Non sapevo di essere commissario: il caso Cotticelli

Non sapevo di essere commissario: il caso Cotticelli

L’episodio assurdo e, a dir poco, surreale andato “in scena” tre sere fa sulle reti televisive nazionali con protagonista, l’ormai “ei fu”, commissario alla sanità calabrese Cotticelli si commenta da solo. Ogni altro commento sarebbe superfluo. Eh sì perché, quanto accaduto, è paragonabile ad uno di quei grandi capolavori cinematografici senza tempo, capaci di lasciare il critico di stucco, inerme, senza parola ma che, al contempo, hanno il grande potere di suscitare nello spettatore un tripudio di emozioni. In questo caso perplessità, sbigottimento, meraviglia, rabbia, frustrazione e vergogna. Sarebbe davvero inutile e scontato sottolineare quanto la vicenda in questione rappresenti l’ennesima manifestazione di marciume. O forse di incompetenza e di totale malfunzionamento della macchina politica calabrese e nazionale tutta.

La sanità e(è) politica

Tuttavia, a margine delle varie esternazioni in merito alla vicenda, di vari esponenti politici e di vari cittadini, calabresi e non, schierati o meno con l’una o l’altra fazione, è opportuno formulare alcune riflessioni. Perché sì, se si vuole analizzare e studiare un fenomeno, come in questo caso problematico, qualunque esso sia, al fine di provare ad identificare delle soluzioni allo stesso, bisogna partire dall’identificare tutti i nessi causali. Bisogna avere la buona creanza di analizzarlo oggettivamente e non, bensì, attraverso i filtri della propria appartenenza politica o ideologica. Altrimenti si corre il rischio di giungere a delle conclusioni affrettate e, ahimè, errate

Come si nomina un commissario?

Primariamente, è opportuno ricordare che la nomina di un commissario da parte del governo centrale per la gestione della sanità pubblica regionale in Calabria ha presupposto la malagestione della stessa da parte delle varie forze politiche, di vario colore e schieramento, sia di centro destra che di centro sinistra, che, negli anni, si sono succedute al governo regionale. Forze politiche che sono state votate e rivotate, più e più volte, in un vortice di masochismo senza fine da parte dei cittadini calabresi. Circostanza questa che pone sul banco degli imputati, quindi, l’intera classe dirigente calabrese, qualsiasi bandiera o simbolo essa rappresenti. Difatti, la sanità calabrese, grazie al lungimirante operato pocanzi descritto, è oggetto di commissariamento, udite bene, dall’agosto 2010. Non da ieri o dall’altro ieri, ma da ben 10 anni.

Lo zampino del governo

Roberto Speranza (Leu), Ministro della Salute

Ma veniamo ora alle responsabilità governative, le quali contrariamente a quanto affermato o creduto da molti non sono assolutamente da meno. Nel delinearle e per una maggiore chiarezza è opportuno citare un riferimento normativo. Invero, così come disposto dalla Legge n.400 del 23 Agosto 1988,disciplinante l’attività di Governo e l’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’art.11, “la nomina dei commissari è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri”, e inoltre “sull’attività del commissario straordinario riferisce al Parlamento il Presidente del Consiglio dei Ministri o un Ministro da lui delegato”.

Non potevi non sapere

Il dato letterario della norma sopra citata è importante nella misura in cui dallo stesso appare chiaro come, il governo ed il ministro competente per materia, non possano non essere a conoscenza della nomina del commissario e dell’operato dello stesso, ovvero di chi esso sia, di quali siano le sue competenze pregresse e se queste siano attinenti o meno all’ambito operativo oggetto di commissariamento, delle motivazioni alla base della sua nomina e delle funzioni che esso va ad espletare e di come questi svolga il suo lavoro. E che, addirittura, essi siano coloro i quali debbano vigilare e verificare sull’operato dello stesso.

Cotticelli: ma chi è?

Il commissario Cotticelli, ex generale dell’Arma dei Carabinieri, nello specifico, venne nominato nel Dicembre 2018 dall’allora ministro Giulia Grillo (M5S), ministro della salute nel governo Conte I o se preferite governo giallo-verde (M5S/Lega Nord). Lo stesso commissario Cotticelli è stato, poi, nuovamente riconfermato, alcuni giorni prima del video in questione, stavolta dal ministro Speranza (LEU), attuale ministro della salute all’interno del governo Conte II o governo giallo-rosso (M5S/PD/IV/LEU). Come si suole dire, errare è umano perseverare è diabolico.

Scaglia la prima pietra

Quanto detto finora, suggerisce di evitare la becera corsa al “non sono stato io”. Perché di tanto in tanto, oltre a “scagliare la prima pietra” e ad affrettarsi a riconoscersi tra gli “onesti” bisognerebbe anche fare un bel mea culpa e ad assumersi qualche responsabilità. Soprattutto, in vicende dove, così come già detto non vi sono incolpevoli e vincitori, ma solo colpevoli e sconfitti. Non altro perché, tali atteggiamenti, offendono l’intelligenza di tutti i cittadini calabresi, i quali, al contempo, è bene dirlo sono vittime e carnefici di loro stessi.

Tutta colpa della riforma del Titolo V?

La cosa che lascia maggiormente basiti, così come suggerito anche dal Direttore Enrico Mentana, è che la totale incompetenza e inattività del commissario Cotticelli e la relativa, ma quanto mai tardiva, reazione del governo, siano state, rispettivamente, smascherate e stimolate solo da un’inchiesta giornalistica e dal giusto e prevedibile clamore mediatico che questa ha prodotto. Pratica oramai, ahimè, comune nel nostro paese. Circostanza questa che stimola delle riflessioni. Ma se non ci fosse stata l’inchiesta del programma televisivo Titolo V, soprattutto alla luce della recente riconferma del commissario Cotticelli avvenuta pochi giorni prima, quanto ancora sarebbe durata questa situazione? Quanti altri danni avrebbe arrecato ai cittadini calabresi l’incompetenza e l’inattività del commissario Cotticelli? O quanti l’inaccettabile negligenza governativa nel verificare l’operato dello stesso? E quanti sono i danni già patiti dai cittadini calabresi?

Incidente Cotticelli? No, problema cronico

Ma, soprattutto, ora che la verità è venuta a galla si troverà finalmente una soluzione a questo problema cronico? chi doveva scegliere e chi doveva verificare, avrà imparato la lezione? così non pare. Difatti, il governo, tramite il premier Conte, ha immediatamente reagito. Ha sostituito il commissario Cotticelli, il quale aveva già rassegnato le sue dimissioni, con, il già commissario Zuccatelli. Nelle ore successive alla sua nomina, sono già circolati, sulle varie piattaforme social, una serie di video imbarazzanti nei quali lo stesso afferma di quanto siano inutili le mascherine e di come il virus sia trasmissibile solo mediante bacio “alla francese”. Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un’altra “giornata” difficile per la sanità calabrese e per i cittadini calabresi.

Quando la misura sarà colma?

Antonio Leonetti

SpazioPolitico

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