Silicon Valley fra mito e realtà

Silicon Valley fra mito e realtà

La decisione dei principali social media di bandire Donald Trump a seguito dell’assalto al Congresso statunitense lo scorso 6 gennaio è stata accolta con grande clamore in tutto il mondo.

Delle aziende private, in primis Twitter, hanno impedito all’uomo più potente della Terra di esprimere le proprie opinioni. Un episodio che confermerebbe ulteriormente lo sterminato potere acquisito dai Big Tech a stelle e strisce, ormai onnipresenti nella quotidianità di miliardi di persone.

Nel giro di pochi lustri, pochi colossi tecnologici hanno addirittura superato l’importanza degli Stati sovrani, compresa la superpotenza statunitense.

Ma le cose stanno davvero così? Non proprio.

Tecnologie in prestito

Quando si parla di attori della Silicon Valley come Facebook, Google, Apple o Amazon , si ha l’idea che questi soggetti siano straordinari innovatori. Questo è vero, ma solo parzialmente. I colosso tecnologici hanno infatti perfezionato delle tecnologie esistenti, senza inventare nulla o quasi ex novo.

Partiamo dalla tecnologia più importante, ovvero Internet. Esso discende da Arpanet, una rete di computer realizzata nel 1969 dal Darpa, agenzia del Dipartimento della Difesa Usa che ha il compito di sviluppare nuove tecnologie in ambito militare.                                 

Solo nel 1991, con la dissoluzione(casualità o causalità?) dell’Unione Sovietica, tale tecnologia verrà resa disponibile a  scopo civile, con l’avvento del World Wide Web.

C’è poi il microprocessore, cuore di ogni computer o smartphone. La sua invenzione risale agli Anni 70, per l’installazione sui caccia F-14, e successivamente sui sottomarini nucleari e le testate intercontinentali. Alla realizzazione ,per conto del Pentagono, fu determinante il team guidato dall’italiano Federico Faggin.

Lo stesso cellulare fu ideato dal Pentagono per rispondere all’esigenza di comunicazioni satellitari. Il primo ad utilizzare un telefono satellitare fu il generale Norman Schwarzkopf durante la prima guerra del Golfo(1991).

Nello stesso conflitto vide la luce anche il GPS, per facilitare i bombardamenti durante le tempeste di sabbia. Tecnologia poi mutuata in ambito civile, sulle automobili e poi sugli smartphone.

Persino Siri , assistente vocale di Apple , trae ispirazione dal Future Combat System, programma di ammodernamento militare dei primi anni 2000.

I giganti della Silicon Valley sono quindi dei “gestori” di tecnologie originariamente create per scopo militare. Essi sono anche consapevoli che la prossima innovazione potrebbe provenire dallo Stato federale.

Nel solo 2019 il Pentagono ha speso solamente in ricerca e sviluppo 95 miliardi di dollari. Più del fatturato cumulato di Facebook(70 miliardi) e Netflix(20 miliardi).

Le aziende che beneficeranno in futuro di queste tecnologie potrebbero non essere quelle attuali.

Carta di Laura Canali
Le app di messaggistica più utilizzate. Da notare il netto predominio della statunitense Whatsapp, appartenente a Facebook. Fonte: Limes

Date i dati alla patria

Il Congresso statunitense ha poi un’altra arma terribile verso questi colossi: una stringente legge sull’antitrust o sulla privacy. Anche se i parlamentari americani non conoscono benissimo il funzionamento tecnico di Internet, questo strumento di ricatto è molto potente. Negli ultimi anni si è parlato spesso della possibilità di “spacchettare” questi colossi tramite legge. C’è un interessante precedente al riguardo: quello dello Sherman Antitrust Act del 1890. Questa legge riuscì a smembrare i colossi petroliferi e siderurgici che sembravano sovraordinati allo stato stesso.

Altri tempi, si dirà. Vero. Ma anche gli attori di oggi hanno le loro sedi ed i loro server sul territorio americano .Quindi non avrebbero modo di sottrarsi a questa mannaia.

C’è una sorta di tacito accordo fra le istituzioni americane e Silicon Valley. I dati che i colossi pescano(gratis)dai miliardi di cittadini del mondo connessi alla rete( con le parziali eccezioni di Russia ed ancora più la Cina) vanno messi a disposizione degli apparati federali. Questa mastodontica dote di informazioni serve a comprendere la situazione interna alle nazioni straniere, sia rivali che alleate, come testimoniato da Edward Snowden.

L’audizione di Mark Zuckerberg al Senato Usa, circa il caso Cambridge Analytica è emblematica: all’azienda di Menlo Park veniva rimproverata di aver anteposto l’interesse economico a quello nazionale. Baratto inaccettabile. In questo caso, attraverso un attore terzo, Facebook aveva trasferito dei dati al governo russo.

Silicon Valley - Limes
Mappa delle principali aziende tecnologiche in California. Eccezioni significative sono Amazon e Microsoft, entrambe ubicate nello Stato di Washington. Fonte:Limes

In conclusione

Obnubilati da una mentalità fortemente orientata all’economia, nei paesi europei si ha la percezione di uno straordinario potere in mano agli esponenti di questo capitalismo avanzato.

La realtà è che queste aziende sono molto più deboli di quello che si pensa, almeno nei confronti della madrepatria, che non le colpisce in quanto funzionali alla raccolta di dati potenzialmente strategici.

Vent’anni fa i colossi di oggi a malapena esistevano. Fra altri vent’anni potrebbero essere spariti. Gli Stati Uniti invece ci saranno di sicuro.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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