Scenari possibili di una crisi di Governo

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Il caldo afoso, il sudore e i vestiti appiccicati sono solo alcune delle cose che danno più fastidio durante l’estate. Per intenderci, nessuno gli preferisce l’inverno ma provate a immaginarvi tutte e tre queste situazioni e aggiungeteci anche il fatto che dovete stare concentrati su giornali e televisioni perché è periodo di campagna elettorale. È caduto il Governo, si (ri)vota a settembre.

Ma al vicepremier Matteo Salvini, forte del suo 36%, conviene far cadere il governo? A leggere i numeri della Lega, e di Fratelli d’Italia, sì. Se si andasse a votare a stretto giro ci sarebbe la base per costruire una maggioranza unicamente di centrodestra alle Camere. Inoltre il Pd, che sì sta tornando a crescere dopo l’elezione del nuovo segretario Nicola Zingaretti, ma allo stesso tempo è pur sempre in una fase di ricostruzione, ancora debole per contrastare l’ascesa della Lega in campagna elettorale. I 5 Stelle invece, con le ultime Europee, hanno vissuto una grossa emorragia di voti, dimezzatisi rispetto a quelli di marzo 2018. Resta però da considerare la figura di Silvio Berlusconi, e la sua Forza Italia, che raramente si mette da parte per lasciare spazio ad altri. La presenza del Cavaliere nel centrodestra, per quanto sempre meno importante, è difficile da accatastare anche se Salvini lo sa e ci sta lavorando. Cosa accadrà di qui a due mesi? Ecco alcuni possibili scenari.

Scenario 1: Camere sciolte, si vota a settembre

Senza dubbio lo scenario peggiore, e non solo per la campagna elettorale in agosto. Con la Legge di Bilancio, da presentare in autunno, un governo appena insediatosi farebbe fatica a imbastirne una. I tempi sono stretti per pensarla, scriverla e cercare di farla approvare. C’è da dire che questo scenario è plausibile solo se il governo cadesse prima del 20 luglio, data considerata “limite” per poter veramente indire elezioni anticipate a settembre. Il motto dei grillini in questi giorni infatti è “resistere, resistere, resistere”, almeno per un mesetto ancora. Ma cosa fare della Flat Tax, che Salvini continua a invocare insistentemente? Resistere, e quindi avallare, o desistere, e quindi far cadere il governo prendendosi la colpa?

Scenario 2: governi brevi, legislature lunghe

La storia dell’Italia, specie quella della Prima Repubblica racconta che, prima di tornare alle urne, si cerca sempre di creare una nuova maggioranza alternativa. Questo scenario è quello auspicato da molti parlamentari. In particolare quelli del Pd “renziano”; con il cambio di segreteria sono loro quelli con la poltrona più rovente, i primi che farebbero le valigie se le camere si sciogliessero e si tornasse a votare. Non vogliono invece sprecare uno dei due mandati i parlamentari pentastellati. Se vale davvero lo statuto interno dei 5 Stelle che prevedere il limite massimo di due mandati per il proprio esponente di partito, chi è ora seduto a Montecitorio vedrebbe perdersi 5 anni di Parlamento in poco più di un anno e mezzo. Anche se Di Battista ha dichiarato di volere proporre, se dovesse cadere questo governo, di non considerare questa legislatura come mandato.

Scenario 3: Mattarella e il suo fine settennato

Nel 2022 si dovrà trovare un sostituto a Sergio Mattarella per la carica di Presidente della Repubblica. Con la composizione del Parlamento attuale un nuovo capo di Stato simil-Mattarella, europeista e pacato, potrebbe avere la sua investitura. Viceversa in una Camera e un Senato maggiormente populiste ed euroscettiche dominate dalla Lega e da Fratelli d’Italia un profilo del genere sarebbe il primo ad essere scartato, a favore invece di un personaggio praticamente opposto. Ecco perché Mattarella ha più di qualche dubbio nello sciogliere le Camere per far votare a settembre.

Scenario 4: patto tra i Cinque Stelle e il Pd

I 219 deputati grillini e i 112 dem hanno i numeri per creare una maggioranza alle Camere qualora dovesse cadere l’esecutivo giallo-verde. Tuttavia questa maggioranza è molto risicata e risulta oltremodo difficile escludere dal Governo il primo partito in assoluto d’Italia: la Lega, che ha raddoppiato i voti del 4 marzo.

