Non c’è proprio pace per il povero Matteo

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Non c’è proprio pace per lo stomaco del povero Matteo. Dopo gli inevitabili mal di pancia per trovare un accordo con i 5 stelle a Roma anche il gelato milanese deve essergli rimasto un po’ indigesto. Ormai la vicenda sembra diventata un caso di Stato ma tentiamo di ripercorrere l’accaduto per capire quale sia il vero problema sotteso a questa vicenda. Salvini si trova a Milano, nella sua gelateria di “fiducia” o almeno così sembra. Eppure accade l’impensabile: la gelataia (in prova) si rifiuta di servirlo. Chiariamo, la gelataia è figlia di un algerino e un’italiana, nata e cresciuta in Italia. È italiana al 101%. Il padre tra l’altro è un elettore del carroccio e la madre un’affezionata a FI. Da qui si susseguono le storie più fantasiose.  C’ è chi sostiene che la ragazza si sia rifiutata di servire il leader del carroccio perché “razzista”, dipingendola nell’immaginario comune come una maleducata dipendente che alla richiesta di un cliente risponde “io non servo i razzisti”, c’è chi al contrario sostiene che la ragazza si sia elegantemente defilata e abbia lasciato alla collega il compito di servire il cliente pur non nascondendo il proprio disappunto per la sua figura, ma che questo non sia in alcun modo stato percepito da Salvini stesso. Continua a leggere