Usa vs Cina: il deficit necessario per l’Impero

Usa vs Cina: il deficit necessario per l’Impero

Dopo quasi 2 anni di guerra dei dazi, USA e Cina sembrano ad un passo alla firma di una pace commerciale. Questa aumenterà  significativamente le esportazioni statunitensi verso il Dragone, soprattutto quelle alimentari.

Sicuramente una vittoria per Donald Trump, considerando che siamo in anno di elezioni e che nel 2016, fra i punti cardine della sua campagna elettorale, c’era la riduzione del deficit commerciale. Secondo l’attuale presidente , i sistematici deficit commerciali hanno distrutto milioni di posti di lavoro nel manifatturiero americano ,un processo reversibile solo tramite nuovi accordi commerciali.

Nonostante però l’enorme disavanzo degli USA verso il resto del mondo, pari nel 2018 ad oltre 600 miliardi di dollari, il deficit commerciale è funzionale all’essenza della superpotenza. Vediamo perché.

Innanzitutto, occorre partire da un assunto: gli USA, seppur informalmente, sono un Impero, egemone ed attivo su scala globale. Comparando gli Stati Uniti ad altri imperi, notiamo numerosi punti in comune: presenza militare radicata per garantire i propri interessi e la sicurezza degli alleati; diffusione capillare della propria valuta nelle transazioni; sostegno ad una maggiore attività commerciale per raccogliere tributi.

Tuttavia, non potendo imporre tributi diretti alle nazioni dominate come gli imperi passati, gli USA compensano con l’utilizzo globale del dollaro : il biglietto verde infatti costituisce i 2/3 delle riserve valutarie globali, il 75% dei pagamenti e la quasi totalità delle transazioni per le materie prime.

I vari paesi del mondo hanno bisogno di dollari per acquistare prodotti, oltre che per le proprie riserve in valuta estera. Il modo più semplice per ottenere questa valuta è tramite massicce esportazioni verso gli USA, accettando dollari in cambio. A tal proposito si possono notare vari gruppi di stati “tributari”, in base a ciò che viene venduto: petrolio del Medio Oriente, l’elettronica dall’Asia orientale, minerali dall’Africa, frutti dall’America Latina e componentistica manifatturiera e automobilistica, dall’Europa . Giscard d’Estaing, Ministro delle Finanze sotto De Gaulle, disse che gli USA godono di un “privilegio esorbitante”, in quanto possono pagare le importazioni con la propria valuta.

Giscard d’Estaing nel 1978

Se i dollari ottenuti dalle esportazioni verso l’America venissero impiegati per acquistare prodotti americani, la bilancia commerciale sarebbe in pareggio. Niente più deficit. Ma in questo caso il resto del mondo non avrebbe più dollari da usare come riserve : per assicurarsi che la propria moneta sia il perno del sistema e quindi restare superpotenza, gli USA devono incorrere in un deficit commerciale.

Questa situazione fu notata già dall’economista Robert Triffin negli Anni 60: il paese che emette moneta internazionale deve accettare crescenti disavanzi nelle partite correnti per soddisfare la domanda mondiale di valuta.

Il privilegio esorbitante si estende anche al debito pubblico statunitense, ormai pari a 23.000 miliardi di dollari. La domanda per i bond del Tesoro USA, denominati in biglietti verdi, mantiene gli interessi sul debito bassi. Negli ultimi 20 anni Washington ha potuto sostenere deficit annuali anche di 1000 miliardi .

Naturalmente, l’egemonia degli USA non potrà proseguire in eterno ed il dollaro potrebbe entrare in una fase di declino. La Cina è uno di quei paesi che sta lavorando maggiormente in tal senso, provando a conferire allo Yuan una dimensione internazionale. Consapevoli però del paradosso di Triffin, i cinesi( che esportano il 20% del loro PIL) non vogliono che la loro valuta diventi riserva globale, preferendo piuttosto collaborare con la Russia o altri attori regionali( Iran, Venezuela, Turchia) per sviluppare sistemi di pagamento indipendenti dal dollaro.

Tuttavia, al momento ( e probabilmente nei prossimi decenni) non ci sono valute capaci di insidiare seriamente lo strapotere del greenback . Lo stesso Euro è privo del supporto strategico ,politico e militare di cui gode il dollaro. Gli Usa devono scegliere fra l’azzeramento del deficit commerciale, che avrebbe indiscussi benefici, e il mantenimento della valuta dominante a livello globale . Tertium non datur.

Incontro fra Trump e Xi al G20 di Osaka nel 2019

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: