Tomaso Montanari, “governo paternalista” ci salverà l’eresia

Tomaso Montanari, “governo paternalista” ci salverà l’eresia
Intervista integrale a Tomaso Montanari / Da Youtube

Tomaso Montanari, storico dell’arte, intellettuale, scrittore e docente presso l’Università per Stranieri di Siena è stato nostro ospite in occasione di un episodio speciale di PolitiCall andato in onda giovedì 15 aprile sul nostro canale Twitch. Il tema della puntata, un connubio fra arte e politica, è nato dalla necessità di accendere i riflettori sul ruolo della cultura in questa pandemia e sul gioco delle sinistre italiane. Come al solito, le risposte del nostro ospite sono state illuminanti e fonte di profonde riflessioni.

L’arte è sempre stata elemento di lustro per le classi più agiate e per i governanti, oggi invece cosa rappresenta? “Il patrimonio culturale così come le biblioteche e gli archivi, con la rivoluzione francese entrano in una fase nuova” con il passaggio di potere “le arti passano a legittimare la sovranità popolare”. Per Montanari sono le costituzioni stesse a mirare all’arricchimento popolare attraverso la cultura, “Non avrei mai fatto lo storico dell’arte se non fosse esistito l’articolo 9 della Costituzione“. Ancora oggi ci sono simboli di potere che utilizzano opere artistiche per ottenere lustro, ma per il professore è la street art ad essere un’arte figurativa promettente, proprio per il suo rigetto del “possesso”.

Montanari, che ha dedicato un suo libro all’articolo 9 della Costituzione, è molto critico sulla gestione delle chiusure durante la pandemia. Per lui sbagliano le destre a chiedere riaperture insensate sull’altare del mercato ma “si poteva tenere aperto molto di più“, proprio perché non vi è stata una programmazione chiara delle chiusure. Ancora oggi, il nostro governo punta a riaprire le attività non in base al numero di contagi ma guardando il calendario. Incomprensibile, per Montanari, che si possa tenere aperti i cinema per trasmettere messe e non film o spettacoli teatrali, dato che sempre di luoghi chiusi si parla. E poi l’amara conclusione “ci stiamo giocando la cultura e la democrazia in un colpo solo“, almeno le scuole andavano tenute aperte.

La scuola non è l’unico tasto dolente. Per l’università poteva essere fatto di più per “mantenere una parvenza di comunità e salvaguardare la comunità educante” anche in DAD. “Mi colpisce molto il silenzio degli studenti” e rilancia la palla: perché non sono state fatte occupazioni virtuali delle aule? “Le cose buone nell’università sono successe quando gli studenti hanno costretto i professori ad essere all’altezza del loro lavoro“. Ma, sui giovani, Montanari punta il dito anche contro l’esecutivo, “questo è un governo paternalista, gerontocratico, oligarchico. Il governo del Presidente della Repubblica anziano che sceglie un Presidente del Consiglio anziano”.

In questo scenario, il pensiero critico è l’unica arma. Ed ecco che l’Italia, nonostante sia spesso “conformista ed ossequiosa del potere“, riesce ancora a produrre eretici, coloro che pensano con la propria testa. In un mondo dove la religione del mercato, del denaro e del profitto domina, “è eretico chiunque nega questa religione“. La politica può tornare ad essere protagonista praticando eresia e riallacciandosi con la società attraverso un sistema proporzionale, per togliere potere ai vertici dei partiti e porre fine ad un sistema più peronista che democratico.

Un’intervista da ascoltare attentamente nella sua forma integrale.

SpazioPolitico

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