Cina vs Usa. Perché Pechino non supererà Washington. Parte 2

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Continuo della parte 1

Guardando poi alla Storia, anche se controintuitivo, un deficit commerciale rappresenta un elemento caratterizzante dell’essere impero: i Romani importavano la quasi totalità del grano dalle colonie, la Gran Bretagna non ha di fatto una cucina nazionale a causa delle copiose importazioni alimentari. Gli stessi Usa, con il deficit commerciale più elevato del globo, lo perseguono scientificamente per generare dipendenza fra sé e le province del loro impero, per mantenere il dollaro la moneta di riserva a livello planetario. Le stesse Vie della Seta mirano ad incrementare l’export cinese, soprattutto per smaltire la sovrapproduzione in alcuni settori come quello siderurgico. Fino a che la Cina non modificherà il proprio paradigma, creando un mercato interno come sbocco principale della propria produzione, non potrà ambire al ruolo di egemone globale. Continua a leggere

Cina vs Usa . Perché il Dragone non spaventa Washington. Parte 1

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Lo scorso 1 ottobre, a Pechino è stato celebrato in pompa magna il 70esimo anniversario della Repubblica Popolare Cinese(RPC). In questo lasso di tempo i cambiamenti che hanno interessato la Cina sono stati a dir poco portentosi: il Dragone è passato da paese agricolo e sottosviluppato, con la sola forza demografica, a seconda economica del globo e primo esportatore. Durante la parata, che ha coinvolto 15.000 soldati e 740 fra aerei,elicotteri e veicoli blindati, sono stati sfoggiati i più sofisticati armamenti a disposizione dell’Esercito Popolare di Liberazione, fra cui missili ipersonici capaci di raggiungere gli Stati Uniti in poche ore. Già, gli Stati Uniti. Continua a leggere

Il sogno di un “Esercito Europeo”

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Quanto è suggestiva l’idea di un Esercito Europeo?

Non scorre lungo le vostre schiene un piccolo brivido (di piacere o di dispiacere, questo è soggettivo) nel sapere che Italiani, Francesi, Polacchi, Tedeschi, Croati, Bulgari, Spagnoli possano combattere fianco a fianco con uniformi europee, difendendo principi e valori comuni od operando in teatri vitali in giro per il mondo? A me personalmente si, se si pensa che 70 anni fa buona parte degli eserciti dei singoli Stati Europei marciava l’uno contro l’altro per il predominio del suolo del Vecchio Continente. In 70 anni ne son successe di tutti i colori. La Germania divisa è stata denazificata, la Francia occupata ha assunto il ruolo di vincitrice, con un colpo intelligente propagandistico del Generale De Gaulle, l’Italia si è inserita nel blocco occidentale e più di tutte, assieme alla fondazione del sogno europeo che oggi chiamiamo Unione, è caduta l’Unione Sovietica. Voler ripercorrere 70 anni di storia globale e tracciarne un profilo esaustivo è pressoché impossibile, ma oggigiorno è fondamentale ricordare che l’Europa Occidentale, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è entrata a tutti gli effetti in quel mondo liberal democratico che noi chiamiamo Occidente. Continua a leggere

Organizzazioni di Nessuna Utilità – L’Onu

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Per la rubrica Organizzazioni di Nessuna Utilità oggi andremo alla “scoperta” dell’Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite ma anche Organizzazione di Nessuna Utilità.

L’ente nacque con la Conferenza di San Francisco del 25 Aprile 1945 allo scopo di sostituire e prendere le veci della vecchia Società delle Nazioni che valse il Nobel per la Pace all’allora presidente statunitense Woodrow Wilson ma che, com’è noto, fallì miseramente il suo intento di mantenere la pace e prevenire lo scoppio di una eventuale seconda guerra mondiale. La SDN era infatti inserita in uno dei famosi 14 punti discussi alla Conferenza di “pace” di Versailles del 1919. E così, anni dopo, a Roosevelt venne l’idea dei “4 poliziotti” che stavano vincendo la Seconda Guerra Mondiale (che la stessa SDN avrebbe dovuto evitare, ndr) per fondare una nuova organizzazione, con lo stesso obiettivo della predecessora, i cui Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza sarebbero stati gli stessi stati vincitori della guerra: Usa, Regno Unito, Francia e Urss. Stalin, per paura di ricadere nell’orbita di un organizzazione prettamente atlantica, occidentale e filoamericana riuscì ad inserire nello stesso Consiglio di Sicurezza i cugini maoisti della Cina, che all’epoca inglobava ancora Taiwan. Continua a leggere

DARIO FABBRI PER SPAZIO POLITICO

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Ho avuto l’occasione di intervistare Dario Fabbri, giornalista e redattore di “Limes” ,nonchè docente alla “Scuola Holden” ,su alcuni tra i principali temi di geopolitica, come la questione coreana, i rapporti Usa-Cina e le ripercussioni di un esecutivo Lega-M5s sulla geopolitica italiana. 

Dott. Fabbri, da giorni si parla moltissimo di un ipotetico incontro fra Donald Trump e Kim Jong Un. Il meeting era stato fissato per il 12 giugno a Singapore, poi è stato annullato ed ora ripristinato. Secondo Lei, che ripercussioni può avere un simile evento? Continua a leggere