La Terza repubblica degli indecisi??

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Quello che la sinistra non ha capito

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Fascisti, populisti, pericolosi, forcaioli, reazionari, antidemocratici ed eurofobici. Mentre il governo Lega-M5S ottiene la fiducia in Parlamento, i suoi detrattori appartenenti alla sinistra politica e culturale non si sono risparmiati. Subito si sono alzate le barricate contro l’alleanza Di Maio-Salvini. Dal perenne Ur-fascismo al classico ritorno al Medioevo  sono piovute piogge di accuse nei confronti dei “giallo-verdi”: dal segretario del Pd Martina a Vittorio Zucconi passando da Scalfari e Orfini tutti hanno espresso il loro sdegno nei confronti del nuovo esecutivo. Questo governo rappresenta per loro la peggiore disgrazia accaduta agli italiani in 70 anni di Repubblica. L’invettiva sul fascismo eterno non manca mai ed è ancora perenne nella dialettica di questa ala politica del paese che ormai da anni ci etichetta in maniera frettolosa e sbrigativa movimenti democratici che hanno idee diverse giudicate sgradite.
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Massimo Fini per Spazio Politico

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Ho avuto l’occasione di intervistare Massimo Fini, giornalista e scrittore il giorno prima della domenica che ha visto il fallimento del primo incarico a Giuseppe Conte . Queste le sue idee sulla globalizzazione, sul diritto dei popoli, sul suo Manifesto, sul nome di Paolo Savona e soprattutto sull’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Continua a leggere

UN SOTTILE CONFINE

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Diciamolo subito: Mattarella può farlo. Citando l’articolo 92 della legge fondamentale italiana è il Presidente della Repubblica che nomina i ministri; vien da sé che, se non lo fa, il ministro in questione non va a capo di nessun dicastero. Ma in questi giorni gli articoli della Costituzione tirati in ballo si sprecano, al pari dei costituzionalisti. Oltre al 54, il 95, il 90, il 10, l’11 ed il 47 infatti, il più ricordato è ovviamente il primo, l’articolo numero 1, che al secondo comma dice che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”. Ecco dove nasce il conflitto, ecco dove nascono le grida al “colpo di Stato” e alla “morte della Democrazia” che, leggendo le carte, suonano stavolta molto più giustificate di quanto non lo siano mai state in passato per altre situazioni. Ma quindi chi ha ragione? Gli #iostoconMattarella o i #MattarellaDimettiti? Sembra piuttosto che stavolta il confine tra il potere del Capo di Stato e il potere (dal gr. kratos) del popolo (dèmos) sia invece molto sottile.

Con ordine: se è vero che è il Presidente della Repubblica a nominare Presidente del Consiglio e ministri è altresì vero che, nel farlo, dovrà tenere per forza conto del voto democratico espresso dal popolo italiano. Se più del 50% degli italiani ha votato per Continua a leggere

Fabrizio Maronta per Spazio Politico

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L’ accordo M5S-Lega porterà dei cambiamenti nel ruolo geopolitico italiano? La Siria continua a bruciare e nella Terra Santa è viva la minaccia di una nuova Intifada. Come sta il Medio-Oriente? Dopo i recenti fatti di Parigi quanto è viva la minaccia dello Stato islamico? Ho avuto l’opportunità di parlare soprattutto di questi temi con Fabrizio Maronta, responsabile delle relazioni internazionali della rivista italiana di geopolitica Limes

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Il Salvini che nessuno si aspettava

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Sin dal lontano Dicembre del 2013, quando Matteo Salvini venne nominato Segretario Federale della Lega, i suoi detrattori lo hanno sempre accusato di avere fatto la propria fortuna politica sul rapporto tra la “pancia” del paese e l’immigrazione di massa e di essere un politico incapace di assumere la guida della sua coalizione, destinata a essere perennemente trainata da Berlusconi. Continua a leggere

C’ERAVAMO TANTO ODIATI

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“Son passate ‘9 settimane e ½’, non so chi tra Salvini e Di Maio fa Kim Basinger e chi Mickey Rourke, ma non è ancora successo niente” sono state la parole di Matteo Renzi questo Martedì su La7 quando, ospite di Giovanni Floris, ha detto la sua in merito alle possibilità della Lega e del Movimento Cinque Stelle di sciogliere lo stallo istituzionale post voto. Aldilà della frizzante ironia che contraddistingue il politico toscano, qui unita alla sua proverbiale e fenomenale abilità di stare in televisione, il bacio poi però, simbolicamente ovviamente, Salvini e Di Maio come i due protagonisti del film, se lo sono dati davvero. L’ex Presidente del Consiglio non lo sapeva ma Berlusconi il giorno dopo si sarebbe fatto da parte e avrebbe dato carta bianca al leader leghista per parlare, di nuovo, con quello pentastellato. Nota: Forza Italia non voterà la fiducia all’eventuale nuovo Governo. Uno spunto per poter fare libera opposizione. Continua a leggere