Scenario 5: Governo tecnico

Un esecutivo fatto di tecnici indipendenti per fare la Manovra di ottobre. È la via d’uscita emergenziale che il Colle può imboccare quando una crisi politica rischia di creare danno al sistema-Paese. E’ già successo nel 1995 quando si è insediato il governo Dini e nel 2011 con il governo Monti.

NICCOLO’ BELLUGI

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Europee 2019, il nostro commento: “Salvini lancia un’opa sul contratto di governo”

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Trionfo della Lega, clamorosa debacle del Movimento 5 Stelle, bene Meloni, cresce il Pd e male Forza Italia. La giornata di ieri verrà ricordata un po’ da tutti, 51 milioni di italiani sono stati chiamati al voto e il 56% di questi ha voluto premiare il Carroccio. Una vittoria clamorosa quella che vissuta in Via Bellerio e in tutta la penisola. “Numeri totalmente capovolti rispetto ad un anno fa – ha sottolineato il nostro Andrea Marrocchesi, stamani ospite a Radio Siena Tv -. Questa è anche la conclusione di un percorso iniziato da Salvini nel 2014, quando la Lega alle scorse Europee prese poco più del 6%. Adesso è il primo partito grazie ai voti del Nord Italia”. Tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, che ottiene il peggior risultato nella sua storia a livello nazionale e paga la scarsa affluenza al Sud Italia, tradizionale bacino di voti, adesso i rapporti di forza sono opposti rispetto ad un anno fa. “Salvini è pronto a lanciare un’opa sul contratto del governo del cambiamento – ha detto il nostro Lorenzo Marretti, anche lui ospite nel programma Buongiorno Siena di Radio Siena Tv”.

La Redazione

 

ATTENTO GIGI, FUOCO AMICO

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703px-Luigi_Di_Maio,_2017,_Milano

Di Maio e il Movimento 5 Stelle stiano lontani dai nemici immaginari della Lega e di Matteo Salvini, si dissocino da battaglie che non appartengono alla loro storia e formazione.

Hai voglia ad ascoltare le cassandre della stampa filo-dem, il governo gialloverde scoppia di salute e gode di un consenso pressoché integro e una popolarità invidiabile. Una forza tale che il più grande pericolo per Lega e Movimento sono Lega e Movimento stessi, con i primi che sembrano stabilmente tenere il manico del coltello. Continua a leggere

DIEGO FUSARO PER SPAZIO POLITICO

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Abbiamo intervistato Diego Fusaro, filosofo, saggista e blogger, su alcuni argomenti d’attualità. Ringraziamo il Dottor Fusaro per l’interesse mostrato verso il nostro progetto.

 

1) L’argomento dei flussi migratori è stato al centro del dibattito italiano ed internazionale nelle ultime settimane. 

Lei come valuta l’operato dell’attuale esecutivo in tal senso? Quali sono(o possono essere) secondo Lei le ripercussioni di flussi migratori così imponenti a livello socio-economico? Continua a leggere

EVVIVA L’INCIUCIO

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Parlamento-640x343Sono giorni di fermento per le elezioni dei presidenti di Camera e Senato e le speculazioni sulle possibili alchimie parlamentari abbondano sul web e sui media tradizionali. L’atmosfera, però, è piuttosto straniante anche se del tutto comprensibile. Non è servita una legge elettorale proporzionale per trasformare la nostra classe politica e le dichiarazioni degli ultimi giorni fanno trasparire un dipinto dai tratti grotteschi. Per quanto Lega e M5S abbiano accresciuto di molto il proprio bacino elettorale non possiamo dichiararli vincitori e nonostante il deludente risultato del PD, il partito del Continua a leggere

UNA REPUBBLICA FONDATA SUL POPULISMO

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articolo ricca elezioni.jpg“Oggi per noi inizia la Terza Repubblica e la Terza sarà finalmente quella dei cittadini italiani”. Con queste parole, Luigi Di Maio, uno dei grandi vincitori della nuova tornata elettorale, ha aperto quella che sembra una rinnovata stagione politica.

Parevano elezioni stantie che avrebbe consegnato agli elettori la foto di un paese spaccato esattamente in tre parti ma, contro ogni previsioni, i risultati sono stati sorprendenti e hanno spiazzato tutti i commentatori politici. Il primo dato Continua a leggere