Tutto quello che c’è da sapere sull’insediamento di Biden

Tutto quello che c’è da sapere sull’insediamento di Biden

L’insediamento di un Presidente degli Stati Uniti è un fenomeno globale che ormai coinvolge popolazioni ben lontane dalle pareti bianche del Campidoglio di Washington. L’origine del mito deriva come al solito dallo stile “americano” della sua organizzazione. E’ una cerimonia solenne, pomposa forse, carica di tutti quei grandi valori di cui i nostri cugini d’oltremare amano riempirsi la bocca. In poche parole, rappresenta il culmine della volontà popolare, il capitolo zero di un esecutivo che dal popolo prende forma e al cui servizio è votato, così come Lincoln spiegò a Gettysburg. Ma, nei decenni in cui gli Stati Uniti rappresentavano un esperimento unico di Repubblica, l’insediamento ha sempre celebrato il passaggio pacifico di potere da un Presidente all’altro, dato non così scontato alla fine del mandato di George Washington. Una scommessa vinta, dunque, ma andiamo a vedere i particolari dell’inauguration day odierno.

Come funziona l’insediamento?

Se vorrete seguire l’insediamento di Joe Biden e Kamala Harris, dovrete accendere la TV o unirvi ad una diretta social intorno alle 17:30 ora italiana. Circa a quell’ora, dopo aver partecipato ad una funzione presso la Cattedrale di San Matteo Apostolo, il nuovo inquilino della Casa Bianca arriverà al Congresso davanti al quale inizierà la cerimonia. Attorno alle nostre ore 18:00 (le loro 12), si terrà il giuramento del Presidente, descritto dall’Articolo II sezione 1 della Costituzione, in materia di potere esecutivo:

I do solemnly swear (or affirm) that I will faithfully execute the office of President of the United States, and will to the best of my ability, preserve, protect, and defend the Constitution of the United States.

United States Constitution, Art II sec 1

La famosa formula finale “so help me God”, non prevista dalla carta costituzionale, venne aggiunta da George Washington come buono auspicio per il suo primo mandato e divenne una consuetudine ormai sedimentata. Il Presidente può scegliere il testo su cui giurare, generalmente (ma non sempre) una Bibbia, e può decidere se tenerlo aperto su di una pagina particolarmente rilevante per la sua storia personale oppure no. Biden giurerà sulla Bibbia della sua famiglia, chiusa come scelse per sé anche Kennedy. Kamala Harris, invece, giurerà su due testi sacri, uno dei quali appartenenti al Giudice della Corte Suprema Thurgood Marshall.

La cerimonia di insediamento è organizzata storicamente da un Joint Congressional Committee on Inaugural Ceremonies, commissione bipartisan composta da 3 democratici e 3 repubblicani. A questo si affianca un Presidential Inaugural Committee, scelto dal Presidente per occuparsi di tutto ciò che non riguarda la parte dell’insediamento al Congresso (balli, decorazioni, celebrazioni…). Solitamente, una folla di anche 200.000 persone può assistere alla cerimonia di insediamento dal National Mall, fra il Campidoglio ed il Lincoln Memorial, così come alla parata inaugurale lungo la Pennsylvania Avenue. Quest’anno, però, non sarà così.

Cosa cambia con Biden?

Il Coronavirus e gli eventi violenti dello scorso 6 Gennaio hanno spazzato via i piani per l’insediamento di Joe Biden. Il Presidente eletto, che avrebbe voluto lasciare il suo Delaware in treno, per celebrare i suoi 36 anni di pendolarismo come Senatore, ha dovuto desistere. Ieri, a Wilmington, Biden ha salutato il suo Stato pronunciando un discorso con estrema commozione, ricordando anche suo figlio Beau, scomparso prematuramente nel 2015. Il Governatore John Carney, invece, ha parlato di “speranza” dopo quattro anni di oscurità e della capacità di Biden di rialzarsi (e far rialzare gli altri) dopo le disgrazie della vita.

