Organizzazioni di Nessuna Utilità – L’Onu

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Per la rubrica Organizzazioni di Nessuna Utilità oggi andremo alla “scoperta” dell’Onu, Organizzazione delle Nazioni Unite ma anche Organizzazione di Nessuna Utilità.

L’ente nacque con la Conferenza di San Francisco del 25 Aprile 1945 allo scopo di sostituire e prendere le veci della vecchia Società delle Nazioni che valse il Nobel per la Pace all’allora presidente statunitense Woodrow Wilson ma che, com’è noto, fallì miseramente il suo intento di mantenere la pace e prevenire lo scoppio di una eventuale seconda guerra mondiale. La SDN era infatti inserita in uno dei famosi 14 punti discussi alla Conferenza di “pace” di Versailles del 1919. E così, anni dopo, a Roosevelt venne l’idea dei “4 poliziotti” che stavano vincendo la Seconda Guerra Mondiale (che la stessa SDN avrebbe dovuto evitare, ndr) per fondare una nuova organizzazione, con lo stesso obiettivo della predecessora, i cui Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza sarebbero stati gli stessi stati vincitori della guerra: Usa, Regno Unito, Francia e Urss. Stalin, per paura di ricadere nell’orbita di un organizzazione prettamente atlantica, occidentale e filoamericana riuscì ad inserire nello stesso Consiglio di Sicurezza i cugini maoisti della Cina, che all’epoca inglobava ancora Taiwan. Continua a leggere

DARIO FABBRI PER SPAZIO POLITICO

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Ho avuto l’occasione di intervistare Dario Fabbri, giornalista e redattore di “Limes” ,nonchè docente alla “Scuola Holden” ,su alcuni tra i principali temi di geopolitica, come la questione coreana, i rapporti Usa-Cina e le ripercussioni di un esecutivo Lega-M5s sulla geopolitica italiana. 

Dott. Fabbri, da giorni si parla moltissimo di un ipotetico incontro fra Donald Trump e Kim Jong Un. Il meeting era stato fissato per il 12 giugno a Singapore, poi è stato annullato ed ora ripristinato. Secondo Lei, che ripercussioni può avere un simile evento? Continua a leggere

Spazio Politico al Festival di Limes

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Questo weekend siamo stati al Festival di Limes, rivista italiana di geopolitica a Genova. Ecco un breve reportage delle nostre sensazioni, in diretta, dentro e fuori Palazzo Ducale, sede designata della rassegna.
Buona visione!

In allegato il link con il programma del weekend:

http://www.limesonline.com/quinto-festival-di-limes-…/104482

KIM JONG-UN: IL PARANOICO CON IL PARAOCCHI

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Le tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti sono quasi ai massimi storici. Ma le minacce del leader nordcoreano Kim Jong-un non spaventano, almeno in apparenza, il presidente americano Donald  Trump che promette di rispondere con la forza se attaccato, negli USA o nei paesi Alleati. Lo scenario geopolitico è così però teso per il tutto il mondo, preoccupato di nuovo dopo decenni per il rischio dello scoppio di una guerra nucleare, un tempo unica probabile eventualità del bipolarismo USA/URSS. Tuttavia rimane difficile rintracciare le cause che hanno creato questo astio tra il regime di Pyongyang e quello di Washington. Certo può essere ancora una ferita aperta la Guerra di Corea tra il 1950 e il 1953, motivo per cui ancora oggi esistono le due Coree, ma si parla comunque di più di cinquant’anni fa. Che Kim Jong-un se la sia presa per la sua caricatura nel film statunitense The Interwiew (2014) con James Franco e Seth Rogen? No, semplice suggestione. Anche se il film, a seguito di minacce di pesanti ritorsioni da parte della Corea del Nord, è stato proiettato solo in alcune sale indipendenti negli USA. E allora? Qual è l’obiettivo del giovane dittatore? Ideologico? Il suo Comunismo non ha la storia dalla propria parte, ormai il muro di Berlino è crollato e l’Unione delle Repubbliche Continua a leggere

MACRON-MERKEL: LA POLITICA DI POTENZA SI (RI)FA EUROPEA

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“Make our Planet great again”. Così Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese, ha esordito in risposta al passo indietro dell’amministrazione Trump sull’accordo sul clima, siglato non molti mesi fa proprio a Parigi. E’ stata una risposta forte e provocatoria a seguito dell’incontro del G7 a Taormina, che ha condotto, dopo attente valutazioni, gli Stati Uniti a ritirarsi dagli impegni presi dalla precedente amministrazione Obama. Se qualcuno, però, crede nel grande sostegno dell’attuale Presidente Francese al clima, inevitabilmente si sta sbagliando. Continua a leggere

USA-URSS: UN MATRIMONIO FALLITO ED IL RIMPIANTO DI MOLTI

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Se apriamo i libri di storia al capitolo seconda Guerra Mondiale e successive conferenze , le foto che saltano ai nostri occhi assomigliano a scatti familiari, sorrisi, compiacimento, soddisfazione. Stati Uniti, Unione Sovietica, Inghilterra (Roosvelt, succeduto da Truman, Stalin, Churchill scalzato poi da Attlee) un trio inarrestabile, i vincitori della Guerra, i potenti della Terra. La struttura del potere mondiale lentamente cambierà. Il Regno Unito entrerà in uno stato subalterno, rispetto alla superpotenza americana, il teatro diventerà estremamente semplice: Stati Uniti contro Unione Sovietica. Questo binomio conflittuale, tra mondo occidentale e mondo comunista, ha condizionato l’intera politica mondiale per circa 50 anni. La storia la conosciamo tutti, il rapporto tra Impero Americano ed Impero Sovietico è stato una love story difficile, fatta di alti e bassi, con picchi critici e momenti decisamente più distesi. Chiamarla “Love Story” può far storcere il naso a molti, ma col senno di poi lo è stato. Per quanto le due Super Potenze si odiassero, si sfidassero, si opponessero l’una contra l’altra si perveniva sempre ad una conclusione, ad una comunione di intenti. La riprova più lampante è che in un mondo così spaccato, così diviso, nonostante i momenti critici vissuti, non si è mai pervenuti ad Continua a leggere

ITALIA E LIBIA, WALZER A TRE CON HAFTAR E Al-SERRAJ

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Roma e Tripoli finalmente giungono ad un accordo. Con la caduta del Governo Gheddafi la Libia è caduta in un caos politico, che non conosceva ormai da tempo, tanto da portare alla frammentazione dell’intero paese. La caduta di Gheddafi e la fine del suo monopolio sulla politica libica ha mostrato il vero volto della Libia, un paese spaccato al suo interno per differenze politiche, culturali, economiche e sociali, uno stato tanto vasto quanto eterogeneo. Ad oggi la situazione non sembra essere migliorata, le differenze e le difficoltà permangono. Lo scacchiere libico è contorto, i “Re”, Al-Serraj ed il generale Haftar, sono deboli e con scarso controllo sul territorio e sempre più debbono essere supportati per sopravvivere, dalle loro “Regine”, le potenze Occidentali per il primo e Russia e Cina per il secondo. Il loro potere coercitivo, che contraddistingue la vera sovranità di uno Stato, è sempre più sbandierato, eppure la realtà ci suggerisce il contrario. Haftar staziona stabilmente a Tobruk, non riconoscendo il governo di Serraj,con sede a Tripoli, città di cui non ha il pieno controllo. Nessuno però cita le milizie islamiche che praticano scorribande sul territorio, né tanto meno si citano le tribù libiche che detengono il vero potere nel sud del Paese. 
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