AAA Socialdemocrazia Cercasi! 

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Di primo acchito il titolo può sembrare polemico, anche se molti oggi nel Mondo del 2017 sono alla disperata ricerca di quei valori e di quei principi che i partiti socialdemocratici di ogni dove sembrano aver perso. Sembra impossibile che una delle ideologie più progressiste e lungimiranti della storia abbia smarrito quella freschezza dottrinale e quella capacità di anticipare, cavalcandola e comprendendola, la dialettica della storia. Lo spartiacque nella vicenda di tale evoluzione o involuzione che dir si voglia, è senza dubbio il 1989. La caduta del muro di Berlino ed il successivo crollo dell’Unione Sovietica hanno rappresentato un evento geo-politico fondamentale che ha lasciato profonde cicatrici soprattutto al di fuori della grande Russia. E’ proprio durante la contrapposizione sistemica, nel vecchio continente soprattutto, che nasce e si sviluppa un nuovo tipo di socialismo, adatto alle società occidentali, con riferimenti politici e culturali diversi rispetto a quelli ai quali si ispirava l’ Urss e che aveva come interlocutori partitici non le rappresentanze comuniste ma bensì le forze laiche e cristiano-popolari. E’ successo ad esempio durante la formazione per l’amministrazione comunale della città di Berlino nel 1949. Quell’anno le elezioni videro il 40% dei voti ai socialisti di Willy Brandt, il 20% ai Continua a leggere

Anni 2000, il requiem delle sinistre europee?

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Gli anni che stiamo vivendo saranno i testimoni del grande declino della Sinistra europea? Ad oggi questa tesi sembrerebbe confermata: il Movimento Socialista Panellenico (PASOK) ormai estinto in Grecia, la Gauche francese fuori dalla corsa per l’Eliseo (secondo i sondaggi), il PD e le sue numerose scissioni. Le forze socialdemocratiche vivono una crisi di consensi mai vista prima. Lo confermano le numerose “debacle” elettorali in tutti i paesi Ue. Ma come sono arrivati a questo momento inglorioso? Per i media una prima risposta si può trovare analizzando le politiche intraprese in ambito socio-economico dai governi “leftist” (vedi la “Loi travail” di Hollande, o il Jobs Act di Renzi). I progressisti europei sembrerebbero essere incapaci di differenziarsi dai conservatori, proponendo una politica di “Destra economica, Sinistra dei diritti civili”. Tagli, Stato minimo e apertura indiscriminata delle frontiere, questo sembra essere il mantra della nuova Sinistra europea del XXI secolo, quella che ha visto nei dettami di Tony Blair e di Schröder l’unica via percorribile. Dopo la caduta del Muro ogni parvenza di identità socialista o post-comunista è stata subordinata alle logiche del capitalismo e della globalizzazione. Le segreterie dei partiti sono diventate colonie di politici clintoniani che fanno orecchie da mercante verso le istanze dei vecchi e nuovi proletari.

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