Il video della cerimonia di addio da Wilmington, Delaware

Ma a Washington non ci saranno folle trepidanti ad attendere il Presidente e la sua vice. Per problemi di sicurezza infatti, l’intera capitale sarà blindata e 25.000 riservisti della Guardia Nazionale sorveglieranno l’area del Campidoglio, per scongiurare assalti violenti da parte degli estremisti di destra. La preoccupazione per attentati e assalti è tale che l’FBI ha dovuto indagare sui profili dei militari impiegati, per scongiurare il rischio di infiltrazioni. Il pubblico, quindi, anche per questioni sanitarie è stato rimpiazzato da 200.000 bandiere americane, a simboleggiare la presenza di un popolo unito.

Ma anche la parata lungo Pennsylvania Avenue non ci sarà. Al suo posto, si terrà un evento digitale ed il Presidente e la sua vice verranno scortati presso la Casa Bianca da membri di tutti i differenti rami delle forze armate. Prima, però, si terrà l’omaggio al milite ignoto al cimitero di Arlington. Assieme ai due volti della nuova amministrazione, saranno presenti la First Lady ed il Second Gentleman, ma anche i coniugi Obama, Bush e Clinton. Mentre Mike Pence ha annunciato che parteciperà all’insediamento, per la prima volta mancherà Jimmy Carter, il più anziano ex-Presidente.

Le bandiere sul prato del National Mall | Da The Guardian su Youtube

Cosa aspettarci da Biden e Trump

Donald Trump non parteciperà alla cerimonia di insediamento di Joe Biden. Per le 12 di Washington sarà in volo verso la sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida. Anche per questo motivo, non vi sarà il passaggio di consegne della famosa valigetta che custodisce i codici “nucleari”, anche se quella dell’ormai ex-Presidente verrà disattivata.

L’assenza del Tycoon peserà, stonando con la celebrazione del passaggio di potere pacifico che caratterizza questo genere di cerimoniale. Ma del resto, gli eventi delle ultime settimane hanno dimostrato come un’ala estremista dei suoi elettori sia disposta a tutto pur di fermare l’insediamento di Bide-Harris. Ma Trump non è l’unico Presidente uscente della storia a rifiutare di presenziare alla cerimonia di inaugurazione. Prima di lui John Adams non partecipò all’insediamento di Jefferson nel 1801, John Quincy Adams fece lo stesso con Jackson nel 1929, così come Andrew Jonhson con Grant nel 1867. Nel XX secolo, soltanto il dimissionario Richard Nixon non fu presente al giuramento di Ford, sebbene non si sia tenuta una cerimonia.

Ci aspettiamo che il discorso di Biden segni una rottura con il suo predecessore. Trump, negli ultimi giorni, ha emanato decreti per mettere in difficoltà il suo avversario (come quello che sblocca i voli dall’Europa) ed è arrivato a concedere la grazia a 143 persone, incluso Steve Bannon, suo padrino politico. Inoltre, indiscrezioni vogliono che l’ex Presidente sia pronto a fondare un nuovo partito di “patrioti”. Biden, invece, ha già pronti 17 ordini esecutivi su cui apporrà la firma da oggi, come la revoca del Muslim-ban, lo stop all’oleodotto Keystone XL e la nuova adesione USA agli Accordi di Parigi sul clima.

Insomma, l’insediamento di Biden-Harris come 46esimi Presidente e Vicepresidente, cambierà tutto. Quindi, occhi puntati su Washington dalle nostre 17:30, nella speranza che una nazione così politicamente divisa possa finalmente riunirsi, anche solo per un giorno.

Riccardo Paradisi

Etrusco con il salmastro nella testa. Cresciuto sulle sponde maremmane del Tirreno, ho vissuto a Siena, a Dublino e nel Montana. Ma, nonostante le culture conosciute e le opinioni raccolte, non sono ancora in grado di votare un partito che prenda più dello 0,3%. Alla fine, arresomi all'evidenza di essere più bravo a battere al computer piuttosto che a fare una X a matita, mi sono dato all'analisi politica per passione.

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