DALLA SIRIA TORNANO VENTI DI GUERRA PER IL MONDO

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Venti di guerra soffiano di nuovo nel mondo. Probabilmente nulla di nuovo, qualcuno potrebbe dire, dato che dalla fine del bipolarismo in poi, il numero di conflitti è aumentato. Eppure, a questo giro di valzer, la questione sembra essere decisamente diversa, più intensa, feroce e sfrontata. Come sempre è la questione siriana a tener banco, una situazione che si prolunga e trascina ormai da troppo tempo tra Bashar Al-Assad ed i ribelli siriani, composti da una moltitudine eterogenea, forse troppo, di varie organizzazioni. Sebbene questa contrapposizione non sia proprio nuova, sta raggiungendo negli ultimi giorni picchi sempre più elevati. Ancora una volta, dopo Afrin, Bashar Al-Assad viene accusato di uso di armi chimiche sui civili, in particolare donne e bambini, scatenando l’ira di USA, Francia e Regno Unito. Dall’altra parte della barricata, invece, si posiziona la Russia che, ferma e convinta alleata del Presidente siriano, lo difende dalle accuse. L’opinione pubblica è spaccata. Da un parte c’è chi sostiene che l’uso delle armi chimiche sia ormai una prova certa, che si debba intervenire e chi invece contesta che il tutto sia una farsa messa in atto dai ribelli per obbligare le potenze occidentali ad un intervento militare fermo sul suolo siriano. Continua a leggere

CHARLIE GARD: QUANDO MEDICI E GIUDICI SON CAPACI DI FARE LA SCELTA GIUSTA

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Charlie Gard. E’ lui a tener il banco della discussione ultimamente. Charlie Gard è un bimbo inglese di pochi mesi, affetto da una rara malattia di deplezione del DNA mitocondriale, che conduce ad un progressivo indebolimento muscolare del sistema respiratorio e cerebrale, fino alla morte totale evitata grazie a sofisticate macchine mediche. I medici del Great Hospital di Londra hanno portato avanti la proposta di interrompere le cure al piccolo. Dinanzi ad un problema così spinoso gli stessi medici ed i genitori hanno preferito ricorrere alla giustizia per far luce sulla questione. I tribunali inglesi, interpellati in tutti i gradi possibili, hanno sentenziato a favore dello “stop” delle cure. In risposta i genitori hanno deciso di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) la quale a riguardo si è espressa chiaramente “tenendo conto del considerevole margine di manovra che gli Stati hanno nella sfera dell’accesso alle cure sperimentali per malati terminali e nei casi che sollevano delicate questioni etiche e morali”. Continua a leggere