Nemo Papeete in Patria

Nemo  Papeete in Patria

Probabilmente  tutti state pensando la stessa cosa e già vi dico che state sbagliando. Questo non è assolutamente un articolo contro il leader della Lega Matteo Salvini. Non lo è perché ogni capo politico ha il suo Papeete o la sua eccessiva dose di mojito che dir si voglia. Tutti i grandi personaggi della politica italiana, sia della Prima ma soprattutto della Seconda Repubblica, sono caduti per un eccesso di sicurezza. 

Proviamo a fare un piccolo excursus storico-antropologico, un breve viaggio dentro le personalità più in vista di questo nostro sciagurato paese.  Per quanto concerne la Prima Repubblica uno è stato fondamentalmente il leader politico più ingombrante e carismatico, l’unico che con le sue idee e con la sua fortissima personalità ha sconquassato il sistema allora vigente dominato politicamente e culturalmente dalla cupa e tattica Democrazia Cristiana (averli oggi!). Sto parlando del Segretario del Partito Socialista Italiano, Bettino Craxi. Il politico milanese che ha letteralmente regnato sul Psi dal ‘76 al ‘93 ed è stato il Presidente del Consiglio dal ‘83 al ‘87 ha rappresento senza ombra di dubbio un grande innovatore nel panorama politico-culturale del Bel Paese.

Egli, forte di una laica cultura liberal-socialista e di lungimiranti teorie riformiste, ha dato una nuova immagine al suo partito ed è stato l’attore protagonista del decennio più dinamico della nostra recente storia, i mitici anni 80. Errori ne abbiamo? Certamente si! 

Craxi con i suoi modi, a detta dei principali osservatori, arroganti ha alimentato una sorta di antipatia e di odio nei suoi confronti che non gli ha mai consentito di prendere  più del 14% dei consensi, stesso motivo che poi ha fatto in modo che fosse così facile per i suoi nemici eliminarlo dal sistema. Altro sbaglio colossale fu non essersi reso conto, assieme agli altri uomini politici della sue epoca, di quello che sarebbe successo con la caduta del muro di Berlino e la fine delle grandi ideologie. Quel fatto storico rappresentò un terremoto che mutò profondamente la cultura e le prospettive dei partiti e ne svelò i sistemi di finanziamento.

Qualcuno ne approfittò? Qualcuno ebbe interesse a rompere le uova per instaurare nuovi sistemi di potere? Può essere. Certo è che chi ai tempi era classe dirigente doveva mostrare maggiore lungimiranza e intravedere il ciclone che si stava abbattendo sul Paese tentando di porre rimedi e non farsi cogliere impreparato. 

Adesso abbandoniamo Craxi e lasciamolo al più equo e saggio giudizio della storia per parlare di un altro personaggio che dello sesso gran capo socialista è stato amico e sostenitore quando faceva il semplice imprenditore. Già proprio lui, il Cavaliere anzi Ex, Silvio Berlusconi. Di lui si dice che non sia stato capace a governare, a creare una classe dirigente ecc.. Di certo c’è che anche lui per un periodo ha avuto l’Italia in mano e se l’è giocata per dei comportamenti eccessivi. Proprio un giornalista come Bruno Vespa che ostile non gli è o perlomeno non gli è stato, ha sostenuto più volte anche sui suoi libri che la rovina del leader massimo di Forza Italia sono state le donne e le leggerezze annesse. 

Adesso tocca agli ultimi due, il grillo parlante Matteo Renzi e il grillo, quello urlante, Beppe Grillo. Quale è stato il loro personale Papeete? Indubbiamente il loro linguaggio, la loro comune antipolitica militante e dogmatica, la loro inguaribile demagogia populista. Per il ragazzo di Rignano sull’Arno poi c’è anche il famoso referendum costituzionale che forse con un atteggiamento differente sarebbe finito in altro modo. Con le dovute diversità tutti caduti per eccessi di linguaggio, di comportamenti, di sicurezza. 

Visto? Promessa mantenuta. Di Salvini non ho parlato, solo una piccola menzione iniziale che dovete concedermi perché se si parla di Papeete è d’obbligo.

LORENZO MARRETTI 

 

Lorenzo Marretti

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