Il Requiem del Movimento 5 Stelle

Il Requiem del Movimento 5 Stelle

Dopo aver trionfato con circa un terzo dei consensi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, il Movimento 5 Stelle pare entrato in un declino irreversibile, che rimanda alla messa funebre resa celebre dalle composizioni di Mozart e Verdi. Vediamo di capire come siamo arrivati a ciò.

La guerra di Rousseau

Ultimamente non sono mancate frizioni interne fra una parte del gruppo dirigente nei confronti di Davide Casaleggio, figlio del guru cofondatore assieme a Beppe Grillo.

Nel 2016, Casaleggio junior ha lanciato la piattaforma digitale Rousseau, dal nome del filosofo illuminista, per sviluppare la democrazia della Rete, tanto cara all’ideologia pentastellata. Lo scopo era quello di stabilire un collegamento diretto fra gli elettori ed i parlamentari, per sorvegliare il lavoro di questi ultimi ma anche per consentire un maggior coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

L’intento era nobile, ma i guadagni ottenuti da Casaleggio e dalla sua azienda sono stati indubbiamente significativi. Oltre ai 300 euro mensili che ogni parlamentare grillino è obbligato a versare per il sostentamento della piattaforma, vi è un mare sterminato di dati personali che possono essere utilizzati per scopi non sempre trasparenti.

Questo ha portato una parte dei 5 stelle a chiedere che la piattaforma venga supervisionata da un corpo elettorale e non da una SRL privata.

Ascesa e Caduta, Referendum e Regionali

Se Casaleggio continuasse a rifiutare di farsi da parte, l’uscita anche di 5 senatori grillini rappresenterebbe un colpo durissimo per l’esecutivo, che nella Camera Alta non ha più la maggioranza assoluta e dove la sua sopravvivenza è garantita dai senatori a vita.

Si è molto parlato a tal proposito di un redivivo Alessandro Di Battista, desideroso di allontanare il Movimento dal Partito Democratico e che potrebbe raggruppare un manipolo di fedelissimi capaci di “ricattare” la maggioranza. Un qualcosa di simile a quanto provato da Matteo Renzi con Italia Viva.

La possibilità di nuove elezioni nazionali deve essere assolutamente scongiurata da parte del M5S che ha visto i propri consensi crollare verticalmente alle consultazioni regionali del 20-21 settembre.

Il roboante 70% al referendum sul taglio dei parlamentari(passati da 930 a 600 alla Camera e da 400 a 200 al Senato)  è una magra consolazione, dato che persino partiti dell’opposizione come Lega e Fratelli d’Italia hanno supportato il Si alla consultazione popolare.

La riduzione dei parlamentari rende inoltre ancora più preoccupante la prospettiva di nuove elezioni per i 5 stelle, che potrebbero dover rinunciare ad un altro cavallo di battaglia come il no incondizionato al Mes pur di continuare a condividere l’esecutivo col PD.

Quindi..

Sono trascorsi 11 anni dal 4 ottobre 2009, giorno in cui il Movimento veniva ufficialmente fondato a Milano. Ma ne sembrano passati 110.

Da sempre autodefinitosi come “post-ideologico” e votato a temi come acqua pubblica, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività(le famose 5 stelle) , la creatura di Grillo e Casaleggio pare oggi estremamente confusa. Il crescendo rossiniano che li ha portati al trionfo del 4 marzo 2018 si è interrotto lì, dando il via ad una consolidata caduta.

Dopo essere entrati nel Parlamento italiano nel 2013 ed in quello europeo nel 2014, da marzo 2018 costituiscono la prima forza di governo, prima con la Lega e poi col PD. Questo però mentre nella popolazione la fiducia riposta verso gli attivisti è giunta ai minimi storici.

In occasione degli Stati Generali del 7 e 8 novembre,  occorrerà placare le lacerazioni intestine. Altrimenti, rischiano una fine ingloriosa.

Dalle stelle alle stalle.

Andrea Marrocchesi

Nato e cresciuto a Siena sulla pietra serena, qui ho svolto i miei studi fino all'Università, dove ho conosciuto degli splendidi amici e colleghi(Scienze Politiche alla fine serve a qualcosa). Sempre critico verso la classe dirigente nostrana, ho deciso di utilizzare questo malcontento per fare qualcosa di utile, cercando di appassionare coetanei e non alla politica. Gran viaggiatore(mi manca l'Antartide fra i continenti), appassionato di musica classica e arbitro di calcio: quest'ultimo aspetto denota la mia propensione a decidere anche rischiando di rimanere antipatico.

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