche all’altra sponda dell’Atlantico, si è avviato verso una fase di secolarizzazione, di laicizzazione delle istituzioni e dei costumi, il mondo islamico, invece è rimasto fortemente ancorato alla commistione tra religione e diritto. Può sembrare una differenza di poco rilievo, in realtà non lo è. Le ripercussioni sono importanti, sono tangibili e constatabili nel mondo quotidiano. Se l’Europa, infatti, ha scisso il concetto di morale soggettiva da quello di diritto oggettivo ed universalmente valido, non si può dire lo stesso per il mondo Islamico dove religione, cultura, morale e diritto costituiscono un rapporto molto intimo. Continua a leggere

USA-URSS: UN MATRIMONIO FALLITO ED IL RIMPIANTO DI MOLTI

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Se apriamo i libri di storia al capitolo seconda Guerra Mondiale e successive conferenze , le foto che saltano ai nostri occhi assomigliano a scatti familiari, sorrisi, compiacimento, soddisfazione. Stati Uniti, Unione Sovietica, Inghilterra (Roosvelt, succeduto da Truman, Stalin, Churchill scalzato poi da Attlee) un trio inarrestabile, i vincitori della Guerra, i potenti della Terra. La struttura del potere mondiale lentamente cambierà. Il Regno Unito entrerà in uno stato subalterno, rispetto alla superpotenza americana, il teatro diventerà estremamente semplice: Stati Uniti contro Unione Sovietica. Questo binomio conflittuale, tra mondo occidentale e mondo comunista, ha condizionato l’intera politica mondiale per circa 50 anni. La storia la conosciamo tutti, il rapporto tra Impero Americano ed Impero Sovietico è stato una love story difficile, fatta di alti e bassi, con picchi critici e momenti decisamente più distesi. Chiamarla “Love Story” può far storcere il naso a molti, ma col senno di poi lo è stato. Per quanto le due Super Potenze si odiassero, si sfidassero, si opponessero l’una contra l’altra si perveniva sempre ad una conclusione, ad una comunione di intenti. La riprova più lampante è che in un mondo così spaccato, così diviso, nonostante i momenti critici vissuti, non si è mai pervenuti ad Continua a leggere

LA RISCHIOSA SCOMMESSA SULLA FLAT TAX

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Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Sembra essere questo il limite giuridico, che si aggiunge a quelli teorici, per tutto quanto concernente l’introduzione in Italia della Flat Tax. Ed il testo citato è l’art. 53 della nostra costituzione. Ma facciamo chiarezza. Innanzitutto distinguiamo tra la “tassa piatta” per gli stranieri con domicilio in Italia, di recente implementazione e costituzionalmente immune, e quella invece ventilata dalla Lega Nord in caso di vittoria alle prossime politiche, costituzionalmente vincolata. La prima si rivolge infatti ai soli individui che hanno trascorso nove degli ultimi dieci anni fuori dalla Penisola e impone loro una somma forfettaria di 100.000€ sui redditi prodotti all’estero. L’obiettivo? Aprire le porte del paese ai “paperoni” stranieri che saranno felicissimi di trasferirsi in un’Italia con loro mai così accogliente dal punto di vista tributario. E per il cinese con la passione del Chianti una villa in Toscana diventa più di un semplice atollo estivo. Ed il momento è più che mai propizio nello scenario post Brexit; è proprio  Continua a leggere

Un Regno diviso

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Per decenni, il Regno Unito è stato l’archetipo della democrazia maggioritaria pura. Tony Blair, durante gli anni da primo ministro, dichiarò più volte che quello britannico fosse “il governo più centralizzato fra tutti i grandi stati occidentali”. Peccato che, già nel 1997, lo stesso Blair annunciò la fine di un’era quando sconfessò le sue precedenti dichiarazioni arrendendosi all’evidenza che la “devoluton” avesse preso piede in UK. Nello stesso anno, infatti, un referendum decretò la creazione di assemblee nazionali rispettivamente in Scozia, Galles ed Irlanda del Nord.
Facciamo un salto avanti di venti anni. Dall’inizio della “devolution” due sono stati i grandi eventi che hanno colpito al cuore lo stato di sua maestà: il Referendum per l’indipendenza scozzese del 2014 ed il referendum per la Brexit del 2016.Il primo ha segnato un precedente storico ed ha dimostrato quanto lo “Scottish National Party” (SNP), guidato da Nicola Sturgeon, sia in prima linea nella lotta per l’indipendenza. Il referendum si è concluso con una sconfitta da ambo le parti. Se, infatti, da un lato hanno prevalso gli unionisti, dall’altro l’indipendenza ha guadagnato quasi il 45% delle preferenze, fotografando una realtà nazionale divisa esattamente in due.