Scaffali vuoti e inflazione alle stelle: bentornata URSS!

Scaffali vuoti e inflazione alle stelle: bentornata URSS!

A un mese di distanza dal tragico 24 febbraio scorso, quando le forze armate russe hanno lanciato l’operazione militare speciale in Ucraina, le ambizioni zariste di Vladimir Putin paiono prendere forma.

L’armata russa(rossa?) si è impantanata, raggiungendo molto lentamente i propri obiettivi e con un tributo di sangue altissimo.

In un mese di combattimenti i caduti sono migliaia, più che nella seconda guerra in Cecenia che durò un anno. Mosca è stata isolata dai principali circuiti commerciali e finanziari internazionali, con la parziale esclusione di gas e petrolio, mentre le sanzioni colpiscono i favolosi patrimoni dei famigerati oligarchi.

Il primo paragrafo potrebbe sembrare dunque una provocazione. In effetti lo è, ma solo parzialmente. Il presidente russo è infatti riuscito nell’impresa di resuscitare la cara vecchia Unione Sovietica.  

Vecchio e nuovo.

“Se non hai nostalgia dell’Unione Sovietica, non hai cuore. Ma se hai nostalgia dell’Unione Sovietica così com’era, non hai cervello”

Parole pronunciate da Putin in persona. Eppure, i suoi concittadini stanno vivendo questo revival negli ultimi giorni. Numerose immagini degli operatori stranieri mostrano gli scaffali dei supermercati semi-vuoti. Scene che ricordano quelle del Venezuela degli ultimi anni.

Se poi c’era una differenza netta fra i cittadini sovietici e quelli occidentali era che i primi dovevano mettersi per ore in fila in attesa dei beni di prima necessità, come latte, biscotti e zucchero.

Iper-inflazione

La Russia è un paese ricchissimo di materie prime. I due terzi del suo export sono essenzialmente risorse naturali, ma la produzione restante è molto limitata. Generi alimentari e farmaci sono in larga parte importati.

E questa carenza generalizzata sta portando ad un’esplosione dei prezzi, molto più che in Europa o negli Stati Uniti. All’11 marzo, erano cresciuti di oltre il 12% su base annua, secondo il centro di statistica Rosstat, l’equivalente del nostro Istat.

La Banca centrale della Federazione ha più che raddoppiato i tassi d’interesse, dal 9,5% al 20%, per contenere le spinte inflattive. Ha iniettato liquidità alle banche, riuscendo a prevenire la crisi di cash che si stava profilando. Non c’è stata la tanto temuta “corsa agli sportelli”.

Ma ora si sto delineando un’altra questione: le carte di credito Visa e Mastercard non funzionano più. Il servizio è stato sospeso. Il sistema di pagamento cinese Union Pay si sta dimostrando incapace di supplire a questa assenza.

Passato, presente e .. futuro?

Una certa fascia della popolazione russa sarà anche nostalgica per i fasti dell’Unione Sovietica, ma difficilmente ne rimpiangerà il livello di benessere.

Principale vittima di questa involuzione è la classe media, abituata a standard di vita non troppo distanti da quelli europei e statunitensi. Molti lavoratori stanno già perdendo il posto per le sanzioni. Le imprese che non possono esportare o importare i beni necessari alla produzione stanno chiudendo.

Putin ha vinto: l’Urss è tornata. Chissà che ne pensano i suoi connazionali.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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