#TOP&FLOP: Macron III Bonaparte

Standard

macro brigitteE’ la star dell’anno nonostante il suo mandato abbia appena raggiunto il traguardo dei sei mesi. Sembra inarrestabile, ambizioso e decisamente pop. La sua ascesa è stata fulminante, ben architettata, portata avanti con minuzia. Emmanuel Macron, 39 anni, è il presidente della Repubblica più giovane che la Francia abbia mai visto e, a giudicare dalla sua audacia, potrebbe essere uno dei più spregiudicati e decisi. Alcuni commentatori già lo paragonano a François Mitterrand, presidente “Re” con i suoi 14 anni di mandato caratterizzati dal il mito della grandeur, altri lo descrivono come un novello Napoleone per via della sua ambizione apparentemente senza limiti. La nuova stella del firmamento europeo potrebbe, però, assomigliare ad un altro Bonaparte, prima Presidente e poi Imperatore.
Continua a leggere

AFD: ANATOMIA DI UN SUCCESSO

Standard

Le elezioni politiche tedesche, svoltesi nella giornata di ieri, hanno fatto raggiungere un record invidiabile ad Angela Merkel. La “Cancelliera di Ferro”, alla guida della Germania ininterrottamente dal settembre 2005, si è infatti aggiudicata un quarto mandato, eguagliando il precedente record stabilito da Helmut Kohl. Tuttavia, non tutto è oro quel che luccica e l’ultimo successo della Merkel assomiglia molto ad una vittoria mutilata.  Continua a leggere

Le Pen e Macron: la Francia divisa

Standard

Quando l’Unione Sovietica si dissolse nel giorno di S.Stefano del 1991, molti furono concordi nel sostenere che il mondo stesse entrando nella “era post-ideologica”: un’epoca dove si sarebbero affermate in ogni luogo della terra la new economy e la globalizzazione. Le ideologie del ’900, oramai sconfitte, sarebbero state sostituite da un pensiero liberale apolide che avrebbe regolato il mercato e la politica. Venticinque anni dopo però, chi aveva teorizzato l’affermazione finale della “società aperta” in ogni nazione deve fare i conti con uno sviluppo diverso. Ovunque infatti sono nati movimenti antitetici all’attuale sistema “globalista” e alle sue élites. La Brexit e Donald Trump alla Casa Bianca hanno rappresentato l’apice della rivolta contro l’apparato socio-economico mondiale. Continua a leggere

Dalla Brexit alla secessione scozzese, esplodono le contraddizioni tra europeismo, stato-nazione e democrazia

Standard

Qui sotto vi proponiamo l’articolo per il giornale “Il Foglio” del Professore Carlo Lottieri, con il suo placet, grazie alla stima verso il nostro progetto.

“Il dibattito europeo degli ultimi anni, prima che molte certezze cominciassero a sgretolarsi, è stato dominato da alcune parole d’ordine: la necessità di costruire un’Unione europea sempre più forte; la valorizzazione degli Stati nazionali quali elementi portanti di questo progetto; i principi della democrazia costituzionale come sfondo imprescindibile di ogni ordine sociale degno di rispetto.

Entro questo quadro, chi ha immaginato che una realtà regionale (Scozia, Catalogna, Fiandre o altro) potesse reclamare la propria indipendenza è stato considerato l’interprete di una visione retrograda, esattamente come chi si è opposto a una crescente integrazione europea. In qualche modo, si doveva esprimere una sorta di “patriottismo costituzionale” a casa propria, quando si trattava di fronteggiare i localismi, salvo poi sposare il più esplicito europeismo ogni qual volta c’era l’opportunità di espandere il potere dell’Europarlamento e della Commissione.

Le recenti vicende britanniche, però, stanno facendo saltare questi schemi. Il 23 giugno scorso l’opinione pubblica europea ha dovuto riconoscere che, poggiando su uno dei miti indiscussi della modernità politica (e cioè il diritto della maggioranza d’imporre la propria volontà alla minoranza), il Regno Unito aveva legittimamente deciso di lasciare l’Unione. Continua a leggere