L’Italia al collasso chiude i porti ai migranti

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Notizia fresca, pervenuta sulle maggiori testate nazionali è quella dell’ultimatum lanciato da Maurizio Massari, Ambasciatore italiano presso l’UE circa la chiusura dei porti a navi che trasportano migranti, non battenti bandiera italiana. Ciò vuol dire che le uniche navi deputate a sbarcare in Italia saranno quelle preposte dal nostro governo al salvataggio dei migranti, quindi per lo più navi militari e pescherecci italiani che rispondono alle richieste di soccorso. E’ un messaggio chiaro: l’Italia non può più reggere i flussi da sola. Nelle ultime 48 ore sono sbarcati circa 12 mila migranti nei porti italiani, gettando nel caos la macchina dell’accoglienza. Sono numeri da capogiro quelli a cui assistiamo, con un incremento in percentuali incredibile, come riportato da Frontex, agenzia europea deputata al supporto della gestione dei confini europei. Prontamente sono pervenute le dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ribadito come la situazione sia insostenibile e che questi numeri non assicurino una buona accoglienza, tanto meno la sicurezza dei cittadini. Il Premier Paolo Gentiloni ha dichiarato che l’Unione Europea e gli Stati Membri non possono lasciare l’Italia sola, non possono voltare la faccia dinanzi ad un problema che coinvolge tutti e che vede ilBel Paese solo come punto d’approdo. Continua a leggere

L’UE accoglie o tradisce i migranti?

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Sembra lontano il 2015. In politica due anni sono un lasso di tempo importante, soprattutto in un mondo come quello attuale, nel quale ogni cosa viaggia su binari temporali sempre più veloci. Eppure proprio nel 2015 Viktor Orban, Presidente dell’Ungheria dichiarò di voler fermare i flussi migratori con un muro. I paesi europei tuonarono contro questa proposta, drastica, eccessiva e quasi “offensiva” agli occhi di chi ammirava ed ammira l’Unione Europea come baluardo di civiltà ed accoglienza. Furono momenti concitati quelli, momenti nei quali i paesi dell’Unione ed i suoi rappresentanti iniziarono una vera e propria campagna denigratoria contro chi aveva avuto il coraggio di ribellarsi ad una politica scellerata e senza alcuna base di raziocinio. Il 2015 è stato l’anno dei grandi annunci, di chi aveva innalzato l’Unione Europea a grande protettrice dei diritti umani, dei rifugiati, di chi fugge dalla guerra. Eppure questa immagine appassisce sempre di più al passare dei mesi. Una politica, infatti, non è tale se propagandata, ma se viene adeguatamente attuata. Questo forse è il grande tasto dolente dell’Unione Europea che, in questi momenti “critici”, mostra tutta la sua forma inter-nazioni, più che di unione di intenti e di scopi. In questi momenti viene fuori la sua natura di somma di interessi Continua a leggere