Seawatch e Seaeye: l’Italia vince sui migranti e fa tremare l’Europa.

Seawatch e Seaeye: l’Italia vince sui migranti e fa tremare l’Europa.

Se “il buongiorno si vede dal mattino”, il 2019 si annuncia come un anno molto complesso sul fronte dell’immigrazione. I primi giorni del nuovo anno sono stati infatti all’insegna del braccio di ferro(l’ennesimo) fra il governo italiano e quello di Malta del premier Muscat. Oggetto del dibattito: l’attracco delle due navi Sea Eye e Sea Watch , le quali da diversi giorni girovagano nel Mediterraneo in cerca di un porto,  attracco che sia  La Valletta  che Roma hanno al momento negato. Nonostante come premessa per il nuovo anno non sia il massimo, è doveroso precisa che l’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato molto positivo sul fronte migrazioni.

Statistiche alla mano, il 2018 è stato ottimo per la decongestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. Secondo i dati forniti dall’agenzia europea Frontex, infatti, l’anno appena concluso ha visto 150.000 migranti attraversare illegalmente i confini europei: un calo del 25% rispetto al 2017 ed addirittura del 92%rispetto al 2015, anno della deflagrazione della crisi migratoria.  Un contributo significativo a questo calo è stato dato dall’Italia: con 23.000 sbarchi, il calo rispetto al 2017 è pari all’80%. Ciò dimostra come sia l’Italia che la Libia abbiano operato e dialogato efficacemente, ottenendo questi risultati anche grazie agli accordi con le fazioni libiche extra-governative . Resta sicuramente del lavoro da fare per stabilizzare pienamente il paese, oltre che per ridurre gli sbarchi provenienti da Tunisia ed Algeria, ma risultati conseguiti sono encomiabili.

Tuttavia, come dicono gli inglesi, devil lies in details, il diavolo si annida nei dettagli. E questo adagio combacia perfettamente con il rapporto di Frontex. Per l’appunto, sebbene la rotta del Mediterraneo centrale che conduce all’Italia si è molto raffreddata, si è verificato l’esatto opposto per la rotta orientale che conduce alla Spagna. Nel 2018, sono stati ben 57.000 gli immigrati clandestini entrati in territorio iberico, che salgono a 64.000 se si considerano quelli degli enclave di Ceuta e Melilla.  Il Mediterraneo occidentale è dunque la rotta del Mare Nostrum attualmente più utilizzata dai migranti, con il Marocco ormai divenuto un hub di primaria importanza per i migranti economici subsahariani.

Nel Mediterraneo orientale, invece, la situazione è in costante divenire. L’accordo fra l’UE ed il governo dittatoriale del presidente turco Erdogan, dietro pagamenti multimiliardari,  ha chiuso quasi ermeticamente la rotta balcanica. Quasi, appunto. Nel 2018, sono stati 56.000 gli irregolari intercettati in questo quadrante mediterraneo, un aumento di quasi un terzo rispetto l’anno precedente: Frontex ha spiegato questo aumento con il maggiore afflusso di profughi che si sono recati in Grecia passando dal corridoio terrestre della Turchia: si tratta in buona parte di turchi, ma anche di afghani, siriani e iracheni, quindi dei “profughi” a tutti gli effetti.

Con le elezioni europee del 26 maggio sempre più vicine, risulta fisiologico che l’andamento dei flussi migratori giochi un ruolo fondamentale nell’orientare le preferenze elettorali. Le idee sovraniste, come la chiusura dei confini, esercitano un notevole fascino in tutto il Vecchio Continente, in particolare nei paesi del blocco Visègrad che non sono stati virtualmente toccati dall’immigrazione irregolare di questi anni. L’Italia, che nel 2015-18 ha subito sbarchi per quasi mezzo milione di migranti, non a caso vede la Lega Nord di Salvini  come primo partito nei sondaggi.  Ma non è l’unico paese mediterraneo a ritrovarsi in questa situazione.

Anche in Spagna, nelle recenti elezioni locali in Andalusia, storico feudo rosso, si è assistito ad un boom di consensi per Vox partito esplicitamente sovranista che fra i suoi obiettivi ha quello della chiusura a sigillo dei confini nazionali. Non a caso, l’Andalusia negli ultimi mesi è stata oggetto di copiosi sbarchi, specialmente nella zona di Cadice.

Al contempo, dall’altra parte del Mediterraneo, il partito Syriza del premier Tsipras è in affanno nei sondaggi, nettamente staccato da Nea Demokratia mentre Alba Dorata è ai massimi storici.

Il sistema elaborato dall’Europa sui migranti latita e le elezioni sono sempre più vicine.

Fa poi strano il silenzio di Juncker e Moscovici sulla questione migranti. Quando c’era da bacchettare l’Italia per qualche decimale in più nella manovra, risultavano molto presenti….

ANDREA MARROCCHESI

Andrea Marrocchesi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *