“Oh Sardina portami via!”

“Oh Sardina portami via!”

La borghesia liberale, porgendo con una mano le riforme, con l’altra mano le ritira sempre, le riduce a nulla, se ne serve per asservire gli operai, per dividerli in gruppi isolati, per perpetuare la schiavitù salariata dei lavoratori. Il riformismo, perfino quando è del tutto sincero, si trasforma quindi di fatto in uno strumento di corruzione borghese e di indebolimento degli operai. L’esperienza di tutti i paesi dimostra che prestando fede ai riformisti gli operai hanno sempre finito con l’essere gabbati”.

Novità o riedizione? Cosa sono le “Sardine”?

Queste parole non sono casuali, né tanto meno sono state pronunciate da un cosiddetto rivoluzionario in ciabatte. Queste parole, pronunciate da Vladimir Il’ič Ul’janov detto Lenin, hanno in sé un contenuto che valica ere ed epoche, valica società e costumi, si fa portatore di un messaggio universale. E la forza di queste parole perviene proprio da ciò, dalla sua costante attualità, dalla capacità di poterle affondare nei più disparati contesti, con le opportune modifiche. Perché mai citare una persona che la rivoluzione l’ha fatta per davvero, con successo, parlando dell’Italia? Perché l’Italia, al contrario di numerosi altri paesi, pullula di rivoluzionari in ciabatte, di finti intellettuali, di leader improvvisati. È fatto noto, ormai, la capacità del cosiddetto “Movimento delle Sardine” di mobilitare migliaia di persone al grido de “La Toscana non si lega”, “L’Emilia Romagna non si lega”, “La Campania non si lega” e così via discorrendo. Fiumane di persone si sono riunite e continuano a riunirsi per contrastare l’impellente minaccia della marcia leghista in Italia. Piazze colme rivendicano la loro natura antifascista, libera ed antileghista. Inoltre, questo movimento è nato in modo spontaneo con degli appelli sui social, in occasione di uno dei tanti comizi di Matteo Salvini per le regionali in Emilia-Romagna. La nascita delle “Sardine” è avvolta di un’aurea mitica, degna dei migliori romanzi della resistenza politica in cui persone libere e senzienti si oppongono al Tiranno prima che sia troppo tardi. Giovani e meno giovani convergono, esultano, si oppongono in maniera civile a questa tremenda avanzata della Lega Nord sulla scena politica italiana. Vedere tante persone in piazza, tornare finalmente a manifestare per qualcosa è magnifico per qualsiasi persona che crede fermamente nella politica, ma siamo convinti che non si stia cadendo nell’ennesima trappola? Non dimentichiamoci delle sfilate viole o dei grandi movimenti antiberlusconiani, il cui risultato raggiunto è stato mantenerlo in politica per vent’anni ed oltre. Il “core” principale della manifestazione, come già rimarcato è proprio l’opposizione al “salvinismo”, al suo partito, al suo modo di fare propaganda, al suo “populismo”. Il movimento delle sardine, in fin dei conti, è un vero e proprio movimento populista di sinistra in risposta a quello di “destra” mobilitato dalla Lega. Eppure ciò che ancora continua a sfuggire ai più è che la vera lotta si conduce sui temi e non sugli slogan. Scendere in piazza è sacrosanto, fa bene alla persona, fa bene alla politica. Mai nulla nella storia più delle piazze ha scosso anime e coscienze, ma anche la piazza se grida a vuoto finisce col diventare baraccone. La mera opposizione ad un soggetto politico non è politica, non definisce sé stessi, né come individui politici né come collettività politica. L’opposizione politica si porta avanti sui contenuti ed in questo caso, come molteplici altri in passato, sembra che la frase fatta prevalga su di essi.  Ed anche quei pochi che ci sono finiscono con l’essere sempre gli stessi, slogan riciclati, piazzati lì senza alcuno spirito critico, privi di risposte concrete per il paese. La propaganda si sconfigge con i fatti e non con altra propaganda. In fin dei conti alla brutta copia si preferisce sempre l’originale. Matteo Salvini è divenuto il parafulmine di una politica che non sa più cosa offrire, proprio come lo fu Berlusconi più di vent’anni fa. Cicerone diceva che la storia è maestra di vita, eppure sembra che questo dettaglio continui sfuggire. Molteplici sono state le analisi sul popolo della Lega e da che parte i voti siano giunti eppure si continua a discutere di elettori ignoranti e retrogradi. Ancora una volta si cade nella solita trappola del voto, ove si attribuiscono etichette per individuare un certo tipo di elettorato che è rimasto escluso dalla globalizzazione, che non è a favore dell’immigrazione per motivi economici e di sicurezza e che vede nell’avanzata dei diritti civili la perdita di valori identitari. Checché se ne dica l’elettorato nella storia non è mutato poi molto e che l’elettorato di Salvini contenga buona parte di persone che prima votavano il Partito Comunista non deve sorprenderci. Il leader della Lega, con grande intelligenza politica, ha saputo coinvolgere i malumori, gli esclusi, i perdenti del processo economico e politico e sono proprio loro ad essere i primi crociati delle sue fila. Cari signori della sinistra, cari uomini e donne del Movimento delle Sardine non basterà gridare all’antifascismo ed alla “Emilia non si lega” per sconfiggere Salvini. Il carissimo Leader della Lega inizierà a vedere il suo tramonto quando voi, popolo della sinistra, ammesso che vi possiate ancora definire tali, manifesterete accanto agli uomini dell’ILVA prossimi al licenziamento, quando manifesterete accanto ai licenziati della Whirlpool o delle Acciaierie di Piombino, quando manifesterete accanto a piccolo e medi imprenditori soffocati dalle normative europee, quando sarete accanto ai piccoli artigiani italiani ed a sostenere politiche che possano incentivare questa forma di impresa virtuosa che ha reso grande l’Italia. L’Italia non è diventata ignorante tutta d’un colpo, non è diventata maniaca della sicurezza, né tanto meno xenofoba. Ma cosa pensate di ottenere ignorando gli esclusi? Applausi e compassione? Cosa pensate di ottenere quando sostenete che il problema dell’Italia è il fascismo e nel mentre gli azionisti di Unicredit incassano 8 miliardi e dichiara la chiusura di molteplici sportelli in Italia? Cosa pensate di ottenere quando incitate all’Europa di Spinelli e ne sostenete una che invece ha ripudiato il progetto europeo dei popoli?

