Il Nobel per la Pace al premier etiope. Una scelta giusta

Il Nobel per la Pace al premier etiope. Una scelta giusta

Eletto nell’aprile del 2018, a maggio fa liberare migliaia di prigionieri politici e legalizza le opposizioni, fino a quel momento classificate come terroristi. A giugno annulla lo stato d’emergenza e si dice disponibile ad accettare la cessione, stabilita dagli accordi di Algeri del 2000, di alcuni territori del nordest del suo paese, l‘Etiopia, all’Eritrea. Nel Luglio vola ad Asmara, nell’Eritrea, per siglare, insieme al tiranno eritreo Isaias Afewerki, una pace che potrebbe porre fine ad una guerra costata oltre 80 mila morti che va avanti dal 1998.

Farà sicuramente discutere la scelta di non assegnare il Nobel per la pace del 2019 a Greta Thunberg ma la decisione di consegnare la ‘targa’ al premier etiope Abiy Ahmed Ali è più che comprensibile. Il premio gli è stato assegnato “per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale ed in particolare per i suoi sforzi decisivi per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea[…] Ali ha avviato importanti riforme che danno a molti cittadini speranza per una vita migliore ed un futuro più radioso – prosegue la motivazione-. Come primo ministro, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere riconciliazione, solidarietà e giustizia sociale”.

MARCO CRIMI
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