Gli organizzatori dell’evento senese di Facebook delle Sardine parlano ai manifestanti

Ma cosa siete? Critichiamoci.

Raccontiamoci la verità, amici delle Sardine, non siete altro che gli ennesimi figli dei movimenti del ’68 e degli anni ’70. Non siete altro che file di giovani ruspanti o di 60enni con il vecchio vizio della finta rivoluzione, discendenti di una vecchia borghesia che oggi giorno non è più capace di produrre cultura, di produrre identità, ma solo capace di sfornare slogan, non più capace di pensare, ma che urla su suggerimento di chi comodamente si siede sulle vostre teste. Siete quegli studenti che Pasolini criticava, quegli studenti borghesi che gettavano vomito di odio ed ira sui poliziotti. Non siete nulla di nuovo. Siete solo l’ennesima riedizione di cose viste e riviste. E se vi credete il popolo della sinistra, sappiate che voi siete parte di quegli uomini e donne che hanno condotto la sinistra allo sfascio ed al decadimento. Ben poco si può contro una destra che ingloba questioni di welfare e di “giustizia sociale”, perché signori e signore non vi è nulla di meno gestibile e di meno mansueto di un popolo che ha fame, di un popolo che si sente tradito, di un popolo che si sente sbeffeggiato. Invocare il fascismo, il pericolo dello Stato di Polizia vi servirà a ben poco, anzi sarà la certificazione della vostra condanna. La sinistra, soprattutto radicale, ha vinto ed ha avuto successo perché ha da sempre unito questioni materiali, di benessere sociale e remunerazione ad un progresso lento e continuo in ambito di diritti civili. Sono due elementi inscindibili. Un precario da vent’anni ben poco sarà interessato ai diritti delle minoranze se è costretto a vivere in un monolocale con uno stipendio da fame. Le schiere degli ultimi non si sono ridotte, anzi, sono aumentate e proprio voi che cavalcate il tema del ritorno del “Fascio” dovreste ben conoscere quali sono state le premesse che hanno condotto alla salita di Benito Mussolini al potere. L’utilizzo del condizionale è voluto, perché son pienamente convinto che almeno la metà di voi ignori la storia ed almeno la metà di voi urli e gridi nella piazza per sentito dire. Proprio come quelli che voi Sardine criticate. E quando capirete che Matteo Salvini non è il problema, ma è solo il prodotto del problema, forse, sarà troppo tardi. E se anche un cittadino statunitense come Bernie Sanders, in campagna elettorale, sostiene tesi più a “sinistra” delle vostre dovremmo tutti renderci conto in che buio baratro la sinistra italiana ed il suo popolo siano finiti.

Diciamoci la verità…

Non sarà la vostra presunta superiorità morale a salvarvi. La sinistra concreta riscuoteva grande successo perché era dalla parte degli ultimi, perché educava il suo popolo, lo rendeva compatto, lo rendeva orgoglioso della sua umiltà. Ad oggi è composto da un manipolo di ragazzi, ragazze e nostalgici che crede di detenere cultura e conoscenza, un popolo che si ritiene superiore in quanto élite culturale. Siete i degni seguaci degli Zingaretti e dei Fratoianni, dei Prodi e dei Blair. E non mi stupisce che chi decanta le vostre lodi siano i Prodi ed i Monti. Per concludere ritorna pure ad inizio pagina e leggi la frase di Lenin. Ora fermati e risponditi.  Tu che ti senti parte della “resistenza”, che ti senti una “Sardina” in tutta onestà, da che parte ti collocheresti? Dalla parte degli operai, degli esclusi e degli ultimi o della “Borghesia Liberale”? Da parte degli oppressi o degli oppressori?

Maurizio Troiano

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